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Georgios Drosinis
Konstantin Skokos (1854-1929) · Public domain · Wikimedia Commons

A2Grecia moderna · Poeta

Georgios Drosinis

Γεώργιος Δροσίνης

1859 – 1951 · Atene; Kifisià

Georgios Drosinis (Γεώργιος Δροσίνης, 1859–1951), scritto anche Drossinis, fu il compagno silenzioso di Kostis Palamas nella generazione del 1880, il gruppo di giovani poeti ateniesi che gettarono via i versi pomposi dei loro maggiori per scrivere nella lingua quotidiana del popolo. Le sue raccolte Ιστοί αράχνης (Ragnatele, 1880) e Σταλακτίται (Stalattiti, 1881) aprirono la strada, e le sue brevi poesie sulla campagna, il mare e le stagioni sono ancora le prime che molti bambini greci leggono.

La vita

Drosinis nacque ad Atene il 9 dicembre 1859, nel vecchio quartiere della Plaka, in una famiglia con radici a Missolungi, la città del grande assedio del 1826. Frequentò la scuola Varvakeio, poi studiò legge all'Università di Atene senza grande entusiasmo, e negli anni 1880 trascorse diversi anni in Germania, a Lipsia, Dresda e Berlino, dove studiò letteratura e storia dell'arte. Ad Atene trovò i suoi amici: Kostis Palamas, Nikos Kambas e gli altri giovani poeti che sarebbero stati chiamati la Nuova Scuola Ateniese o la generazione del 1880.

Fu un uomo di istituzioni quanto di versi. Negli anni 1880 diresse la rivista letteraria Εστία (Hestia), che sotto di lui divenne un quotidiano nel 1894. Dal 1899 fu segretario, e poi presidente, del Σύλλογος προς διάδοσιν ωφελίμων βιβλίων (Società per la diffusione dei libri utili), fondata da Dimitrios Vikelas per mettere libri economici e ben fatti nelle mani dei greci comuni; la guidò per mezzo secolo. Al Ministero dell'Istruzione diresse il Dipartimento delle Lettere e delle Belle Arti (1914–1920 e 1922–1923), dove promosse le biblioteche scolastiche.

Nel 1918 comprò, con il fratello, una vecchia casa di famiglia a Kifisià, il sobborgo-giardino a nord di Atene, e dal 1939 vi abitò stabilmente. Continuò a scrivere fino a oltre gli ottant'anni, pubblicò l'ultima raccolta nel 1947 e morì a Kifisià il 3 gennaio 1951, a novantun anni, ultimo superstite della sua generazione.

Le opere

Drosinis pubblicò il suo primo libro, Ιστοί αράχνης (Ragnatele), nel 1880, a vent'anni, e lo fece seguire da Σταλακτίται (Stalattiti, 1881), Ειδύλλια (Idilli, 1884) e Αμάραντα (Amaranti, 1890). I titoli sono modesti di proposito. Contro la rumorosa retorica patriottica della generazione precedente, queste sono poesie piccole e levigate in demotico, che gli amici chiamavano talvolta «ποίηση της δροσιάς» giocando sul suo nome (δροσιά significa freschezza, rugiada): una ragazza di paese, un mandorlo in fiore, il sole che cala dietro le colline, un nido di rondine, i morti che giacciono in terra straniera. Imparò dal canto popolare greco e dalla lirica tedesca letta da studente, e diede alla poesia greca una leggerezza che le era mancata.

In prosa scrisse la novella pastorale Αμαρυλλίς (Amarillide, 1886), una storia d'amore estiva in campagna che ebbe grande successo, i romanzi Το βοτάνι της αγάπης (L'erba dell'amore, 1901) ed Έρση (Ersi, 1922), racconti di paese e di città, e fiabe per bambini. Le raccolte più tarde, Φωτερά σκοτάδια (Tenebre luminose, 1915), Κλειστά βλέφαρα (Palpebre chiuse, 1918), Το μοιρολόι της όμορφης (Il lamento per la bella, 1927) e Θα βραδιάζει (Verrà la sera, 1930), sono più quiete e più tristi, poesie di vecchiaia e di addio, sempre nella stessa lingua limpida. Drosinis non ebbe mai l'ambizione né il respiro di Palamas, e lo sapeva; ciò che aveva erano tatto, musica e amore per le cose ordinarie, e il dono di dirle con parole che un bambino può leggere.

L’eredità nella Grecia di oggi

Il modo migliore per incontrare Drosinis è quello in cui lo incontrano i greci: nel libro di lettura delle elementari, dove le sue brevi poesie sulle stagioni e la campagna compaiono da generazioni, e nelle serenate della vecchia Atene. La sua poesia Ανθισμένη αμυγδαλιά (Il mandorlo in fiore) è diventata una καντάδα classica, una canzone che gli studenti cantano ancora con la chitarra, e ha dato il titolo a un film del 1959. La sua casa a Kifisià, sulla strada per la stazione, appartiene al comune e dal 1997 ospita il Museo Drosinis, con il suo studio, ritratti e manoscritti, accanto alla biblioteca pubblica che porta il suo nome. Molte città greche hanno una Οδός Δροσίνη, di solito vicino a una via intitolata a Palamas. Poiché morì nel 1951, la sua opera è di pubblico dominio, e i testi greci delle sue poesie sono liberamente disponibili in rete.

