La vita
Eginitis nacque ad Atene nel 1862. Dopo la scuola Varvakeio studiò matematica all’Università di Atene, e poi lo Stato lo mandò a Parigi a specializzarsi in astronomia, in un’epoca in cui la Francia era uno dei grandi centri di questa scienza. Nel 1890 tornò in Grecia per diventare direttore dell’Osservatorio nazionale di Atene (Εθνικό Αστεροσκοπείο Αθηνών), e dal 1896 fu anche professore di astronomia e meteorologia all’Università. Mantenne l’incarico di direttore per più di quattro decenni.
L’Osservatorio era stato fondato nel 1842 grazie a una donazione del banchiere Georgios Sinas, in un elegante edificio dell’architetto danese Theophil Hansen vicino all’Acropoli. Quando arrivò Eginitis, aveva pochi strumenti e poca attività. Lo riorganizzò da cima a fondo, trovò denaro da donatori e dallo Stato, fece arrivare nuovi telescopi e attrezzature e creò nuovi reparti.
Fu attivo anche nella vita pubblica. Fu due volte ministro dell’Istruzione, nel 1917 e nel 1926, scrisse articoli e libri divulgativi sull’astronomia e sul clima della Grecia, e per decenni fece pressione sullo Stato perché riformasse il calendario. Nel 1926 divenne uno dei primi membri dell’Accademia di Atene (Ακαδημία Αθηνών), di cui fu presidente nel 1929 e segretario generale fino al 1933. Morì ad Atene il 14 marzo 1934.
Le opere

Il grande risultato di Eginitis fu dare alla Grecia un’infrastruttura scientifica. Sotto la sua guida l’Osservatorio avviò osservazioni meteorologiche sistematiche in tutto il paese, base del futuro servizio meteorologico nazionale, ed egli studiò e descrisse il clima di Atene e della Grecia. Organizzò anche un servizio sismologico, essenziale in uno dei paesi più sismici d’Europa, perché le scosse potessero essere registrate e studiate e non soltanto temute. Nell’astronomia vera e propria modernizzò gli strumenti e mise la Grecia in contatto con la comunità scientifica internazionale.
La sua eredità più visibile nella vita quotidiana è il calendario. Fino al 1923 la Grecia usava ancora il vecchio calendario giuliano, che allora era indietro di tredici giorni rispetto al calendario gregoriano dell’Europa occidentale. Ciò creava una confusione infinita nel commercio, nella diplomazia e nella scienza. Eginitis sostenne per anni che il paese doveva cambiare, e nel 1923 lo Stato finalmente lo fece: il giorno dopo il 15 febbraio 1923 fu dichiarato 1° marzo. L’anno seguente la Chiesa di Grecia adottò un calendario riveduto per le feste fisse, mantenendo però la data tradizionale della Pasqua. Una minoranza di fedeli rifiutò il cambiamento e segue ancora oggi il «vecchio calendario»; sono chiamati παλαιοημερολογίτες (vetero-calendaristi).
L’eredità nella Grecia di oggi
L’Osservatorio nazionale di Atene è oggi uno dei principali centri di ricerca della Grecia, con istituti di astronomia, geodinamica e ricerca ambientale, e le sue stazioni meteorologiche fanno ancora parte dei bollettini quotidiani che i Greci sentono al telegiornale. Il vecchio edificio sulla Collina delle Ninfe, di fronte all’Acropoli, ospita un museo e un centro visitatori, dove di notte si può guardare attraverso un telescopio storico. Ogni volta che un greco parla del «nuovo calendario» (νέο ημερολόγιο) o del «vecchio calendario» (παλαιό ημερολόγιο), parla di un cambiamento per cui Eginitis si è battuto. Strade di Atene e di altre città portano il suo nome.
Lo sapevi?
- Diresse l’Osservatorio nazionale di Atene per più di quarant’anni, dal 1890 fino alla morte.
- In Grecia, al 15 febbraio 1923 seguì direttamente il 1° marzo 1923.
- Fu membro dell’Accademia di Atene dal suo primo anno, il 1926, e suo presidente nel 1929.
- Organizzò anche le prime registrazioni dei terremoti in Grecia, uno dei paesi più sismici d’Europa.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Διευθυντής του Εθνικού Αστεροσκοπείου | Direttore dell’Osservatorio nazionale di Atene | 1890 |
| Καθηγητής Αστρονομίας και Μετεωρολογίας στο Πανεπιστήμιο Αθηνών | Professore di astronomia e meteorologia, Università di Atene | 1896 |
| Δίκτυα μετεωρολογικών και σεισμολογικών σταθμών | Reti nazionali di stazioni meteorologiche e sismiche | from the 1890s |
| Το νέο (Γρηγοριανό) ημερολόγιο | Il nuovo calendario (gregoriano) | 1923 |
| Μέλος και πρόεδρος της Ακαδημίας Αθηνών | Membro (1926) e presidente (1929) dell’Accademia di Atene | 1926–1929 |
Dalle opere


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Una frase da ricordare
Νέο ημερολόγιο
Neo imerologio
Il nuovo calendario
























