La vita
Kounellis nacque al Pireo il 23 marzo 1936 e crebbe nella città portuale negli anni duri dell'Occupazione e della guerra civile; le navi, i sacchi, il carbone e il ferro del porto lo accompagnarono per tutta la vita. Nel 1956, a vent'anni, lasciò la Grecia per Roma per studiare all'Accademia di Belle Arti, e Roma divenne la sua casa. Non smise mai di sentirsi greco, ma fece carriera in Italia, nella cerchia di artisti, critici e galleristi che si riuniva a Roma negli anni Sessanta.
La sua prima personale, L'Alfabeto di Kounellis alla Galleria La Tartaruga di Roma nel 1960, mostrava grandi tele coperte di lettere, numeri e segni, un alfabeto dipinto. Nel 1967 il critico Germano Celant diede il nome di Arte Povera a un gruppo di giovani artisti italiani che rifiutavano la pittura e la scultura tradizionali, e Kounellis ne divenne uno dei membri centrali, accanto a Mario Merz, Michelangelo Pistoletto e altri. Da allora espose in tutta Europa e nelle Americhe, e nel 1994 tornò in Grecia con una celebre installazione sulla nave Ιόνιον nel porto del Pireo. Rimase attivo oltre gli ottant'anni, creando grandi installazioni in chiese, fabbriche e musei. Morì a Roma il 16 febbraio 2017, e i giornali greci e italiani lo piansero allo stesso modo come uno dei loro.
Le opere

Kounellis cominciò come pittore e disse sempre di esserlo rimasto, anche quando smise di usare la tela. I suoi primi «alfabeti», tele con grandi lettere a stencil, facevano già della pittura una sorta di performance: dal 1960 partecipava fisicamente alle proprie mostre alla Galleria La Tartaruga di Roma. Dal 1967 portò in galleria cose vive e grezze: un pappagallo vivo appollaiato davanti a un pannello dipinto, cactus, sacchi di carbone, lana, una fiamma di gas a forma di fiore. La più famosa di queste opere è l'installazione senza titolo del gennaio 1969 alla Galleria L'Attico di Roma, in cui dodici cavalli vivi rimasero legati lungo le pareti per i giorni della mostra. I cavalli non erano il simbolo di qualcosa di semplice; erano una presenza viva, un pezzo di realtà e di mondo antico, collocato là dove la gente si aspettava dei quadri.
Dagli anni Settanta in poi il suo linguaggio si fece più cupo e pesante: porte murate con pietre, lastre d'acciaio con cappotti e cappelli appesi, telai di letti, sacchi, il fuoco e la fuliggine che lascia, frammenti di statue classiche. Queste opere parlano della crisi della cultura europea dopo la guerra, dell'esilio e della memoria, ma sempre attraverso la materia fisica anziché la spiegazione. I critici le paragonano spesso al teatro, e Kounellis amava davvero la scena: lavorò a produzioni teatrali e trasformò molte delle sue mostre in eventi. In tutte corre un filo greco: il mare, il porto, i frammenti antichi, il senso del tragico.
L’eredità nella Grecia di oggi
Kounellis è uno dei pochi artisti greci del Novecento con un posto davvero internazionale nella storia dell'arte; le sue opere sono nei grandi musei d'Europa e d'America, e ogni storia dell'Arte Povera parla dei cavalli del 1969. Nel 2019 la Fondazione Prada a Venezia gli dedicò una grande retrospettiva. In Grecia è visto come un ponte tra la tradizione greca e l'avanguardia europea, e i giovani artisti greci guardano ancora al suo esempio. Se visitate un museo d'arte contemporanea e vedete sacchi di carbone o una parete d'acciaio con un'unica fiamma, forse avete davanti un Kounellis. Leggere di lui è anche un buon modo per esercitarsi con il lessico greco dell'arte contemporanea.
Lo sapevi?
- A vent'anni lasciò il Pireo per Roma e visse in Italia per il resto della vita.
- Nel 1969 espose dodici cavalli vivi alla Galleria L'Attico di Roma, allora ospitata in un ex garage.
- La sua prima personale, nel 1960, si intitolava L'Alfabeto di Kounellis (L'alfabeto di Kounellis).
- Nel 1994 realizzò un'installazione su una nave nel porto del Pireo, dove era cresciuto.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Τα «αλφάβητα» | I quadri «alfabeto» | 1958–1960s |
| Χωρίς τίτλο (Παπαγάλος) | Senza titolo (Pappagallo) | 1967 |
| Μαργαρίτα της φωτιάς | Margherita di fuoco | 1967 |
| Χωρίς τίτλο (12 άλογα) | Senza titolo (12 cavalli), Galleria L'Attico, Roma | 1969 |
| Εγκατάσταση στο πλοίο «Ιόνιον», Πειραιάς | Installazione sulla nave Ionion, Pireo | 1994 |
Dalle opere

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Una frase da ricordare
Θέλω την επιστροφή της ποίησης μ' όλα τα μέσα: με την άσκηση, την παρατήρηση, τη μοναξιά, το λόγο, την εικόνα, την εξέγερση.
Thelo tin epistrofi tis poiisis m' ola ta mesa: me tin askisi, tin paratirisi, ti monaxia, to logo, tin eikona, tin exegersi.
Voglio il ritorno della poesia con ogni mezzo: con la pratica, l'osservazione, la solitudine, la parola, l'immagine, la rivolta.























