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B1Grecia moderna · Poeta

Kostas Karyotakis

Κώστας Καρυωτάκης

1896 – 1928 · Tripoli; Atene; Preveza

Kostas Karyotakis (Κώστας Καρυωτάκης, 1896–1928) fu un impiegato statale che scrisse tre esili raccolte di poesie e si sparò a trentun anni nella piccola città di Preveza. I suoi versi amari e precisi sulla noia, gli uffici e la morte ne fecero la voce di una generazione disillusa, e la poesia Πρέβεζα (Preveza), scritta pochi giorni prima di morire, è tra le più citate della letteratura neogreca.

La vita

Karyotakis nacque il 30 ottobre 1896 a Tripoli, nel Peloponneso. Il padre era un ingegnere civile il cui lavoro portava la famiglia di città in città: Leucade, Argostoli, Larissa, Kalamata, Atene, La Canea. Studiò giurisprudenza ad Atene, si laureò nel 1917 e provò per poco a fare l’avvocato, ma entrò presto nella pubblica amministrazione, dove sarebbe rimasto per il resto della vita, assegnato a prefetture a Salonicco, Syros, Arta, Atene e altrove. Odiava quel lavoro e lo diceva nelle sue poesie.

Nel 1922 conobbe la poetessa Maria Polydouri, che lavorava nello stesso ufficio ad Atene. La loro relazione fu breve e dolorosa; lei scrisse poi alcune delle poesie d’amore più appassionate della lingua greca, molte dedicate a lui, e morì di tubercolosi nel 1930. Karyotakis era anche attivo nel sindacato degli impiegati statali, cosa che non giovò alla sua carriera.

All’inizio del 1928 fu trasferito per punizione a Preveza, piccola città della Grecia nord-occidentale. Arrivò a giugno e resistette appena un mese. Il 20 luglio tentò di annegarsi e, secondo il suo stesso racconto, lottò dieci ore con le onde prima di arrendersi. Il giorno dopo, 21 luglio 1928, comprò una rivoltella e si sparò sotto un eucalipto vicino alla riva. Il biglietto trovato nella sua tasca, oggi celebre, si chiude con un consiglio beffardo a chi sa nuotare: non provare mai ad annegarsi.

Le opere

Karyotakis pubblicò solo tre raccolte: Ο πόνος του ανθρώπου και των πραγμάτων (Il dolore dell’uomo e delle cose, 1919), Νηπενθή (Nepente, 1921) e Ελεγεία και Σάτιρες (Elegie e satire, 1927). I primi libri sono malinconici secondo la moda del tempo; quello che conta è l’ultimo. Le sue elegie parlano di una vita già fallita, con una voce insieme tenera e ironica: «Είμαστε κάτι ξεχαρβαλωμένες κιθάρες» (Siamo delle chitarre sgangherate), comincia la poesia Είμαστε κάτι… (Siamo delle…). In Ιδανικοί αυτόχειρες (Suicidi ideali) descrive persone che preparano con cura la propria morte e poi, nell’ultimo verso, la rimandano.

Le satire rivolgono la stessa amarezza verso l’esterno. Δημόσιοι υπάλληλοι (Impiegati statali) mostra impiegati che si consumano lentamente nei loro uffici come colonne; Μικρή ασυμφωνία εις Α μείζον (Piccola dissonanza in la maggiore) prende in giro il poeta alla moda Miltiadis Malakasis. Il suo stile è tradizionale nella forma, con rima e metro rigoroso, ma la lingua è quotidiana e le immagini vengono dalla vita moderna: tram, macchine da scrivere, caffè, la farmacia. Πρέβεζα, scritta nelle sue ultime settimane, elenca le taccole sui muri neri, il gendarme che pesa una porzione scarsa, la banda che suona la domenica, un libretto di risparmio con un primo deposito di trenta dracme, e termina col pensiero che se uno solo degli abitanti morisse di disgusto, tutti si divertirebbero al funerale. Tradusse anche poeti francesi come Baudelaire e Verlaine, la cui influenza attraversa la sua opera.

L’eredità nella Grecia di oggi

Karyotakis è l’unico poeta dell’antologia scolastica greca che gli adolescenti tendono ad adottare come proprio; Πρέβεζα, Ιδανικοί αυτόχειρες e Μικρή ασυμφωνία si leggono e si imparano a memoria al liceo. Il suo tono fu imitato così tanto dopo il 1928 che i critici coniarono la parola καρυωτακισμός (karyotakismo) per la poesia cupa alla sua maniera, termine ancora in uso. Le sue poesie sono state messe in musica da molti compositori: cominciate dall’album di Lena Platonos Καρυωτάκης (1982) e cercate l’opera che Mikis Theodorakis gli ha dedicato. Una serie televisiva Καρυωτάκης è stata trasmessa dalla ERT nel 2009. A Preveza un monumento segna il luogo dove morì, e il suo nome è su strade di Tripoli, Atene e Preveza. Quando i greci sospirano sulla propria burocrazia, di solito qualcuno lo cita.

Lo sapevi?

  • La sua lettera d’addio si chiude con un poscritto che consiglia a chiunque sappia nuotare di non tentare mai il suicidio in mare: aveva appena passato dieci ore a cercare invano di annegare.
  • Le poesie d’amore che Maria Polydouri gli dedicò divennero, dopo la morte di entrambi, una sorta di romanzo tragico nazionale; i due vengono spesso letti insieme a scuola.
  • Il trasferimento punitivo a Preveza fu dovuto in parte alla sua attività nel sindacato degli impiegati statali.
  • Una delle sue satire è rivolta alla Statua della Libertà di New York, «που φωτίζει τον κόσμο» (che illumina il mondo); non mise mai piede in America.

Opere principali

Titolo grecoTitoloAnno
Ο πόνος του ανθρώπου και των πραγμάτωνIl dolore dell’uomo e delle cose1919
ΝηπενθήNepente1921
Ελεγεία και ΣάτιρεςElegie e satire1927
Ιδανικοί αυτόχειρεςSuicidi ideali1927
ΠρέβεζαPreveza1928

Una frase da ricordare

Είμαστε κάτι ξεχαρβαλωμένες / κιθάρες. Ο άνεμος, όταν περνάει, / στίχους, ήχους παράφωνους ξυπνά / στις χορδές που κρέμονται σαν καδένες.

Eimaste kati xecharvalomenes / kithares. O anemos, otan pernaei, / stichous, ichous parafonous xypna / stis chordes pou kremontai san kadenes.

Siamo delle chitarre / sgangherate. Il vento, quando passa, / risveglia versi, suoni stonati / sulle corde che pendono come catene.

Είμαστε κάτι…, Ελεγεία και Σάτιρες (1927)
B1

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Parole del brano

  • avvocato
  • impiegato statale
  • noia
  • solitudine
  • triste
  • ironico
  • compositore
  • quotidiano

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