La vita
Andronikos nacque il 23 ottobre 1919 a Prusa (oggi Bursa, in Turchia), da padre originario di Samo e madre di Imbro. Dopo la Catastrofe dell’Asia Minore del 1922 la famiglia arrivò profuga a Salonicco, la città in cui visse per il resto della vita. Nel 1936 entrò nella Facoltà di Filosofia dell’Università di Salonicco, dove l’archeologo Konstantinos Rhomaios divenne il suo maestro; da studente lavorò come assistente di Rhomaios nel sito di Verghina, un villaggio ai piedi dei monti Pieri. Si laureò nel 1941.
Durante la Seconda guerra mondiale fuggì dalla Grecia occupata in Medio Oriente e prestò servizio lì nell’esercito greco. Dopo la guerra entrò nel Servizio archeologico e dal 1949 avviò propri scavi a Verghina. Studiò a Oxford nel 1954–55 con il grande specialista di vasi greci John Beazley e fece carriera all’Università di Salonicco, dove divenne professore ordinario di archeologia classica nel 1964. Nel 1976 cominciò a scavare il Grande Tumulo, un’enorme collina artificiale di Verghina, e l’anno seguente arrivò la scoperta della sua vita. Dedicò gli ultimi anni allo studio e alla pubblicazione dei ritrovamenti e nel 1992 ricevette la Gran Croce dell’Ordine della Fenice. Morì a Salonicco il 30 marzo 1992.
Le opere

Per secoli nessuno sapeva con esattezza dove fosse Ege, l’antica capitale reale dei Macedoni. Andronikos trascorse quasi trent’anni a Verghina, scavando prima una vasta necropoli di piccoli tumuli dell’età del ferro, poi il Grande Tumulo, largo 110 metri e alto circa 12. Nell’autunno del 1977 la sua équipe trovò tre tombe. Una, piccola e già saccheggiata, aveva una magnifica pittura murale de Η αρπαγή της Περσεφόνης (Il ratto di Persefone), una delle rarissime grandi pitture greche del IV secolo a.C. giunte fino a noi.
L’8 novembre 1977 aprì la Tomba II, una tomba macedone a volta con una scena di caccia dipinta sulla facciata, intatta dall’antichità. All’interno c’era uno scrigno d’oro massiccio, una λάρνακα, decorato con la stella macedone a sedici raggi, che conteneva ossa cremate avvolte in un tessuto di porpora, insieme a una corona d’oro di foglie di quercia, armi, un’armatura e vasi d’argento. Andronikos attribuì la tomba a Filippo II, assassinato nel 336 a.C.; gli studiosi discutono ancora se appartenesse a Filippo II o a Filippo III Arrideo. Nel 1978 fu trovata intatta un’altra tomba, la «Tomba del Principe», probabilmente la sepoltura del giovane Alessandro IV. Andronikos spiegò le sue scoperte in libri chiari per il pubblico, soprattutto Βεργίνα: οι βασιλικοί τάφοι (Verghina: le tombe reali, 1984).
L’eredità nella Grecia di oggi
Il luogo da visitare è Verghina, a un’ora da Salonicco. Il Museo delle Tombe reali di Ege è costruito dentro lo stesso Grande Tumulo: si cammina sottoterra, nella penombra, davanti alle facciate delle tombe, e si vedono la larnax d’oro, le corone e l’armatura dove furono trovate. Ege è Patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1996. A Salonicco la strada davanti al Museo archeologico porta il nome di Andronikos, di fronte c’è un suo busto, e diverse scuole sono intitolate a lui. La stella di Verghina, dal coperchio della larnax, è diventata un simbolo della Macedonia greca, su bandiere, monete e loghi.
Lo sapevi?
- Nacque a Bursa, nell’attuale Turchia, e arrivò a Salonicco da bambino profugo dopo il 1922.
- Lavorò per la prima volta a Verghina come studente assistente negli anni Trenta, circa quarant’anni prima della sua grande scoperta.
- La larnax d’oro della Tomba II pesa circa undici chili.
- Gli archeologi discutono ancora se la tomba appartenga a Filippo II o a Filippo III Arrideo.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Βεργίνα Ι: Το νεκροταφείο των τύμβων | Verghina I: la necropoli dei tumuli (libro) | 1969 |
| Ανασκαφή της Μεγάλης Τούμπας της Βεργίνας | Inizio dello scavo del Grande Tumulo di Verghina | 1976 |
| Ο τάφος της Περσεφόνης | La tomba di Persefone e la sua pittura murale | 1977 |
| Ο τάφος του Φιλίππου | La Tomba II, attribuita a Filippo II, trovata intatta (8 novembre) | 1977 |
| Ο τάφος του Πρίγκιπα | La Tomba del Principe | 1978 |
| Βεργίνα: οι βασιλικοί τάφοι και οι άλλες αρχαιότητες | Verghina: le tombe reali e altre antichità (libro) | 1984 |
Dalle opere


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Una frase da ricordare
Όμως αυτό που αντικρίσαμε στο άνοιγμά της μας έκοψε για μιαν ακόμη φορά την ανάσα.
Omos afto pou antikrisame sto anoigma tis mas ekopse gia mian akomi fora tin anasa.
Ma ciò che vedemmo quando fu aperta ci tolse ancora una volta il respiro.
























