La vita
Quasi tutto ciò che sappiamo con certezza viene dagli ultimi versi del poema, dove il poeta si nomina: Vitsentzos, della famiglia Kornaros, nato a Sitia, sposato a Kastro, la capitale veneziana di Creta che oggi è Heraklion. Gli studiosi accettano ormai in larga parte che si trattasse di Vincenzo Cornaro, nato nel 1553 a Trapezonda, una tenuta vicino a Sitia, in una famiglia di origine veneziana che viveva sull'isola da generazioni e aveva il greco come lingua madre.
Intorno al 1590 si trasferì a Candia, dove sposò Marietta Zeno, ricoprì cariche pubbliche negli anni della peste del decennio 1590 e fece parte dell'Accademia degli Stravaganti, una società letteraria fondata da suo fratello Andrea. Era il mondo del Rinascimento cretese: Creta era veneziana dal 1211, e la sua classe colta leggeva Ariosto e Tasso mentre per le strade si sentivano canti popolari greci. Morì a Candia nel 1613 o nel 1614, mezzo secolo prima che gli Ottomani prendessero la città dopo un assedio di ventun anni.
Alcuni studiosi hanno dubitato dell'identificazione, poiché il nome era comune nella nobiltà dell'isola, e la questione se abbia scritto anche il dramma religioso Η Θυσία του Αβραάμ (Il sacrificio di Abramo) è ancora aperta. Ciò che non è in dubbio è che un solo poeta produsse, nel primo decennio del Seicento, il più bel poema lungo in lingua greca tra Omero e l'età moderna.
Le opere
Ερωτόκριτος (Erotokritos) è un romanzo in versi in cinque parti e circa 10.000 versi rimati di quindici sillabe, il metro del canto popolare greco, scritto in dialetto cretese. Erotokritos, figlio del consigliere del re, ama Aretusa, figlia di Eracle, re di Atene. Le canta serenate di nascosto la notte; il re indice una giostra in cui egli sconfigge i cavalieri del mondo greco; quando osa chiedere la sua mano, il re lo esilia. Aretusa rifiuta ogni altro pretendente e viene gettata in una segreta. Poi invadono i Valacchi, e uno straniero dalla pelle scura, Erotokritos travestito grazie a una pozione magica, salva Atene in duello. Mette alla prova la fedeltà di Aretusa, si rivela, e il poema si chiude con le loro nozze.
La trama è presa da un romanzo medievale francese, Paris et Vienne, probabilmente attraverso una versione italiana, ma Kornaros la ricostruì interamente: l'ambientazione è un'immaginaria Atene antica, i personaggi pensano e parlano come contadini cretesi, e il centro morale è la costanza degli amanti contro la ruota della fortuna. Lunghi passaggi sono monologhi d'amore e di dolore che reggono da soli come canzoni.
La lingua è ricca e musicale, piena di proverbi e di immagini tratte dalla natura, ed è il motivo per cui il poema è sopravvissuto: fu stampato a Venezia nel 1713, ma i cretesi lo sapevano a memoria da tempo.
L’eredità nella Grecia di oggi
L'Erotokritos si canta a Creta ancora oggi, sulla melodia lenta e sinuosa della lira cretese, e i suoi distici si usano come μαντινάδες (mantinades) a matrimoni e feste. Ascoltate la registrazione dei versi iniziali di Nikos Xylouris del 1976, o la versione più ruvida di Psarantonis, e capirete perché. Brani, di solito l'addio di Aretusa o la giostra, sono nell'antologia letteraria del liceo greco, e Seferis dedicò al poema un saggio. A Sitia un festival estivo, i Κορνάρεια (Kornareia), porta il suo nome, e a Heraklion la piazza chiamata Πλατεία Κορνάρου (piazza Kornarou) ospita una scultura moderna di Erotokritos e Aretusa. Il verso iniziale, Του Κύκλου τα γυρίσματα, è familiare ai greci quanto il primo verso di un inno nazionale.
Lo sapevi?
- Il poema fu scritto intorno al 1600–1610 ma stampato per la prima volta a Venezia solo nel 1713; per un secolo circolò in manoscritti e a voce.
- Kornaros si nomina nell'epilogo del poema; è quasi l'unico documento biografico che abbiamo su di lui.
- La storia è ambientata nell'Atene antica, eppure gli eroi combattono in una giostra, lo sport medievale dei cavalieri, e i nemici del re sono i Valacchi.
- La famiglia di Kornaros parlava greco pur essendo di origine nobile veneziana; i Cornaro erano una delle famiglie più antiche di Venezia.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Ερωτόκριτος, Μέρος Α΄: ο έρωτας και τα τραγούδια | Erotokritos, parte I: l'amore e i canti notturni | c. 1600–1610 |
| Ερωτόκριτος, Μέρος Β΄: η γκιόστρα | Erotokritos, parte II: la giostra | c. 1600–1610 |
| Ερωτόκριτος, Μέρος Γ΄: η εξορία | Erotokritos, parte III: l'esilio | c. 1600–1610 |
| Ερωτόκριτος, Μέρος Δ΄–Ε΄: ο πόλεμος και ο γάμος | Erotokritos, parti IV–V: la guerra e le nozze | c. 1600–1610 |
| Ερωτόκριτος (πρώτη έκδοση, Βενετία) | Erotokritos (prima edizione a stampa, Venezia) | 1713 |
Una frase da ricordare
Του Κύκλου τα γυρίσματα, που ανεβοκατεβαίνουν, / και του Τροχού, που ώρες ψηλά κι ώρες στα βάθη πηαίνουν.
Nel greco di oggiΤα γυρίσματα του κύκλου του χρόνου, που ανεβοκατεβαίνουν, και του τροχού της τύχης, που άλλοτε πηγαίνουν ψηλά και άλλοτε στα βάθη.
Tou Kyklou ta gyrismata, pou anevokatevainoun, / kai tou Trochou, pou ores psila ki ores sta vathi piainoun.
I giri del cerchio del tempo, che salgono e scendono, / e della ruota della fortuna, che va ora in alto, ora negli abissi.