La vita
Strabone nacque intorno al 64 a.C. ad Amasea, nel Ponto a sud del Mar Nero, nell’attuale Turchia. La famiglia aveva legami con la politica dei re pontici. Ricevette educazione greca, studiò con Aristodemo a Nisa e poi a Roma. Gli interessi comprendevano storia e filosofia oltre alla geografia. Le informazioni personali provengono soprattutto da osservazioni sparse nell’opera; una biografia dettagliata prometterebbe più di quanto offrano le fonti.
Soggiornò a Roma e viaggiò in Egitto, risalendo il Nilo col prefetto romano Elio Gallo intorno al 25–24 a.C. I viaggi diedero esperienza diretta di alcuni luoghi, non di ogni paese descritto. Lettura, critica dei predecessori e confronto dei resoconti contavano altrettanto. Scrisse sotto Augusto e Tiberio e viveva dopo il 23 d.C.; data e luogo della morte sono ignoti. La vita attraversava tradizioni greche e potere romano. Questo spiega un testo interessato non soltanto alla posizione di una città, ma al passato, alle risorse e al suo posto nel mondo più ampio.
Le opere

La Geografia comprende diciassette libri. L’inizio interroga l’utilità della disciplina e la colloca nella ricerca filosofica. La rassegna regionale attraversa Europa, Asia e Africa come le comprendeva Strabone. I libri 8–10 riguardano terre greche; il 17 Egitto e Libia. Sono parti di un’opera, non libri separati inventati da editori moderni. Il precedente progetto delle Memorie storiche è quasi perduto, noto da frammenti e riferimenti.
Strabone unisce coste, fiumi e monti a fondazioni urbane, racconti locali, politica e personaggi notevoli. Omero è interlocutore importante; Eratostene e altri geografi forniscono dati talvolta contestati. La scrittura conserva informazioni e mostra come vengono scelte. Un luogo descritto a lungo non fu necessariamente visitato. Distinguere osservazione, notizia altrui e tradizione è essenziale. Voleva una visione ampia del mondo abitato per lettori colti e interessati alla vita pubblica. Dimensioni e curiosità rendono prezioso il lavoro, mentre prove disuguali e presupposti antichi impediscono di prenderlo per carta indiscussa del passato.
L’eredità nella Grecia di oggi
Per la Grecia Strabone offre un antico racconto greco di paesaggi familiari: Peloponneso, Grecia centrale e isole. Una carta moderna mostra nomi mutati e distanza fra descrizione letteraria e geografia misurata. La lingua introduce anche descrizioni pratiche.
Scegliete un luogo greco e scrivete tre frasi moderne: posizione, vicinanze e rapporto col mare. Esercitate στην, κοντά σε e μακριά από con ακτή e βουνό. Confrontate poi carta e breve passo tradotto. L’attività distingue il greco antico originale dal neogreco che si usa viaggiando.
Lo sapevi?
- L’opera conta diciassette libri, ma parti del settimo mancano.
- Molti luoghi sono descritti attraverso autori precedenti, non visite.
- La storia anteriore è in gran parte perduta.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Ἱστορικὰ ὑπομνήματα (χαμένο έργο) | Memorie storiche: storia in gran parte perduta | 1st century BC |
| Γεωγραφικά (17 βιβλία) | Geografia: sintesi in diciassette libri | Late 1st century BC–early 1st century AD |
| Ελληνικοί τόποι (Γεωγραφικά 8–10) | Terre greche: Geografia 8–10, parte dell’opera | Late 1st century BC–early 1st century AD |
| Αίγυπτος και Λιβύη (Γεωγραφικά 17) | Egitto e Libia: Geografia 17, parte dell’opera | Late 1st century BC–early 1st century AD |
Una frase da ricordare
τῆς τοῦ φιλοσόφου πραγματείας εἶναι νομίζομεν, εἴπερ ἄλλην τινά, καὶ τὴν γεωγραφικήν, ἣν νῦν προῃρήμεθα ἐπισκοπεῖν.
Nel greco di oggiΠιστεύουμε ότι η γεωγραφία, που τώρα επιλέξαμε να εξετάσουμε, ανήκει όσο κάθε άλλη έρευνα στο έργο του φιλοσόφου.
tēs tou philosophou pragmateias einai nomizomen, eiper allēn tina, kai tēn geōgraphikēn, hēn nyn proērēmetha episkopein.
Riteniamo che la geografia, che abbiamo scelto di esaminare, appartenga quanto ogni altra ricerca al lavoro del filosofo.
















































































































