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Dimitrios Vikelas
Unknown author · Public domain · Wikimedia Commons

B1Grecia moderna · Romanziere, primo presidente del CIO

Dimitrios Vikelas

Δημήτριος Βικέλας

1835 – 1908 · Ermupoli (Siro); Londra; Parigi; Atene

Dimitrios Vikelas (Δημήτριος Βικέλας, 1835–1908), scritto anche Demetrio Bikelas, fu un mercante greco a Londra che divenne scrittore e poi, quasi per caso, il primo presidente del Comitato Olimpico Internazionale. Il suo romanzo Λουκής Λάρας (Loukis Laras, 1879), la storia di un mercante travolto dalla guerra d'indipendenza, fu il primo romanzo neogreco tradotto in tutta Europa, e nel 1894 fu lui a convincere il congresso olimpico di Parigi a tenere i primi Giochi moderni ad Atene nel 1896.

La vita

Vikelas nacque il 15 febbraio 1835 a Ermupoli, sull'isola di Siro, allora il porto più attivo della Grecia, in una famiglia di mercanti; la famiglia del padre veniva da Veria e la madre apparteneva alla famiglia Melas di Costantinopoli. La sua infanzia fu irrequieta e cagionevole, e la famiglia si spostò tra Siro, Costantinopoli e Odessa. A diciassette anni fu mandato a Londra a lavorare nella casa commerciale degli zii, i fratelli Melas. Vi rimase un quarto di secolo, divenne socio, accumulò una discreta fortuna e nel tempo libero studiò botanica e architettura all'University College. Nel 1866 sposò Kalliopi Geralopoulou; la lunga malattia mentale di lei avrebbe poi oscurato la sua vita, e nel 1877 la coppia si trasferì a Parigi per le sue cure.

Per tutto quel tempo scrisse: poesie, saggi di storia bizantina, traduzioni di Shakespeare e, nel 1879, il romanzo che lo rese famoso. A Parigi divenne il letterato greco che gli studiosi francesi consultavano, e nel 1894 la Società ginnastica panellenica gli chiese di rappresentarla a un congresso sull'atletica alla Sorbona. Si rivelò essere il congresso di Pierre de Coubertin per far rinascere i Giochi olimpici. Vikelas sostenne Atene come prima città ospitante, vinse e fu eletto presidente del nuovo Comitato Olimpico Internazionale, poiché le regole di allora assegnavano la presidenza al paese ospitante successivo.

Dopo il successo dei Giochi del 1896 si stabilì ad Atene, passò la presidenza del CIO a Coubertin e dedicò gli ultimi anni all'istruzione popolare. Morì ad Atene il 7 luglio 1908.

Le opere

Λουκής Λάρας (1879) è un breve romanzo narrato in prima persona da un vecchio mercante greco a Londra, che ricorda come, giovane di Chio, visse la guerra d'indipendenza del 1821. Non è un eroe: fugge con la famiglia dal massacro di Chio nel 1822, si nasconde, commercia, perde tutto e ricomincia, e il libro è silenziosamente fiero di quel coraggio ordinario. Scritto in una katharevousa limpida e pubblicato prima a puntate sulla rivista Εστία, fu tradotto nel giro di pochi anni in francese, inglese, tedesco, italiano e varie altre lingue, il primo romanzo greco a viaggiare così lontano, e aprì la strada al racconto realista degli anni Ottanta dell'Ottocento. I suoi Διηγήματα (Racconti, 1887) hanno la stessa maniera calma e attenta.

Vikelas fu anche il primo traduttore serio di Shakespeare in greco: dal 1876 pubblicò Romeo e Giulietta, Otello, Re Lear, Amleto, Macbeth e Il mercante di Venezia, e le sue versioni furono quelle usate dai teatri greci per una generazione. I suoi saggi, come Περί Βυζαντινών (Sui Bizantini, 1874), difendevano i secoli bizantini in un'epoca in cui gli studiosi occidentali li liquidavano. Le sue memorie, Η ζωή μου (La mia vita), furono pubblicate dopo la sua morte. E la sua ultima grande opera non fu un libro: nel 1899 fondò il Σύλλογος προς Διάδοσιν Ωφελίμων Βιβλίων (Società per la diffusione dei libri utili), che stampava volumetti economici e ben scritti di storia, scienza e salute per i comuni lettori greci, una società che pubblica ancora oggi.

