La vita
Melissanthi nacque ad Atene come Ivi Kougia. La maggior parte dei cataloghi bibliotecari indica aprile 1907 come data di nascita, anche se alcune opere di consultazione riportano il 1910. Studiò filologia francese e tedesca all’Istituto francese e all’Abendschule (scuola serale) di Atene, frequentò la Scuola di giornalismo di Atene dell’anteguerra e si formò anche in musica, pittura e danza. Nel 1932 sposò Ioannis Skandalakis, avvocato, politico e autore di saggi filosofici, e viene spesso registrata come Kougia-Skandalaki. In caratteri latini il suo nome compare come Ivi, Eve o Hebe.
Si guadagnò da vivere come giornalista e insegnante di francese. Dal 1945 al 1955 collaborò ai programmi letterari della radio nazionale, presentando poesia greca e straniera e testi propri. Scrisse anche critica e saggi filosofici e tradusse poesia; Emily Dickinson, Robert Frost e Rainer Maria Rilke sono tra i poeti che avrebbe tradotto. Fu membro della Compagnia letteraria femminile (Γυναικεία Λογοτεχνική Συντροφιά) dal 1961 al 1972 e fece parte della commissione dei Premi di Stato dal 1969 al 1975.
Un articolo commemorativo del critico Dimitris Karamvalis, pubblicato nel 1992, data la sua morte a venerdì 9 novembre 1990, e anche i record d’autorità delle biblioteche indicano il 1990. Alcune opere di consultazione più recenti riportano il 1991.
Le opere
Melissanthi esordì nel 1930 con Φωνές εντόμου (Voci d’insetto), e un anno dopo Προφητείες (Profezie) fu salutato come l’evento letterario dell’anno. Questi primi libri sono religiosi, persino mistici, e vicini al simbolismo. Ο γυρισμός του ασώτου (Il ritorno del figliol prodigo, 1936), un poema lungo quanto un libro il cui titolo richiama la parabola del Vangelo, fu seguito nel 1936 da un encomio dell’Accademia di Atene. Λυρική εξομολόγηση (Confessione lirica, 1945) ricevette una menzione d’onore al Premio Palamas, e più o meno da quell’anno passò gradualmente dal metro tradizionale al verso libero, rinnovando anche temi e lingua.
Tra i libri successivi ci sono Το ανθρώπινο σχήμα (La forma umana, 1961) e Το φράγμα της σιωπής (La barriera del silenzio), che vinse il secondo Premio di Stato per la poesia nel 1965. La raccolta completa Τα ποιήματα 1930–1974 (Poesie 1930–1974) fu recensita nel 1976, l’anno in cui ricevette il primo Premio di Stato per la poesia. La critica colloca la sua opera tra fede religiosa e angoscia esistenziale. La sua traduttrice Kathryn Maris osserva che per un periodo si sentì fuori sintonia con la cultura di metà secolo, smise di scrivere e si rivolse a Carl Jung; le poesie successive sono ontologiche più che religiose. Melissanthi descriveva il suo metodo con semplicità: parlava indirettamente, con simboli allegorici. I suoi titoli mostrano questo metodo in miniatura.
L’eredità nella Grecia di oggi
Melissanthi è meno tradotta di Seferis, Elytis o Ritsos, ma non è scomparsa. Un’antologia bilingue, Hailing the Ascending Morn, curata da Maria Voelker-Kamarinea, uscì nel 1987; la rivista Πάροδος pubblicò nel 2004 una sua poesia e la sua conversazione con la poetessa Yolanda Pengli; e nel 2025 nuove versioni inglesi di Kathryn Maris apparvero su The Yale Review. Una tesi dell’Università di Atene ne ha studiato la poetica. Prova un piccolo esercizio con i suoi titoli: prendi Το φράγμα της σιωπής (La barriera del silenzio) e scrivi una frase greca che spieghi l’immagine, per esempio Η σιωπή γίνεται τοίχος ανάμεσα στους ανθρώπους (Il silenzio diventa un muro tra le persone). Poi fai lo stesso con Φωνές εντόμου. Queste frasi sono tue interpretazioni, non versi delle sue poesie.
Lo sapevi?
- Il suo pseudonimo Μελισσάνθη richiama le parole greche μέλισσα (ape) e άνθος (fiore).
- Ricevette sia il secondo Premio di Stato per la poesia (1965) sia il primo (1976).
- Per dieci anni, dal 1945 al 1955, presentò poesia alla radio nazionale greca.
- Il ciclo di canzoni di Manos Hadjidakis Η εποχή της Μελισσάνθης (L’epoca di Melissanthi) porta il suo pseudonimo, ma la sua Melissanthi è una figura simbolica, e il compositore dedicò l’opera alla memoria della madre.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Φωνές εντόμου | Voci d’insetto | 1930 |
| Προφητείες | Profezie | 1931 |
| Ο γυρισμός του ασώτου | Il ritorno del figliol prodigo | 1936 |
| Λυρική εξομολόγηση | Confessione lirica | 1945 |
| Το φράγμα της σιωπής | La barriera del silenzio | 1965 |
| Τα ποιήματα 1930–1974 | Poesie 1930–1974 — raccolta completa | 1976 |
Una frase da ricordare
Μιλάω έμμεσα, με σύμβολα αλληγορικά.
Miláo émmesa, me símvola alligoriká.
Parlo indirettamente, con simboli allegorici.


























































