La vita
Chatzopoulos nacque nel 1868 ad Agrinio, in Etolia-Acarnania, nella Grecia occidentale. Il padre era un mercante di modeste condizioni, ma egli fu allevato dai nonni materni, una ricca famiglia di proprietari terrieri di Agrinio, e i laghi, le pianure e le antiche torri di quella regione ritornano di continuo nei suoi libri. Frequentò la scuola a Missolungi, dove il giovane Kostis Palamas lo notò, e studiò legge ad Atene. Esercitò come avvocato ad Agrinio solo per due anni: un'eredità di terre gli permise di vivere per la letteratura, e si stabilì ad Atene. Paladino della lingua parlata, diresse dal 1898 al 1899 la rivista Τέχνη (Arte), di breve vita ma importante, che fece conoscere ai lettori greci la scrittura europea contemporanea.
Nel 1900 partì per la Germania, studiò a Monaco, Dresda e Lipsia e sposò una studentessa finlandese, Sanny Häggman. Dopo alcuni anni di nuovo ad Atene, visse a Monaco e a Berlino dal 1905 al 1914. Lì divenne un socialista convinto (1907) e sostenne che la questione della lingua e la questione sociale erano la stessa lotta, poiché la katharevousa manteneva il potere nelle mani di pochi dotti. Realizzò la prima traduzione greca del Manifesto del Partito Comunista, pubblicata nel 1908 in un giornale di Volos, e tradusse Goethe, Ibsen e Hofmannsthal in greco demotico. Firmava spesso le sue opere con lo pseudonimo Petros Vasilikos.
Tornò ad Atene allo scoppio della Prima guerra mondiale nel 1914. Nel 1920, in navigazione verso l'Italia sul piroscafo Montenegro, morì a bordo per un'intossicazione alimentare, a cinquantadue anni, e fu sepolto a Brindisi; la figlia riportò in seguito i suoi resti al Primo Cimitero di Atene.
Le opere

Come poeta Chatzopoulos esordì con Τραγούδια της ερημιάς (Canti della solitudine) e Τα ελεγεία και τα ειδύλλια (Elegie e idilli), entrambi del 1898. Sotto l'influenza dei simbolisti francesi voleva che la poesia fosse musica prima che affermazione: i suoi versi sono morbidi, ripetitivi e sfumati, pieni di crepuscoli, nebbie, laghi e nostalgia, e fu tra i primi poeti greci a sperimentare ritmi più liberi. Le sue ultime raccolte, Απλοί τρόποι (Arie semplici) e Βραδινοί θρύλοι (Leggende della sera), uscirono nel 1920.
La sua prosa segue due strade. Una è sociale: in Αγάπη στο χωριό (Amore al villaggio, 1910) e soprattutto in Ο πύργος του Ακροποτάμου (La torre di Akropotamos, 1915) il declino di una famiglia di proprietari rurali nella loro casa fortificata mostra un vecchio mondo che cede a nuove forze sociali, e le sue convinzioni socialiste danno forma al racconto senza farne un pamphlet. In Ο υπεράνθρωπος (Il superuomo, 1915) affronta la moda del tempo per le idee di Nietzsche.
L'altra strada è lirica. Φθινόπωρο (Autunno, 1917) non ha quasi trama: poche persone in una città di provincia, un autunno, un amore che non si realizza mai del tutto. Ciò che conta è l'atmosfera, il colore della luce, il suono della pioggia, il lento scorrere del tempo, resi in una prosa demotica di grande delicatezza musicale. È il libro in cui la prosa greca suona per la prima volta davvero simbolista.
L’eredità nella Grecia di oggi
Chatzopoulos è più uno scrittore per scrittori che un nome popolare, ma il suo posto nella storia letteraria greca è sicuro: le storie della letteratura neogreca lo presentano come il principale rappresentante del simbolismo nella prosa greca e come pioniere del romanzo socialmente impegnato. Φθινόπωρο e Ο πύργος του Ακροποτάμου vengono regolarmente ripubblicati e studiati all'università, e nella sua città natale, Agrinio, una piazza centrale porta il suo nome e la sua statua. Per chi studia a livello C1, le prime pagine di Φθινόπωρο sono un bell'esercizio di lettura lenta: notate quanto viene detto attraverso il tempo atmosferico e la luce, e quanto possa essere semplice il greco demotico per cui si batté.
Lo sapevi?
- A volte scriveva con lo pseudonimo Petros Vasilikos.
- Realizzò la prima traduzione greca del Manifesto del Partito Comunista, pubblicata nel 1908 in un giornale operaio di Volos.
- Morì in mare nel 1920, su una nave diretta in Italia, e fu sepolto dapprima a Brindisi.
- La sua rivista Τέχνη (1898–1899) durò solo un anno ma contribuì a portare il modernismo europeo ad Atene.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Τραγούδια της ερημιάς | Canti della solitudine | 1898 |
| Τα ελεγεία και τα ειδύλλια | Elegie e idilli | 1898 |
| Αγάπη στο χωριό | Amore al villaggio | 1910 |
| Ο πύργος του Ακροποτάμου | La torre di Akropotamos | 1915 |
| Φθινόπωρο | Autunno | 1917 |
| Βραδινοί θρύλοι | Leggende della sera | 1920 |
Dalle opere

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Una frase da ricordare
Σιγά η πηγή στη λαγκαδιά κυλά μες στα χαλίκια, / σιγά κι αργά τα ισκιώματα γλιστρούν του δειλινού
Siga i pigi sti lagkadia kyla mes sta chalikia, / siga ki arga ta iskiomata glistroun tou deilinou
Piano la sorgente nella valletta scorre tra i ciottoli, / piano e lente scivolano le ombre del crepuscolo