Lo sapevi?

  • Pubblicò la prima raccolta a vent'anni, nel 1880, e l'ultima a ottantasette, nel 1947.
  • Per cinquant'anni guidò la Società per la diffusione dei libri utili, che vendeva in tutta la Grecia edizioni economiche di classici e guide pratiche.
  • Gli amici giocavano sul suo nome: δροσιά significa rugiada o frescura, e i suoi versi furono lodati proprio per quella freschezza.
  • Sopravvisse a tutti gli altri poeti della generazione del 1880, morendo a novantun anni nel 1951.

Opere principali

Titolo grecoTitoloAnno
Ιστοί αράχνηςRagnatele1880
ΣταλακτίταιStalattiti1881
ΑμαρυλλίςAmarillide (novella)1886
ΑμάρανταAmaranti1890
Φωτερά σκοτάδιαTenebre luminose1915
Θα βραδιάζειVerrà la sera1930

Una frase da ricordare

Στίχους ποτέ δεν έγραψες εσύ; / Καλότυχος!… αν θες να με πιστέψεις, / μη γράψεις, είν' η τύχη σου χρυσή· / τον ποιητή καθόλου μη ζηλέψεις.

Stichous pote den egrapses esy? / Kalotychos!… an thes na me pistepseis, / mi grapseis, ein' i tychi sou chrysi; / ton poiiti katholou mi zilepseis.

Non hai mai scritto versi? / Beato te!… se vuoi credermi, / non scrivere, la tua sorte è d'oro; / non invidiare affatto il poeta.

Επίλογος, from Σταλακτίται (1881)

Dal testo originale

Il testo come lo ha scritto Georgios Drosinis, di pubblico dominio, con la nostra traduzione a fronte.

«Πίστη»Fede

Una breve poesia completa costruita su un unico ritornello: la fede non è attendere ciò che la natura darà comunque, ma attendere l'impossibile. Il suo demotico semplice mostra quanta strada avesse fatto la lingua di Drosinis dai versi venati di katharevousa delle sue raccolte degli anni Ottanta dell'Ottocento.

Δεν έχεις Πίστη, όταν τα στάχια σουNon hai Fede quando le tue spighe
προσμένεις να γενούν σιτάρι,attendi che diventino frumento,
κι από τ’ άκαρπο δεντρί, που κέντρωσες,e dall'albero sterile che hai innestato
προσμένεις καρπερό βλαστάρι!attendi un germoglio fecondo!
Πίστη έχεις, όταν από το χέρσωμαHai Fede quando dalla terra incolta
κι από τα αστραποκαμένα ξύλα,e dai legni arsi dal fulmine
προσμένεις τους καρπούς ολόδροσουςattendi i frutti tutti freschi di rugiada
και καταπράσινα τα φύλλα.e le foglie verdissime.
Δεν έχεις Πίστη, όταν, πηγαίνονταςNon hai Fede quando, percorrendo
το δρόμο του βουνού, προσμένειςla strada del monte, attendi
να φτάσεις ως το ανάερο ψήλωμαdi giungere all'altezza aerea
κάποιας κορφής μαρμαρωμένης.di qualche vetta fatta marmo.
Πίστη έχεις, όταν, αλυσόδετος,Hai Fede quando, stretto in catene,
μέσα από τα βάθη της αβύσσου,dal profondo dell'abisso
προσμένεις ως τα ουράνια ελεύτεροattendi che fino al cielo, libero,
να φτερουγίσει το κορμί σου.il tuo corpo spieghi le ali.
Δεν έχεις Πίστη, όταν τ’ απόβραδοNon hai Fede quando, al calar della sera,
προσμένεις να προβάλλουν τ άστρα,attendi che spuntino le stelle,
και με του πετεινού το λάλημαe che al canto del gallo
να φέξη η αυγή ροδογελάστρα!sorga l'alba dal sorriso di rosa!
Πίστη έχεις, όταν- όσο αλόγιστοHai Fede quando – per quanto insensato
και πλάνο ο νους σου κι αν το ξέρει-e ingannevole la tua mente lo sappia –
προσμένεις ήλιο τα μεσάνυχταattendi il sole a mezzanotte
κι αστροφεγγιά το μεσημέρι.e la luce delle stelle a mezzogiorno.
Δεν έχει Πίστη, όταν, πιστεύοντας,Non hai Fede quando, pur credendo,
ρωτάς την κρίση και τη γνώση!interroghi il giudizio e il sapere!
Δεν έχεις Πίστη, όταν την πίστη σουNon hai Fede quando la tua fede
στο λογικό έχεις θεμελιώσει!l'hai fondata sulla ragione!
Πίστη έχει, όταν κάθε σου όνειροHai Fede quando ogni tuo sogno
το ανάφτεις στο βωμό της τάμα,lo accendi sul suo altare come un voto,
κι αν κάποιο σου τάμα είναι αδύνατο,e se qualche tuo voto è impossibile,
προσμένεις να γενεί το θάμα.attendi che si compia il miracolo.

«Πίστη», complete poem · Testo di pubblico dominio, fonte: el.wikisource.org

A2

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Parole del brano

  • amico
  • lingua
  • piccolo, breve
  • difficile
  • poesia
  • fiore
  • uccello
  • io canto

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