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Ippocrate
Unidentified engraver · Public domain · Wikimedia Commons

B1Antichità · Medico

Ippocrate

Ιπποκράτης

c. 460 BC – c. 370 BC · Coo; Larissa (Tessaglia)

Ippocrate (Ιπποκράτης, 460 ca.–370 ca. a.C.), medico dell'isola di Coo, è chiamato il padre della medicina perché lui e la sua scuola insegnarono che la malattia ha cause naturali, che il medico deve osservare attentamente il paziente e che il suo primo dovere è non nuocere. Il giuramento che porta il suo nome viene ancora prestato, in una forma o nell'altra, dai nuovi medici di tutto il mondo, e gli scritti ippocratici sono i più antichi libri di medicina d'Europa.

La vita

Ippocrate nacque a Coo, un'isola al largo delle coste dell'Asia Minore, intorno al 460 a.C., nella famiglia degli Asclepiadi, una stirpe di medici che faceva risalire la propria origine al dio guaritore Asclepio. Imparò la medicina dal padre, Eraclide, e a sua volta la insegnò, accettando, si dice, allievi esterni alla famiglia dietro compenso, il che era una novità. Platone, che scriveva quando lui era ancora vivo, cita «Ippocrate di Coo, l'Asclepiade» come esempio ovvio di medico famoso, e Aristotele lo chiama «il grande Ippocrate»; queste due menzioni sono quasi tutto ciò che sappiamo con certezza.

Biografie più tarde, scritte secoli dopo la sua morte, completano il quadro: avrebbe viaggiato molto in Tracia, Tessaglia, Macedonia e nelle isole, curando malati e insegnando; avrebbe declinato un invito del re di Persia; sarebbe stato chiamato ad Atene durante la peste; avrebbe insegnato sotto un platano nella città di Coo. Una parte è leggenda. Certo è che trascorse gran parte della vita sul continente e morì a Larissa, in Tessaglia, in età molto avanzata, intorno al 370 a.C.

In greco si chiama Ιπποκράτης, in inglese Hippocrates, in francese Hippocrate, in italiano Ippocrate. Il santuario di Asclepio a Coo, l'Asklepieion, tra le cui rovine passeggiano oggi i visitatori, fu costruito dopo la sua morte, nel IV e III secolo a.C., in parte in suo onore.

Le opere

Circa sessanta trattati medici in dialetto ionico ci sono giunti sotto il suo nome, il Corpus Hippocraticum. Gli studiosi concordano che furono scritti da diversi autori della sua scuola nell'arco di oltre un secolo, e nessuno può dire quali, se ce ne sono, siano dello stesso Ippocrate. Ciò che li unisce è un metodo. «Περί ιερής νούσου» (Il male sacro) sostiene che l'epilessia non è più divina di qualsiasi altra malattia e ha una causa nel corpo. «Περί αέρων, υδάτων, τόπων» (Arie, acque, luoghi) collega la malattia al clima, all'acqua e alle stagioni: è l'inizio della medicina ambientale. I sette libri delle «Επιδημίαι» (Epidemie) registrano singoli pazienti giorno per giorno, con l'onesta annotazione che molti di loro morirono.

Il «Προγνωστικόν» (Prognostico) insegna al medico a leggere i segni del corpo e a prevedere il decorso di una malattia; il volto affilato e scavato di un moribondo si chiama ancora facies ippocratica. La teoria secondo cui la salute è un equilibrio di quattro umori, sangue, flemma, bile gialla e bile nera, viene da questa scuola e dominò la medicina europea per duemila anni. Gli «Αφορισμοί» (Aforismi) raccolgono brevi regole per la pratica, a cominciare dal celebre «la vita è breve, l'arte è lunga».

E c'è l'«Όρκος» (Giuramento): il giovane medico giura per Apollo e Asclepio di onorare il suo maestro, di usare la cura a vantaggio dei malati, di non dare alcun farmaco mortale, di tenere segreto ciò che vede nelle case dei pazienti. La frase «giovare, o almeno non nuocere» si trova nelle Epidemie; il Giuramento dice la stessa cosa con parole sue.

L’eredità nella Grecia di oggi

In Grecia i laureati in medicina prestano ancora il giuramento di Ippocrate in forma moderna, e il primo verso, «Ὄμνυμι Ἀπόλλωνα ἰητρόν», è uno dei pochi brani di greco antico che quasi tutti sanno riconoscere. A Coo chi studia può sedersi sotto il platano di Ippocrate (Πλάτανος του Ιπποκράτη) nella piazza principale della città, un albero che in realtà ha qualche secolo ma sorge là dove la tradizione colloca il suo insegnamento, e poi salire all'Asklepieion con le sue tre terrazze sopra il mare. Coo ha una Fondazione Ippocratica Internazionale e un museo di Ippocrate, e la sua statua si trova in città. Ogni città greca ha una via Ιπποκράτους, e l'espressione ιπποκρατικός όρκος si usa ben oltre la medicina per qualsiasi solenne promessa professionale. La lettura di livello C1 del sito su Asclepio racconta il mito che sta dietro la sua famiglia.

Lo sapevi?

  • Platone menziona Ippocrate due volte, nel Protagora e nel Fedro, il che ne fa una delle pochissime figure del suo tempo attestate da un contemporaneo.
  • Dei circa sessanta trattati ippocratici, probabilmente nessuno può essere attribuito con certezza allo stesso Ippocrate; sono opera della sua scuola nell'arco di oltre cento anni.
  • Il Giuramento originale vieta al medico di usare il bisturi e lascia la chirurgia a «coloro che praticano questo mestiere», ed è prestato per Apollo, Asclepio, Igea e Panacea.
  • Le parole moderne «crisi», «cronico», «diagnosi» ed «epidemia» sono tutte termini medici del greco antico presenti negli scritti ippocratici.

