La vita
Maria Polydouri nacque il 1° aprile 1902 a Kalamata, nel Peloponneso, figlia di un insegnante di lettere; la famiglia lo seguì nei suoi trasferimenti a Gythio e Filiatra. Intelligente e inquieta, cominciò a pubblicare poesie da studentessa e a sedici anni lavorava già come impiegata alla prefettura della Messenia. Nel 1920 entrambi i genitori morirono a poche settimane di distanza l'uno dall'altra. L'anno seguente si fece trasferire alla prefettura dell'Attica, ad Atene, e si iscrisse a giurisprudenza, più per ambizione che per voglia di diventare avvocato.
In ufficio, nel 1922, conobbe un collega, il poeta Kostas Karyotakis. Si innamorarono; lui aveva venticinque anni, lei venti. Nel giro di pochi mesi Karyotakis scoprì di avere la sifilide e troncò la relazione senza dirle perché. Ferita e smarrita, la Polydouri si fidanzò con un avvocato, ruppe il fidanzamento, lasciò gli studi e l'impiego pubblico e si iscrisse alla scuola di recitazione, salendo brevemente sul palcoscenico. Nel 1926 partì per Parigi, dove studiò sartoria e visse in povertà; lì si ammalò di tubercolosi.
Tornò ad Atene nel 1928 ed entrò nel sanatorio Sotiria, il grande ospedale per tubercolotici sulle pendici dell'Imetto. Nel luglio di quello stesso anno Karyotakis si sparò a Preveza. La Polydouri, che non aveva mai smesso di amarlo, riversò il resto della sua vita in due esili libri e in un diario. Morì in una clinica di Atene il 29 aprile 1930, a ventotto anni.
Le opere

Le due raccolte della Polydouri, Οι τρίλλιες που σβήνουν (I trilli che si spengono, 1928) e Ηχώ στο χάος (Eco nel caos, 1929), furono stampate entrambe mentre era in sanatorio, e quasi ogni poesia vi si rivolge a qualcuno che manca: i genitori morti, l'amante perduto, la morte stessa, che lei descrive come uno sposo che viene a prenderla. Il greco è demotico e musicale, con rima e metro regolari, e il tono è un misto di esaltazione adolescenziale e di lucida tristezza che nessun altro poeta greco degli anni Venti possiede del tutto. I critici del suo tempo la collocarono, con Karyotakis, nella «generazione degli anni Venti», poeti della delusione dopo la catastrofe dell'Asia Minore del 1922; ma dove Karyotakis è ironico, la Polydouri è senza difese.
La sua poesia più famosa, «Μόνο γιατί μ' αγάπησες» (Solo perché mi hai amata), capovolge l'ordine consueto della poesia d'amore: lei canta, dice, non perché sia bella o dotata, ma solo perché un tempo è stata amata, e quell'amore le ha dato una voce e una ragione di esistere. Altre poesie conosciute sono Σ' αγαπώ (Ti amo), Γιατί σ' αγάπησα (Perché ti ho amato) e le poesie a Karyotakis dopo la sua morte. Il diario del sanatorio e il testo in prosa Ημερολόγιο (Diario) mostrano la stessa voce in una prosa semplice, senza sentimentalismi sulla malattia e sulla morte. Dopo la sua morte le poesie furono raccolte, con testi inediti, in un unico volume di Άπαντα (Opere complete).
L’eredità nella Grecia di oggi
La Polydouri e Karyotakis sono la grande coppia letteraria maledetta della Grecia, e la loro storia è stata raccontata in romanzi e in sceneggiati televisivi. Le sue poesie si leggono nelle lezioni di letteratura del ginnasio e del liceo accanto a quelle di lui, e «Μόνο γιατί μ' αγάπησες» è stata messa in musica più volte; le versioni cantate sono su tutte le piattaforme di streaming e sono il modo più facile per conoscerla. A Kalamata, sua città natale, una via porta il suo nome e un suo busto si trova in città, che le dedica una sala. L'ospedale Sotiria di Atene, dove scrisse il suo secondo libro, è ancora il principale ospedale per le malattie polmonari del paese. Le sue poesie complete sono di pubblico dominio e si leggono gratis online, il che ne fa una delle prime poetesse che uno studente può leggere per intero.
Lo sapevi?
- Lei e Karyotakis si conobbero come colleghi alla prefettura dell'Attica, ad Atene, nel 1922; erano entrambi impiegati statali che scrivevano poesie dopo l'orario di lavoro.
- Entrambe le sue raccolte furono pubblicate mentre era ricoverata nel sanatorio per tubercolotici Sotiria.
- La sua morte, il 29 aprile 1930, avvenne meno di due anni dopo il suicidio di Karyotakis a Preveza, nel luglio 1928.
- Pubblicava poesie già da studentessa a Kalamata e a sedici anni lavorava come impiegata statale.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Οι τρίλλιες που σβήνουν | I trilli che si spengono | 1928 |
| Μόνο γιατί μ' αγάπησες | Solo perché mi hai amata | 1928 |
| Ηχώ στο χάος | Eco nel caos | 1929 |
| Ημερολόγιο | Diario (dal sanatorio) | 1928–30 |
| Άπαντα | Opere complete (postume) | posthumous |
Dalle opere



Immagini di pubblico dominio da Wikimedia Commons.
Una frase da ricordare
Δεν τραγουδώ παρά γιατί μ' αγάπησες / στα περασμένα χρόνια.
Den tragoudo para giati m' agapises / sta perasmena chronia.
Non canto se non perché mi hai amata / negli anni passati.
Dal testo originale
Il testo come lo ha scritto Maria Polydouri, di pubblico dominio, con la nostra traduzione a fronte.
«Γιατί μ’ αγάπησες»Solo perché mi hai amata
Scritta in sanatorio e rivolta al poeta Kostas Kariotakis, che lei aveva amato: le prime quattro delle nove strofe di cinque versi della poesia, ognuna chiusa dal verso con cui si apre. La citazione della pagina ne riprende il primo verso e mezzo.
«Μόνο γιατί μ’ αγάπησες» (Οι τρίλλιες που σβήνουν, 1928), stanzas 1–4 of 9 · Testo di pubblico dominio, fonte: el.wikisource.org














