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Maria Polydouri
Unknown author · Public domain · Wikimedia Commons

B1Grecia moderna · Poetessa

Maria Polydouri

Μαρία Πολυδούρη

1902 – 1930 · Kalamata; Atene; Parigi

Maria Polydouri (Μαρία Πολυδούρη, 1902–1930) fu una poetessa di Kalamata che visse in fretta e morì giovane. Ad Atene, nel 1922, si innamorò del poeta Kostas Karyotakis; la relazione fu breve e le lasciò poesie per tutta la vita. Studiò legge, provò a recitare, visse a Parigi e morì di tubercolosi a ventotto anni, dopo aver pubblicato due raccolte dal suo letto d'ospedale. La sua poesia «Μόνο γιατί μ' αγάπησες» (Solo perché mi hai amata) è una delle poesie d'amore più amate in lingua greca.

La vita

Maria Polydouri nacque il 1° aprile 1902 a Kalamata, nel Peloponneso, figlia di un insegnante di lettere; la famiglia lo seguì nei suoi trasferimenti a Gythio e Filiatra. Intelligente e inquieta, cominciò a pubblicare poesie da studentessa e a sedici anni lavorava già come impiegata alla prefettura della Messenia. Nel 1920 entrambi i genitori morirono a poche settimane di distanza l'uno dall'altra. L'anno seguente si fece trasferire alla prefettura dell'Attica, ad Atene, e si iscrisse a giurisprudenza, più per ambizione che per voglia di diventare avvocato.

In ufficio, nel 1922, conobbe un collega, il poeta Kostas Karyotakis. Si innamorarono; lui aveva venticinque anni, lei venti. Nel giro di pochi mesi Karyotakis scoprì di avere la sifilide e troncò la relazione senza dirle perché. Ferita e smarrita, la Polydouri si fidanzò con un avvocato, ruppe il fidanzamento, lasciò gli studi e l'impiego pubblico e si iscrisse alla scuola di recitazione, salendo brevemente sul palcoscenico. Nel 1926 partì per Parigi, dove studiò sartoria e visse in povertà; lì si ammalò di tubercolosi.

Tornò ad Atene nel 1928 ed entrò nel sanatorio Sotiria, il grande ospedale per tubercolotici sulle pendici dell'Imetto. Nel luglio di quello stesso anno Karyotakis si sparò a Preveza. La Polydouri, che non aveva mai smesso di amarlo, riversò il resto della sua vita in due esili libri e in un diario. Morì in una clinica di Atene il 29 aprile 1930, a ventotto anni.

Le opere

Le due raccolte della Polydouri, Οι τρίλλιες που σβήνουν (I trilli che si spengono, 1928) e Ηχώ στο χάος (Eco nel caos, 1929), furono stampate entrambe mentre era in sanatorio, e quasi ogni poesia vi si rivolge a qualcuno che manca: i genitori morti, l'amante perduto, la morte stessa, che lei descrive come uno sposo che viene a prenderla. Il greco è demotico e musicale, con rima e metro regolari, e il tono è un misto di esaltazione adolescenziale e di lucida tristezza che nessun altro poeta greco degli anni Venti possiede del tutto. I critici del suo tempo la collocarono, con Karyotakis, nella «generazione degli anni Venti», poeti della delusione dopo la catastrofe dell'Asia Minore del 1922; ma dove Karyotakis è ironico, la Polydouri è senza difese.

La sua poesia più famosa, «Μόνο γιατί μ' αγάπησες» (Solo perché mi hai amata), capovolge l'ordine consueto della poesia d'amore: lei canta, dice, non perché sia bella o dotata, ma solo perché un tempo è stata amata, e quell'amore le ha dato una voce e una ragione di esistere. Altre poesie conosciute sono Σ' αγαπώ (Ti amo), Γιατί σ' αγάπησα (Perché ti ho amato) e le poesie a Karyotakis dopo la sua morte. Il diario del sanatorio e il testo in prosa Ημερολόγιο (Diario) mostrano la stessa voce in una prosa semplice, senza sentimentalismi sulla malattia e sulla morte. Dopo la sua morte le poesie furono raccolte, con testi inediti, in un unico volume di Άπαντα (Opere complete).

