La vita
Marika Papagika nacque come Marika Katsori sull’isola di Kos, allora sotto dominio ottomano. Il suo certificato di morte indica come data di nascita il 1º settembre 1890, ma nessun documento precedente lo conferma. Da bambina si trasferì con la famiglia ad Alessandria d’Egitto, dove la grande comunità greca sosteneva caffè e locali musicali, e lì cominciò a cantare. Tra la fine del 1913 e l’inizio del 1914 incise per la Gramophone Company in Egitto; di quel materiale si sa che è sopravvissuto pochissimo. Aveva già sposato Kostas (Gus) Papagikas, suonatore di cimbalom, uno strumento a corde percosse imparentato con il santouri greco. Lui la accompagnò in molti dei suoi dischi.
Nel marzo 1915 la coppia salpò dal Pireo e in aprile arrivò a Ellis Island con circa quaranta dollari, dichiarando Chicago come destinazione. Nel 1918 erano a New York. Nel luglio 1918 Marika fece un’incisione di prova per la Victor, e i suoi primi dischi Victor uscirono quel dicembre; dal luglio 1919 incise anche per la Columbia. Verso il 1925 la coppia aprì Marika’s, un café-aman al 215 di West 34th Street a Manhattan, dove immigrati greci e di altri paesi mediterranei andavano ad ascoltare musica. Il crollo della borsa del 1929 rovinò il locale e chiuse gran parte della sua carriera discografica. A parte quattro canti patriottici incisi per la Victor nel 1937, non tornò in studio. Morì in un ospedale di Staten Island il 2 agosto 1943.
Le opere
Il repertorio di Papagika era ampio. I cataloghi delle case discografiche elencano canzoni in stile smirneo e amanedes, canti popolari delle isole e della terraferma, canti cleftici e patriottici, canzoni da caffè alla maniera del rebetiko e perfino tanghi e valzer alla moda. Il suo accompagnamento era insolito per i dischi greci dell’epoca: violino, violoncello e cimbalom, più tardi talvolta con clarinetto o oud. Il violoncellista Markos Sifnios e il marito suonano in molte sedute, con violinisti come Athanasios Makedonas e George Theologou.
La sua incisione più nota è Σμυρνέικο μινόρε (Minore di Smirne), un canto lento e improvvisato alla maniera dell’amanes. Lo incise per la Victor il 4 dicembre 1918 e di nuovo per la Columbia intorno al luglio 1919. La canzone circolava già prima di lei: una registrazione fatta a Smirne nel 1909 è tra le sue prime versioni. Eppure è la sua interpretazione quella che oggi conosce la maggior parte degli ascoltatori. Altri titoli mostrano la varietà del suo catalogo: Το ηλεκτρικό κορίτσι (La ragazza elettrica, 1924), Σμυρνιώτικο ζεϊμπέκικο (Zeibekiko di Smirne, 1925) e Ντουρού, ντουρού (1928), indicato come rebetiko. Nel 1937 incise Τον Βενιζέλο χάσαμε (Abbiamo perso Venizelos), una canzone sulla morte dello statista Eleftherios Venizelos nel 1936. Poiché le case discografiche stampavano la maggior parte dei titoli in lettere latine, il suo catalogo mostra anche come si scrivevano le parole greche per il mercato americano.
L’eredità nella Grecia di oggi
Per decenni Papagika fu nota soprattutto ai collezionisti di dischi. Le ristampe greche di registrazioni a 78 giri riportarono alla luce le sue canzoni, e nel 2010 l’LP della Canary Records The Further the Flame, the Worse It Burns Me del ricercatore americano Ian Nagoski la fece conoscere a nuovi ascoltatori. Ad Atene il monologo Μαρίκα Παπαγκίκα – Το ηλεκτρικό κορίτσι (Marika Papagika – La ragazza elettrica) di Nikos Stamatiadis, diretto e interpretato da Kerasia Samara, tornò al teatro Ροές nel dicembre 2023. Provate: la Discography of American Historical Recordings (Università della California, Santa Barbara) offre online l’audio del Σμυρνέικο μινόρε Victor del 1918. Ascoltate due volte un breve tratto: prima notate solo il fruscio e i crepitii, poi seguite le sue vocali e le sillabe accentate. Infine riscrivete tre titoli del catalogo in lettere greche con gli accenti: Smyrniotico zabekiko diventa Σμυρνιώτικο ζεϊμπέκικο, Stoma me stoma diventa Στόμα με στόμα, To electrico koritsi diventa Το ηλεκτρικό κορίτσι.
Lo sapevi?
- La sua prima seduta Victor pubblicata, il 4 dicembre 1918, comprendeva Σμυρνέικο μινόρε.
- Le case discografiche chiamavano in modo diverso lo strumento del marito: santur nelle schede Victor, cimbalom alla Columbia.
- Il suo café-aman, Marika’s, si trovava sulla West 34th Street a Manhattan.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Σμυρνέικο μινόρε | Minore di Smirne | 1918 |
| Στόμα με στόμα | Bocca a bocca | 1920 |
| Το ηλεκτρικό κορίτσι | La ragazza elettrica | 1924 |
| Σμυρνιώτικο ζεϊμπέκικο | Zeibekiko di Smirne | 1925 |
| Ντουρού, ντουρού | Dourou, dourou — rebetiko | 1928 |
| Τον Βενιζέλο χάσαμε | Abbiamo perso Venizelos | 1937 |
Una frase da ricordare
Η ίδια μεσουράνησε στη Νέα Υόρκη τη δεκαετία του 1920.
I ídia mesouránise sti Néa Yórki ti dekaetía tou 1920.
Lei stessa raggiunse l’apice a New York negli anni Venti.


























































