La vita
Di Longo come persona non si sa quasi nulla. Non sopravvive alcuna biografia antica e nessun altro autore antico parla di lui. Il suo nome, scritto talvolta Longos, ci giunge attraverso i manoscritti di un solo romanzo, Δάφνις και Χλόη (Dafni e Cloe). Le storie letterarie lo collocano di solito nel II o nel III secolo d.C., in età imperiale romana, ma la data è stimata in base allo stile e ai legami letterari, non a documenti. Alcune storie della letteratura greca lo chiamano semplicemente Longo di Lesbo. Altre sono più prudenti: il romanzo mostra una buona conoscenza dell’isola e della campagna intorno a Mitilene, ma non prova dove l’autore sia nato o abbia vissuto.
L’unica voce personale che sentiamo è quella del narratore del prologo. Racconta che, mentre cacciava a Lesbo, vide in un bosco sacro delle Ninfe un dipinto pieno di scene d’amore. Pieno di ammirazione, trovò qualcuno che gli spiegasse l’immagine e compose in risposta quattro libri, offerta a Eros, alle Ninfe e a Pan e piacevole possesso per tutti. Questa cornice fa parte della finzione: è un espediente letterario che trasforma un dipinto in un racconto, non un’autobiografia attendibile. Qualsiasi vita più completa di Longo sarebbe inventata, perciò questa pagina resta vicina al romanzo stesso.
Le opere

Δάφνις και Χλόη (Dafni e Cloe), tramandato anche con il titolo Ποιμενικά (Storie pastorali), è un romanzo greco antico in quattro libri. In una tenuta vicino a Mitilene, il capraio Lamone trova un bambino allattato da una delle sue capre. Due anni dopo il pastore Driante trova, in una grotta delle Ninfe, una bambina allattata da una pecora. I due trovatelli, Dafni e Cloe, crescono pascolando insieme le loro greggi. Lentamente, e all’inizio senza capirlo, si innamorano. Un vecchio, Fileta, spiega loro chi è Eros. Le avventure interrompono l’idillio: pirati di Tiro rapiscono Dafni, e una contesa tra Metimna e Mitilene porta giovani armati nei campi. Nel quarto libro Dafni viene riconosciuto come figlio di Dionisofane, il proprietario della tenuta, e Cloe come figlia di Megacle. La storia si conclude con le loro nozze.
Ciò che rende il romanzo insolito è il suo ritmo. Le stagioni danno forma alla trama: fiori e api di primavera nel libro 1, poi il passaggio dalla primavera all’estate; la vendemmia d’autunno nel libro 2; e nel libro 3 un inverno di neve abbondante che tiene separata la giovane coppia finché torna la primavera. Longo porta le capre, le zampogne di Pan e gli dèi campestri della poesia pastorale precedente, nota da Teocrito, in una prosa elegante fatta di frasi brevi ed equilibrate.
L’eredità nella Grecia di oggi
Dafni e Cloe ha avuto una lunga vita anche fuori dalla Grecia. La traduzione francese di Jacques Amyot del 1559 lo rese molto letto in Europa. Nel 1809 lo studioso francese Paul-Louis Courier trovò, in un manoscritto della Biblioteca Laurenziana di Firenze, un passo mancante nelle altre copie, e poi, com’è rimasto celebre, macchiò la pagina d’inchiostro. Il balletto Daphnis et Chloé di Maurice Ravel debuttò a Parigi l’8 giugno 1912. In Grecia Orestis Laskos girò il film muto Δάφνις και Χλόη (1931). Per esercitarvi, leggete la frase da ricordare di questa pagina con la sua versione in greco moderno. Confrontate le parole antiche ἦρος e θέρους con le moderne η άνοιξη (la primavera) e το καλοκαίρι (l’estate). Poi scrivete due frasi vostre sulla fine della primavera su un’isola: una per ciò che vedete, una per ciò che sentite.
Lo sapevi?
- Il prologo presenta l’intero romanzo come una risposta scritta a un dipinto visto a Lesbo.
- Primavera, estate, vendemmia e un inverno nevoso passano tutti nei primi tre libri.
- La macchia d’inchiostro di Courier del 1809 rese difficile verificare sul manoscritto il passo che aveva appena copiato.
- Il balletto di Ravel conobbe la storia attraverso la tradizione francese della traduzione di Amyot.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Προοίμιο | Dafni e Cloe — Prologo: il dipinto nel bosco sacro | ? |
| Βιβλίο Α΄ | Dafni e Cloe — Libro 1: i trovatelli, primavera ed estate | ? |
| Βιβλίο Β΄ | Dafni e Cloe — Libro 2: la vendemmia e Fileta | ? |
| Βιβλίο Γ΄ | Dafni e Cloe — Libro 3: la neve d’inverno e il ritorno della primavera | ? |
| Βιβλίο Δ΄ | Dafni e Cloe — Libro 4: il riconoscimento e le nozze | ? |
Una frase da ricordare
Ἦρος ἦν ἤδη τέλος καὶ θέρους ἀρχή, καὶ πάντα ἐν ἀκμῇ.
Nel greco di oggiΗ άνοιξη τελείωνε πια κι άρχιζε το καλοκαίρι, και όλα βρίσκονταν στην ακμή τους.
Êros ên ḗdē télos kaì thérous archḗ, kaì pánta en akmêi.
Era ormai la fine della primavera e l’inizio dell’estate, e tutto era nel pieno rigoglio.











