L’eredità nella Grecia di oggi

La Polydouri e Karyotakis sono la grande coppia letteraria maledetta della Grecia, e la loro storia è stata raccontata in romanzi e in sceneggiati televisivi. Le sue poesie si leggono nelle lezioni di letteratura del ginnasio e del liceo accanto a quelle di lui, e «Μόνο γιατί μ' αγάπησες» è stata messa in musica più volte; le versioni cantate sono su tutte le piattaforme di streaming e sono il modo più facile per conoscerla. A Kalamata, sua città natale, una via porta il suo nome e un suo busto si trova in città, che le dedica una sala. L'ospedale Sotiria di Atene, dove scrisse il suo secondo libro, è ancora il principale ospedale per le malattie polmonari del paese. Le sue poesie complete sono di pubblico dominio e si leggono gratis online, il che ne fa una delle prime poetesse che uno studente può leggere per intero.

Lo sapevi?

  • Lei e Karyotakis si conobbero come colleghi alla prefettura dell'Attica, ad Atene, nel 1922; erano entrambi impiegati statali che scrivevano poesie dopo l'orario di lavoro.
  • Entrambe le sue raccolte furono pubblicate mentre era ricoverata nel sanatorio per tubercolotici Sotiria.
  • La sua morte, il 29 aprile 1930, avvenne meno di due anni dopo il suicidio di Karyotakis a Preveza, nel luglio 1928.
  • Pubblicava poesie già da studentessa a Kalamata e a sedici anni lavorava come impiegata statale.

Opere principali

Titolo grecoTitoloAnno
Οι τρίλλιες που σβήνουνI trilli che si spengono1928
Μόνο γιατί μ' αγάπησεςSolo perché mi hai amata1928
Ηχώ στο χάοςEco nel caos1929
ΗμερολόγιοDiario (dal sanatorio)1928–30
ΆπανταOpere complete (postume)posthumous

Una frase da ricordare

Δεν τραγουδώ παρά γιατί μ' αγάπησες / στα περασμένα χρόνια.

Den tragoudo para giati m' agapises / sta perasmena chronia.

Non canto se non perché mi hai amata / negli anni passati.

Μόνο γιατί μ' αγάπησες (1928)

Dal testo originale

Il testo come lo ha scritto Maria Polydouri, di pubblico dominio, con la nostra traduzione a fronte.

«Γιατί μ’ αγάπησες»Solo perché mi hai amata

Scritta in sanatorio e rivolta al poeta Kostas Kariotakis, che lei aveva amato: le prime quattro delle nove strofe di cinque versi della poesia, ognuna chiusa dal verso con cui si apre. La citazione della pagina ne riprende il primo verso e mezzo.

Δεν τραγουδώ παρά γιατί μ’ αγάπησεςNon canto se non perché mi hai amata
στα περασμένα χρόνια.negli anni passati.
Και σε ήλιο, σε καλοκαιριού προμάντεμαE nel sole, nel presagio dell'estate,
και σε βροχή, σε χιόνια,e nella pioggia, nella neve,
δεν τραγουδώ παρά γιατί μ’ αγάπησες.non canto se non perché mi hai amata.
Μόνο γιατί με κράτησες στα χέρια σουSolo perché mi hai stretta tra le tue braccia
μια νύχτα και με φίλησες στο στόμα,una notte e mi hai baciata sulla bocca,
μόνο γι’ αυτό είμαι ωραία σαν κρίνο ολάνοιχτοsolo per questo sono bella come un giglio tutto aperto
κ’ έχω ένα ρίγος στην ψυχή μου ακόμα,e ho ancora un brivido nell'anima,
μόνο γιατί με κράτησες στα χέρια σου.solo perché mi hai stretta tra le tue braccia.
Μόνο γιατί τα μάτια σου με κύτταξανSolo perché i tuoi occhi mi hanno guardata
με την ψυχή στο βλέμμα,con l'anima nello sguardo,
περήφανα στολίστηκα το υπέρτατοmi sono adornata fiera della suprema
της ύπαρξής μου στέμμα,corona della mia esistenza,
μόνο γιατί τα μάτια σου με κύτταξαν.solo perché i tuoi occhi mi hanno guardata.
Μόνο γιατί όπως πέρναα με καμάρωσεςSolo perché, mentre passavo, mi hai ammirata
και στη ματιά σου να περνάηe nel tuo sguardo ho visto passare
είδα τη λυγερή σκιά μου, ως όνειροla mia ombra snella, come un sogno
να παίζει, να πονάη,che gioca, che soffre,
μόνο γιατί όπως πέρναα με καμάρωσες.solo perché, mentre passavo, mi hai ammirata.

«Μόνο γιατί μ’ αγάπησες» (Οι τρίλλιες που σβήνουν, 1928), stanzas 1–4 of 9 · Testo di pubblico dominio, fonte: el.wikisource.org

B1

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Parole del brano

  • studio (all'università)
  • amore
  • tema, argomento
  • tubercolosi
  • ospedale
  • raccolta
  • tenero
  • voce

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