Opere principali

Titolo grecoTitoloAnno
ΌρκοςIl giuramento di Ippocratec. 400 BC
Περί ιερής νούσουIl male sacroc. 400 BC
Περί αέρων, υδάτων, τόπωνArie, acque, luoghic. 400 BC
ΕπιδημίαιEpidemie5th–4th c. BC
ΠρογνωστικόνPrognosticoc. 400 BC
ΑφορισμοίAforismic. 400 BC

Una frase da ricordare

Ὁ βίος βραχύς, ἡ δὲ τέχνη μακρή, ὁ δὲ καιρὸς ὀξύς, ἡ δὲ πεῖρα σφαλερή, ἡ δὲ κρίσις χαλεπή.

Nel greco di oggiΗ ζωή είναι σύντομη, η τέχνη μακριά, η ευκαιρία φευγαλέα, η πείρα απατηλή, η κρίση δύσκολη.

O vios vrachys, i de techni makri, o de kairos oxys, i de peira sfaleri, i de krisis chalepi.

La vita è breve, l'arte è lunga, l'occasione fuggevole, l'esperienza ingannevole, il giudizio difficile.

Αφορισμοί (Aphorisms) 1.1

Dal testo originale

Il testo come lo ha scritto Ippocrate, di pubblico dominio, con la nostra traduzione a fronte.

«Ἱπποκράτειος Ὅρκος»Il giuramento di Ippocrate

La seconda metà del Giuramento, dopo gli impegni verso il maestro: qui stanno le promesse che ogni studente di medicina riconosce ancora, non nuocere, non dare veleno, rispettare la casa del malato e tacere ciò che si vede, suggellate da una benedizione e da una maledizione.

Διαιτήμασί τε χρήσομαι ἐπ' ὠφελείῃ καμνόντων κατὰ δύναμιν καὶ κρίσιν ἐμὴν, ἐπὶ δηλήσει δὲ καὶ ἀδικίῃ εἴρξειν. Οὐ δώσω δὲ οὐδὲ φάρμακον οὐδενὶ αἰτηθεὶς θανάσιμον, οὐδὲ ὑφηγήσομαι ξυμβουλίην τοιήνδε. ὁμοίως δὲ οὐδὲ γυναικὶ πεσσὸν φθόριον δώσω. Ἁγνῶς δὲ καὶ ὁσίως διατηρήσω βίον τὸν ἐμὸν καὶ τέχνην τὴν ἐμήν. Οὐ τεμέω δὲ οὐδὲ μὴν λιθιῶντας, ἐκχωρήσω δὲ ἐργάτῃσιν ἀνδράσι πρήξιος τῆσδε. Ἐς οἰκίας δὲ ὁκόσας ἂν ἐσίω, ἐσελεύσομαι ἐπ' ὠφελείῃ καμνόντων, ἐκτὸς ἐὼν πάσης ἀδικίης ἑκουσίης καὶ φθορίης, τῆς τε ἄλλης καὶ ἀφροδισίων ἔργων ἐπί τε γυναικείων σωμάτων καὶ ἀνδρῴων, ἐλευθέρων τε καὶ δούλων. Ἃ δ' ἂν ἐν θεραπείῃ ἢ ἴδω, ἢ ἀκούσω, ἢ καὶ ἄνευ θεραπηίης κατὰ βίον ἀνθρώπων, ἃ μὴ χρή ποτε ἐκλαλέεσθαι ἔξω, σιγήσομαι, ἄῤῥητα ἡγεύμενος εἶναι τὰ τοιαῦτα. Ὅρκον μὲν οὖν μοι τόνδε ἐπιτελέα ποιέοντι, καὶ μὴ ξυγχέοντι, εἴη ἐπαύρασθαι καὶ βίου καὶ τέχνης δοξαζομένῳ παρὰ πᾶσιν ἀνθρώποις ἐς τὸν αἰεὶ χρόνον. παραβαίνοντι δὲ καὶ ἐπιορκοῦντι, τἀναντία τουτέων.Mi servirò dei regimi di vita a vantaggio dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, e li terrò lontani dal danno e dall’ingiustizia. Non darò a nessuno un farmaco mortale, neppure se richiesto, né suggerirò un tale consiglio; allo stesso modo non darò a una donna un pessario abortivo. Con purezza e santità custodirò la mia vita e la mia arte. Non opererò col coltello, neppure chi soffre di calcoli, ma lascerò questo intervento agli uomini che lo esercitano. In qualunque casa entri, vi entrerò a vantaggio dei malati, astenendomi da ogni ingiustizia volontaria e da ogni corruzione, e in particolare da atti sessuali con i corpi di donne e di uomini, liberi o schiavi. Ciò che durante la cura io veda o oda, o anche fuori della cura, nella vita degli uomini, e che non si deve mai divulgare fuori, lo tacerò, ritenendo tali cose indicibili. Se dunque adempirò questo giuramento e non lo violerò, mi sia concesso di godere della vita e dell’arte, onorato da tutti gli uomini per sempre; se invece lo trasgredirò e spergiurerò, mi tocchi il contrario.

Ὅρκος (c. 400 BC), second half: from the pledge on treatment to the closing prayer · Testo di pubblico dominio, fonte: el.wikisource.org

B1

Leggi di Ippocrate in greco (B1)

Parole del brano

  • medico
  • malattia
  • causa
  • naturale
  • osservo
  • giuramento
  • aiuto
  • nuoccio, danneggio

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