La vita
Kontoglou nacque nel novembre 1895 ad Ayvalık, che i greci chiamano Αϊβαλί o Κυδωνίες, una prospera città greca sulla costa egea dell'Asia Minore, di fronte a Lesbo. Crebbe tra marinai, monaci e pescatori, di cui avrebbe poi raccontato le storie. Studiò alla Scuola di Belle Arti di Atene nel 1913–1914 e poi viaggiò; fino al 1919 visse soprattutto a Parigi e girò l'Europa, e a Parigi, nel 1918, scrisse il suo primo libro. Tornò ad Ayvalık, ma nel 1922, con la Catastrofe dell'Asia Minore, la popolazione greca della città fu cacciata e Kontoglou venne in Grecia come profugo, come più di un milione di altri.
Nel 1923 andò sul Monte Athos, dove studiò e copiò le antiche icone e pitture murali dei monasteri. Quell'esperienza decise la sua vita. Ad Atene lavorò come restauratore di icone e dipinse per le chiese. Nel 1926 sposò Maria Chatzikambouri, da cui ebbe una figlia. Tra il 1937 e il 1939 dipinse grandi murali nel Municipio di Atene, aiutato da due giovani allievi che sarebbero diventati pittori famosi, Yannis Tsarouchis e Nikos Engonopoulos. Per il resto della vita dipinse icone e affreschi nelle chiese, scrisse libri e articoli e insegnò ai pittori più giovani. Morì ad Atene nel luglio 1965.
Le opere

La grande causa di Kontoglou fu la pittura bizantina. Nell'Ottocento le chiese greche si erano riempite di icone in uno stile occidentale dolce e realistico, e l'antico modo bizantino di dipingere, con fondi d'oro, colori piatti e brillanti, figure allungate e grandi occhi calmi, era considerato primitivo. Kontoglou credeva il contrario: che l'icona bizantina fosse un'arte spirituale del più alto livello e la vera tradizione artistica dei greci. Ne imparò le tecniche dagli antichi manuali dei pittori e dai monasteri, e dipinse in quel modo tutta la vita. Le sue pitture murali nella piccola chiesa bizantina della Kapnikarea, in mezzo a via Ermou ad Atene, sono le più facili da vedere. Nel 1960 pubblicò Έκφρασις της ορθοδόξου εικονογραφίας (Espressione dell'iconografia ortodossa), un manuale di pittura di icone usato ancora oggi, premiato dall'Accademia di Atene nel 1961.
Fu anche un ottimo scrittore. Πέδρο Καζάς (Pedro Cazas, scritto nel 1918 e stampato nel 1920) è un breve racconto d'avventura su un marinaio e pirata spagnolo, scritto in una demotica ricca e all'antica. I libri successivi raccolgono storie di marinai, monaci, santi e viaggiatori, narrate con la voce di un cantastorie. Αϊβαλί, η πατρίδα μου (Aivali, la mia patria, 1962) ricorda le persone e i luoghi della città perduta nel 1922. Sia come pittore sia come scrittore, Kontoglou cercò le radici della cultura greca a Bisanzio e nella vita della gente comune, non nell'imitazione dell'Occidente, un'idea che influenzò fortemente la Generazione degli anni Trenta.
L’eredità nella Grecia di oggi
Per vedere l'opera di Kontoglou, entrate nella chiesa della Kapnikarea in via Ermou, la principale via dello shopping di Atene, e guardate le pitture murali; oppure visitate il Municipio di Atene in piazza Kotzia, dove i suoi murali decorano ancora gli interni. Le sue icone sono in chiese di tutta la Grecia, e la Galleria Nazionale e il Museo Bizantino e Cristiano conservano i suoi dipinti. Molti pittori di icone di oggi si considerano suoi eredi, e lo stile che fece rinascere è ormai lo stile normale delle nuove chiese greche. I suoi libri sono ancora in commercio, e Αϊβαλί, η πατρίδα μου è letto dai discendenti dei profughi del 1922 come il ritratto di un mondo perduto.
Lo sapevi?
- Arrivò in Grecia come profugo da Ayvalık dopo la Catastrofe dell'Asia Minore del 1922.
- Tra i suoi allievi e assistenti al Municipio di Atene c'erano Yannis Tsarouchis e Nikos Engonopoulos, due dei grandi pittori greci del Novecento.
- Il suo primo libro, Pedro Cazas (stampato nel 1920), è una storia di pirati su un marinaio spagnolo.
- Lo stile bizantino di pittura di icone che fece rinascere è oggi lo stile abituale delle nuove chiese greche.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Πέδρο Καζάς | Pedro Cazas (romanzo breve) | 1920 |
| Τοιχογραφίες στο Δημαρχείο της Αθήνας | Murali nel Municipio di Atene | 1937–1939 |
| Τοιχογραφίες στην Καπνικαρέα | Pitture murali nella chiesa della Kapnikarea, Atene | 1940s–1950s |
| Έκφρασις της ορθοδόξου εικονογραφίας | Espressione dell'iconografia ortodossa (manuale) | 1960 |
| Αϊβαλί, η πατρίδα μου | Aivali, la mia patria (memorie) | 1962 |
Dalle opere

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Una frase da ricordare
Αϊβαλί, η πατρίδα μου
Aivali, i patrida mou
Aivali, la mia patria
























