La vita
Ciò che si sa di Romano viene da poche righe dei calendari liturgici bizantini e dai suoi stessi inni. Nacque intorno al 490 a Emesa in Siria, l'odierna Homs, forse da una famiglia di origine ebraica, come dicono alcune fonti più tarde. Fu diacono nella chiesa della Resurrezione a Berito, l'odierna Beirut, e sotto il regno di Anastasio I (491–518) si trasferì a Costantinopoli, dove fu addetto alla chiesa della Theotokos nel quartiere chiamato τὰ Κύρου (ta Kyrou). Sembra che vi abbia trascorso il resto della vita, nella capitale di Giustiniano, negli anni in cui si costruiva Santa Sofia.
La leggenda della sua vocazione è narrata nel sinassario della sua festa. Romano, vi si dice, aveva una voce povera e nessun talento per il canto, e gli altri chierici lo deridevano. La vigilia di Natale si addormentò in chiesa e gli apparve la Vergine con un rotolo in mano, dicendogli di mangiarlo. Lo inghiottì, si svegliò, salì sull'ambone e cantò per la prima volta «Ἡ Παρθένος σήμερον τὸν ὑπερούσιον τίκτει». Il racconto è un'immagine dell'ispirazione, come Ezechiele che mangia il libro, ma ci dice come lo vedevano i Bizantini: prima cantore e poi teologo.
Morì negli anni 550 e fu sepolto nella chiesa in cui aveva servito. La tradizione gli attribuisce mille kontakia; ne sopravvivono circa ottanta sotto il suo nome, di cui una sessantina considerati autentici. La Chiesa ortodossa lo venera come santo.
Le opere

Il kontakion è un'omelia in musica. Si apre con un breve preludio (προοίμιον) su una melodia propria, poi si dispiega in diciotto-ventiquattro lunghe strofe chiamate οἶκοι (case), tutte costruite sullo stesso schema metrico, ciascuna chiusa dallo stesso ritornello che l'assemblea ripeteva. Le iniziali delle strofe formano un acrostico, spesso «τοῦ ταπεινοῦ Ῥωμανοῦ» (dell'umile Romano). Il verso non è classico: è ritmico, basato sugli accenti tonici del greco parlato dell'epoca, e la lingua è il greco limpido della Bibbia e della liturgia, ricco di dialoghi e colpi di scena drammatici.
I soggetti di Romano sono le feste dell'anno liturgico e i racconti biblici, ma egli li narra come un dramma. Nel kontakion sulla Natività la Vergine parla con i Magi; in quello su Maria presso la Croce discute con il figlio, che le spiega perché deve morire; Giuda, Pietro, il Figliol prodigo, Lazzaro, le Dieci Vergini e i Tre Fanciulli nella fornace hanno ciascuno il proprio poema, ognuno una piccola rappresentazione a più voci. Il preludio del kontakion sulla Natività, Ἡ Παρθένος σήμερον, divenne ed è tuttora l'inno del Natale ortodosso, e anche il breve inno «Ψυχή μου, ψυχή μου, ἀνάστα, τί καθεύδεις;» (Anima mia, anima mia, alzati, perché dormi?), cantato in Quaresima con il Grande Canone, gli è attribuito. Se abbia scritto anche l'Inno Acatisto, «Τῇ ὑπερμάχῳ στρατηγῷ», è dibattuto, e molti studiosi pensano di no. Nell'VIII secolo il canone soppiantò il kontakion in chiesa, e rimasero in uso solo i preludi e le prime strofe dei suoi poemi; gli studiosi hanno recuperato i testi completi dai manoscritti in epoca moderna.
L’eredità nella Grecia di oggi
Ogni greco che va in chiesa a Natale ascolta Romano: «Ἡ Παρθένος σήμερον» si canta il 25 dicembre ed è trasmesso alla radio e in televisione, e il suo ultimo verso, «παιδίον νέον, ὁ πρὸ αἰώνων Θεός» (un bambino nuovo, il Dio prima dei secoli), è familiare come un canto natalizio. La Chiesa ortodossa ne celebra la festa il 1° ottobre, insieme alla Protezione della Vergine, e i cantori (ψάλτες) lo considerano il loro patrono; scuole di musica bizantina e cori in tutta la Grecia e a Cipro portano il suo nome. Estratti dei suoi inni compaiono nell'antologia di letteratura neogreca del liceo, le cui prime pagine sono bizantine. Chi studia può ascoltare una registrazione del kontakion natalizio e seguire il greco, sorprendentemente vicino alla lingua moderna, o leggere l'inno della Natività in un'edizione bilingue.