L’eredità nella Grecia di oggi

In Grecia Vikelas è ricordato prima per le Olimpiadi e poi per il romanzo. Ogni resoconto dei Giochi del 1896 e ogni museo olimpico, compreso quello di Losanna, lo cita come primo presidente del CIO, e il suo ritratto è accanto a quello di Coubertin nella storia del movimento. Λουκής Λάρας si legge a brani a scuola ed è disponibile gratuitamente online, in greco e in traduzione; la sua prosa semplice e dignitosa è una buona prima lettura lunga per chi ha raggiunto il livello B1 o B2. La Società per la diffusione dei libri utili è ancora attiva ad Atene. Vie intitolate a Βικέλα esistono ad Atene, a Siro e altrove, e la biblioteca pubblica di Candia (Iraklio), a Creta, la Biblioteca Vikelea, nacque dalla donazione dei suoi libri che egli fece alla città nel 1908.

Lo sapevi?

  • Divenne presidente del CIO perché la regola del 1894 stabiliva che il presidente dovesse provenire dal paese dei Giochi successivi, e lui aveva appena ottenuto i Giochi per Atene.
  • Traduceva Shakespeare la sera mentre dirigeva un'attività commerciale nella City di Londra.
  • Λουκής Λάρας fu tradotto in più di dieci lingue nel giro di pochi anni dalla pubblicazione nel 1879.
  • La sua biblioteca personale, donata alla città di Candia, divenne la Biblioteca comunale Vikelea, una delle più grandi della Grecia.

Opere principali

Titolo grecoTitoloAnno
Περί ΒυζαντινώνSui Bizantini (saggio)1874
Μεταφράσεις ΣαίξπηρTraduzioni di Shakespearefrom 1876
Λουκής ΛάραςLoukis Laras1879
ΔιηγήματαRacconti1887
Οι πρώτοι σύγχρονοι Ολυμπιακοί Αγώνες στην ΑθήναI primi Giochi olimpici moderni ad Atene1896
Η ζωή μουLa mia vita (memorie)1908

Una frase da ricordare

Ο πρώτος πρόεδρος της Διεθνούς Ολυμπιακής Επιτροπής

O protos proedros tis Diethnous Olympiakis Epitropis

Il primo presidente del Comitato Olimpico Internazionale

The title by which the IOC and Greek school books remember him (1894–1896)

Dal testo originale

Il testo come lo ha scritto Dimitrios Vikelas, di pubblico dominio, con la nostra traduzione a fronte.

«Λουκῆς Λάρας»Lukìs Làras

Le prime righe del romanzo: il vecchio mercante Lukìs Làras comincia a raccontare come la guerra d'indipendenza del 1821 sradicò la sua famiglia da Smirne e da Chio. Il libro diede la fama a Vikelas e fu tradotto in tutta Europa.

Κατὰ τὰς ἀρχὰς τοῦ ἔτους 1821 εὑρισκόμην εἰς Σμύρνην. Ἤμην τότε εἰκοσαετὴς σχεδόν. Πρὸ ἑπτὰ ἤδη ἐτῶν ὁ διδάσκαλός μου, ὁ Παππᾶ Φλούτης, Θεὸς συγχωρέσοι τον, εἶχε βεβαιώσει τὸν πατέρα μου, ὅτι ἔμαθον πλέον ὅσα γράμματα ἀρκοῦσιν εἰς ἄνθρωπον μέλλοντα νὰ μετέλθῃ τὸ ἐμπόριον· ὁ δὲ πατήρ μου εἴτε πεισθεὶς ὑπὸ τῶν λόγων τοῦ ἀγαθοῦ ἱεροδιδασκάλου εἴτε θεωρῶν τὸ σχολεῖον τοῦ πρακτικοῦ βίου ὡς ὠφελιμώτερον δι’ ἐμέ, δὲν ἐνέκρινε νὰ μὲ ἀφήσῃ εἰς Χίον πρὸς ἐξακολούθησιν τῶν σπουδῶν μου, ἀλλὰ μ’ ἐπῆρεν ἔκτοτε εἰς Σμύρνην, παραλαβών με κατ’ ἀρχὰς μὲν ὡς μαθητευόμενον, μετ’ οὐ δὲ πολὺ ὡς ἑταῖρον εἰς τὸ ἐμπορικόν του κατάστημα.All'inizio dell'anno 1821 mi trovavo a Smirne. Avevo allora quasi vent'anni. Già sette anni prima il mio maestro, padre Flutis, Dio l'abbia in gloria, aveva assicurato a mio padre che avevo ormai imparato tante lettere quante bastano a un uomo destinato a darsi al commercio; e mio padre, vuoi persuaso dalle parole del buon sacerdote maestro, vuoi ritenendo la scuola della vita pratica più utile per me, non giudicò opportuno lasciarmi a Chio a proseguire gli studi, ma da allora mi portò con sé a Smirne, prendendomi dapprima come apprendista e poco dopo come socio nella sua casa di commercio.

«Λουκῆς Λάρας» (1879), chapter 1, opening paragraph · Testo di pubblico dominio, fonte: el.wikisource.org

B1

Leggi di Dimitrios Vikelas in greco (B1)

Parole del brano

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