La vita
Kondylakis nacque nel dicembre 1861 ad Ano Viannos, un villaggio di montagna nel sud di Creta, allora ancora parte dell'Impero ottomano. Studiò a Creta e poi andò ad Atene, dove terminò il liceo Varvakeio nel 1884 e frequentò la Facoltà di Filosofia dell'università senza laurearsi. Tornato a Creta, insegnò per breve tempo nelle scuole di villaggio, un'esperienza che in seguito trasformò in letteratura.
Il giornalismo fu la sua vera professione. A Creta scrisse per giornali locali, e i suoi articoli irritarono le autorità ottomane, che lo espulsero dall'isola nel 1889. Si stabilì ad Atene nel 1889 e scrisse per i principali giornali dell'epoca, Άστυ, Σκριπ ed Εστία. Per circa vent'anni fu redattore di Εμπρός e ne scrisse la rubrica quotidiana, migliaia di pezzi firmati Διαβάτης (il Passante). Fu sempre povero e ci scherzava sopra, firmando alcuni articoli «Jean Sans Terre» (Giovanni Senzaterra). Fu tra i fondatori e il primo presidente del sindacato dei giornalisti di Atene, l'ΕΣΗΕΑ. Colpito da un ictus nel 1920, morì in un ospedale di Heraklion, a Creta, il 25 luglio 1920.
Le opere

Kondylakis appartiene alla generazione dell'ηθογραφία (etografia), la narrativa realista della vita di villaggio greca degli anni 1880 e 1890, accanto a Papadiamantis e Karkavitsas. Il suo romanzo più noto, Ο Πατούχας (Patouchas, 1892), racconta di un giovane pastore gigantesco, brutto e ingenuo delle montagne di Viannos che scopre l'amore e il desiderio e vuole sposarsi, con grande divertimento del villaggio. L'umorismo è grossolano, ma il libro è pieno di autentica vita cretese: la lingua, le usanze, le feste, la ruvida tenerezza della gente di montagna.
Οι άθλιοι των Αθηνών (I miserabili di Atene, 1895), il cui titolo richiama Victor Hugo, si sposta nella capitale e ne mostra i poveri, gli imbroglioni e la politica corrotta. La raccolta Όταν ήμουν δάσκαλος (Quando ero maestro, 1916) contiene il celebre racconto omonimo, il ricordo di un giovane maestro di villaggio e dei suoi timidi sentimenti, narrato con dolce autoironia. Η πρώτη αγάπη (Primo amore, 1919), il suo unico libro in greco demotico, è un delicato studio della prima passione di un ragazzo, e i critici vi vedono una svolta dall'etografia verso la psicologia. Soprattutto, Kondylakis inventò praticamente il χρονογράφημα, la breve rubrica quotidiana di osservazione e umorismo; Pavlos Nirvanas lo chiamò «il padre della cronaca».
L’eredità nella Grecia di oggi
Gli studenti greci conoscono Kondylakis attraverso Όταν ήμουν δάσκαλος, spesso presente nelle antologie scolastiche e ottimo primo racconto per chi impara e vuole leggere un testo completo. La parola Πατούχας si usa ancora, mezzo per scherzo, per un uomo grande, goffo e di buon cuore. A Viannos c'è un suo busto; strade di diverse città greche portano il suo nome. La rubrica quotidiana, che ogni giornale greco ha ancora, gli deve la sua forma, e il sindacato dei giornalisti che contribuì a fondare è ancora il principale sindacato dei giornalisti di Atene. I suoi libri sono di pubblico dominio, e Όταν ήμουν δάσκαλος si può leggere gratis online sulla Wikisource greca.
Lo sapevi?
- Pavlos Nirvanas lo chiamò «il padre della cronaca», la breve rubrica quotidiana dei giornali.
- Le autorità ottomane lo espulsero da Creta nel 1889 a causa dei suoi articoli.
- Firmava con molti pseudonimi, tra cui Διαβάτης (il Passante) e Jean Sans Terre (Giovanni Senzaterra), uno scherzo sulla sua povertà.
- Fu il primo presidente dell'ΕΣΗΕΑ, il sindacato dei giornalisti di Atene.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Ο Πατούχας | Patouchas (romanzo) | 1892 |
| Οι άθλιοι των Αθηνών | I miserabili di Atene (romanzo) | 1895 |
| Όταν ήμουν δάσκαλος | Quando ero maestro (racconti) | 1916 |
| Η πρώτη αγάπη | Primo amore (romanzo breve) | 1919 |
| Ενώ διέβαινα | Passando (cronache giornalistiche raccolte) |
Dalle opere

Immagini di pubblico dominio da Wikimedia Commons.
Una frase da ricordare
Μίαν ημέραν, εις την προκυμαίαν των Χανίων μ' επλησίασεν ένας κύριος, φίλος οικογενειακός.
Nel greco di oggiΜια μέρα, στην προκυμαία των Χανίων, με πλησίασε ένας κύριος, οικογενειακός φίλος.
Mian imeran, eis tin prokymaian ton Chanion m' eplisiasen enas kyrios, filos oikogeneiakos.
Un giorno, sulla banchina di Chania, mi si avvicinò un signore, un amico di famiglia.
























