La vita
Ypsilantis nacque a Costantinopoli il 12 dicembre 1792, in una delle grandi famiglie fanariote, l'aristocrazia greca della capitale ottomana. Suo nonno e suo padre, Costantino Ypsilantis, erano stati principi (ospodari) di Moldavia e Valacchia, le terre danubiane governate per il sultano da Greci. Nel 1806 il padre fuggì in Russia e il ragazzo crebbe a San Pietroburgo. Entrò nella guardia imperiale russa, combatté contro Napoleone e nella battaglia di Dresda del 1813 perse il braccio destro. Divenne aiutante di campo dello zar Alessandro I e maggior generale quando non aveva ancora trent'anni.
Nell'aprile 1820 i capi della Filikí Etería, la società segreta fondata a Odessa nel 1814 per preparare un'insurrezione greca, gliene offrirono la guida dopo il rifiuto di Ioannis Kapodistrias. Ypsilantis accettò. Il 22 febbraio 1821 varcò il Prut, entrò in Moldavia a Iași e lanciò il suo proclama ai Greci. La Russia però lo sconfessò, la popolazione locale non insorse con lui e l'esercito ottomano avanzò verso nord. Il 7 giugno 1821 le sue forze furono annientate a Drăgășani, in Valacchia, dove il Ιερός Λόχος (Battaglione sacro) di giovani volontari greci fu quasi distrutto. Ypsilantis fuggì in Austria, dove fu arrestato e tenuto per più di sei anni in prigioni-fortezza. Liberato alla fine del 1827, con la salute distrutta, morì a Vienna il 31 gennaio 1828.
Le opere

Il merito di Ypsilantis fu di dare inizio alla Rivoluzione. La Filikí Etería aveva passato anni a reclutare mercanti, marinai, preti e clefti, ma le servivano un nome famoso e un segnale. Un principe, un generale dello zar, un eroe con la manica vuota: era lui quel nome, e molti Greci credevano che dietro di lui ci fosse la Russia. Quando varcò il Prut, la notizia si diffuse in tutto il mondo greco e in poche settimane il Peloponneso, le isole e la Grecia centrale erano insorti. Fu la rivolta del sud, non la campagna del nord, a diventare la guerra che creò la Grecia moderna.
Il suo proclama del 24 febbraio 1821 a Iași, «Μάχου υπέρ πίστεως και πατρίδος» (Combatti per la fede e la patria), si apre con le celebri parole «Η ώρα ήλθεν, ω Άνδρες Έλληνες!» (L'ora è giunta, uomini di Grecia!) e invita tutti i Greci a seguire l'esempio dei loro antenati. La campagna nelle terre danubiane fu mal preparata e presto perduta; gli storici ne attribuiscono la colpa sia alla sua inesperienza sia al tradimento di alleati locali. Eppure il Battaglione sacro, gli studenti e i giovani mercanti caduti a Drăgășani sotto una bandiera con la fenice, divenne una delle leggende fondatrici della nazione. Suo fratello Dimitrios Ypsilantis scese al sud e combatté per tutta la guerra in Grecia.
L’eredità nella Grecia di oggi
I Greci ricordano Ypsilantis come l'uomo che diede il segnale. Vie e piazze chiamate Υψηλάντου si trovano in quasi ogni città, e ad Atene una nota via di Kolonaki porta il nome della famiglia. Dal 1964 i suoi resti riposano ad Atene, nel parco del Pedion tou Areos, tra i busti degli eroi del 1821. Ogni 25 marzo gli scolari imparano l'inizio del suo proclama, «Η ώρα ήλθεν», e la storia del Battaglione sacro. Dall'altra parte dell'Atlantico, la città di Ypsilanti nel Michigan porta il nome di suo fratello Dimitrios. Un buon consiglio: visitate il Pedion tou Areos e cercate il suo monumento, oppure leggete ad alta voce la prima riga del proclama; è un greco antico e solenne, ma ogni parola si capisce ancora.
Lo sapevi?
- Perse il braccio destro combattendo contro Napoleone nella battaglia di Dresda del 1813.
- Kapodistrias, poi primo governatore della Grecia, aveva rifiutato la guida della Filikí Etería prima che Ypsilantis la accettasse.
- Trascorse gli ultimi anni della sua vita in prigioni austriache e non vide mai la Grecia libera.
- Ypsilanti, nel Michigan, prende il nome da suo fratello Dimitrios, non da lui.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Η μάχη της Δρέσδης | Battaglia di Dresda, dove perse il braccio | 1813 |
| Αρχηγός της Φιλικής Εταιρείας | Capo della Filikí Etería | 1820 |
| Το πέρασμα του Προύθου | Passaggio del Prut | 1821 |
| «Μάχου υπέρ πίστεως και πατρίδος» | Proclama «Combatti per la fede e la patria», Iași | 1821 |
| Η μάχη του Δραγατσανίου | Battaglia di Drăgășani e il Battaglione sacro | 1821 |
Dalle opere



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Una frase da ricordare
Η ώρα ήλθεν, ω Άνδρες Έλληνες!
Nel greco di oggiΉρθε η ώρα, Έλληνες!
I ora ilthen, o Andres Ellines!
L'ora è giunta, uomini di Grecia!

