Lo sapevi?
- Nascondeva la sua firma nei poemi: le iniziali delle strofe compongono spesso «τοῦ ταπεινοῦ Ῥωμανοῦ», «dell'umile Romano».
- Dei mille kontakia che la tradizione gli attribuisce ne sopravvivono solo un'ottantina, e i suoi poemi completi rimasero sconosciuti alla maggior parte dei lettori finché gli studiosi non li stamparono dai manoscritti in epoca moderna.
- Secondo la leggenda non sapeva cantare finché la Vergine, in sogno, la vigilia di Natale, non gli fece inghiottire un rotolo.
- La sua festa, il 1° ottobre, coincide con la Protezione della Theotokos, una delle feste più popolari in Grecia.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Κοντάκιον εις την Χριστού Γέννησιν («Η Παρθένος σήμερον») | Kontakion sulla Natività (Oggi la Vergine) | 6th century |
| Κοντάκιον εις την Μαρίαν παρά τω Σταυρώ | Kontakion su Maria presso la Croce | 6th century |
| Κοντάκιον εις τον Ιούδαν | Kontakion su Giuda | 6th century |
| Κοντάκιον εις τον Άσωτον υιόν | Kontakion sul Figliol prodigo | 6th century |
| Κοντάκιον εις τας δέκα παρθένους | Kontakion sulle Dieci Vergini | 6th century |
| «Ψυχή μου, ψυχή μου, ανάστα» (αποδίδεται) | Anima mia, anima mia, alzati (attribuito) | 6th century |
Dalle opere



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Una frase da ricordare
Ἡ Παρθένος σήμερον τὸν ὑπερούσιον τίκτει, καὶ ἡ γῆ τὸ σπήλαιον τῷ ἀπροσίτῳ προσάγει· ἄγγελοι μετὰ ποιμένων δοξολογοῦσι, μάγοι δὲ μετὰ ἀστέρος ὁδοιποροῦσι· δι' ἡμᾶς γὰρ ἐγεννήθη παιδίον νέον, ὁ πρὸ αἰώνων Θεός.
Nel greco di oggiΗ Παρθένος σήμερα γεννά τον υπερούσιο, και η γη προσφέρει το σπήλαιο στον απρόσιτο· άγγελοι μαζί με βοσκούς δοξολογούν, και μάγοι με το αστέρι πορεύονται· γιατί για μας γεννήθηκε παιδί νέο, ο προαιώνιος Θεός.
I Parthenos simeron ton yperousion tiktei, kai i gi to spilaion to aprosito prosagei· angeloi meta poimenon doxologousi, magoi de meta asteros odoiporousi· di' imas gar egennithi paidion neon, o pro aionon Theos.
Oggi la Vergine partorisce Colui che è al di sopra dell'essere, e la terra offre la grotta all'Inaccessibile; gli angeli con i pastori rendono gloria, e i Magi camminano con la stella; perché per noi è nato un bambino nuovo, il Dio prima dei secoli.
Dal testo originale
Il testo come lo ha scritto Romano il Melode, di pubblico dominio, con la nostra traduzione a fronte.
«Ἡ Παρθένος σήμερον»Oggi la Vergine
Il proemio e il primo oikos del kontakion di Romano sulla Natività, cantato ancora a Natale. L'inno completo contava 24 strofe, tutte chiuse dallo stesso ritornello, «il Dio che è prima dei secoli»; il testo è quello del mattutino (orthros) di Natale.
Κοντάκιον εἰς τὴν Χριστοῦ Γέννησιν (6th century), prooimion and first oikos, as sung at the Christmas Orthros · Testo di pubblico dominio, fonte: el.wikisource.org














