La vita
Eleni crebbe in una famiglia interessata all’arte. Il padre, capitano Ioannis Boukouris, incoraggiò il disegno ed era legato a un antico teatro ateniese. Ricevette lezioni da Raffaello Ceccoli e nel 1848 partì per studiare in Italia. I racconti della formazione ricordano il nome maschile Chrysinis Boukouris e abiti maschili per accedere a spazi chiusi alle donne. Studi e viaggi la avvicinarono alla pittura accademica italiana, al Rinascimento e alla copia dei maestri precedenti.
In Italia sposò Francesco Saverio Altamura. Anche i figli Ioannis e Alexandros divennero pittori; la Pinacoteca nazionale registra che Ioannis ricevette i primi insegnamenti dalla madre. Tornata ad Atene alla fine degli anni Cinquanta dell’Ottocento, lavorò come pittrice e docente. L’archivio Arsakeio identifica la nomina al posto di Dionysios Tsokos nel verbale del 15 settembre 1862. Il documento la colloca nel lavoro professionale dell’educazione artistica. In seguito visse a Spetses, dove morì nel 1900. La maggioranza delle fonti indica il 1821 come nascita, la tomba il 1824. La carriera lega l’isola, la formazione italiana e l’istruzione artistica femminile nel nuovo Stato greco.
Le opere

Αυτοπροσωπογραφία (Autoritratto), datato intorno al 1850 nello studio di Dora Markatou, mostra la pittrice al cavalletto. Abito scuro, tavolozza e composizione raccolta la presentano nell’attività creativa. L’immagine si può leggere come dichiarazione d’identità professionale, oltre la somiglianza. Απελπισία (Disperazione), generalmente datata circa 1850–1852, dà a un’emozione astratta la forma di una figura femminile drappeggiata. Composizione controllata e posa espressiva uniscono formazione accademica e interesse romantico per il sentimento.
Gli album italiani conservavano copie di pittori rinascimentali e disegni architettonici. Mostrano il lavoro paziente di osservazione, registrazione e apprendimento dall’arte precedente. L’insegnamento all’Arsakeio estendeva la pratica alle allieve. Sopravvive solo parte della produzione: dipinti e disegni meritano attenzione come opere. La mostra Benaki sulla famiglia Altamura nel 2011 li accostò a Saverio, Ioannis e Alexandros. Il romanzo di Galanaki del 1998 offre alla pittrice una voce interiore immaginata; i monologhi appartengono a una costruzione letteraria. Dipinto, nomina d’archivio e scena narrativa rispondono a domande differenti.
L’eredità nella Grecia di oggi
La sua presenza culturale vive negli studi d’arte, nella storia dell’istruzione e nel noto romanzo di Galanaki. Mostra e catalogo Benaki collocarono inoltre l’opera accanto a quella dei familiari. La citazione qui è di Galanaki su Eleni durante un incontro scolastico, non della pittrice.
Guardate l’autoritratto e identificate πορτρέτο, καβαλέτο e παλέτα con il testo graduato. Scrivete due frasi con κρατά e σκούρο, poi cercate φως e σκιά. Distinguete il visibile dai sentimenti immaginati. Infine classificate un’affermazione come dettaglio visibile, documento storico o finzione. Il B1 collega lessico pittorico e lettura attenta del greco moderno.
Lo sapevi?
- L’archivio Arsakeio documenta la nomina il 15 settembre 1862.
- Ioannis Altamuras imparò prima dalla madre.
- Eleni, o Nessuno è un romanzo, non l’autobiografia della pittrice.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Λευκώματα σπουδών στην Ιταλία | Album di studi italiani: disegni e copie | c. 1848–1857 |
| Αυτοπροσωπογραφία | Autoritratto: olio | c. 1850 |
| Απελπισία | Disperazione: olio | c. 1850–1852 |
| Διορισμός στο Αρσάκειο | Nomina a insegnante all’Arsakeio | 1862 |
Una frase da ricordare
Η Ελένη αποτελεί ένα συγκινητικό παράδειγμα.
I Eléni apoteleí éna sygkinitikó parádeigma.
Eleni costituisce un esempio commovente.
















































































































