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Alessandro Ypsilantis
Dionysios Tsokos · Public domain · Wikimedia Commons

A2Grecia moderna · Capo della Filikí Etería

Alessandro Ypsilantis

Αλέξανδρος Υψηλάντης

1792 – 1828 · Costantinopoli; Russia; Iași

Alessandro Ypsilantis (Αλέξανδρος Υψηλάντης, 1792–1828), scritto anche Alexander Ypsilanti, fu un principe greco di Costantinopoli e un generale dell'esercito russo. Come capo della società segreta Φιλική Εταιρεία (Filikí Etería, Società degli amici) varcò il fiume Prut entrando in Moldavia il 22 febbraio 1821 e chiamò i Greci alle armi. La sua campagna fallì, ma fu la scintilla della guerra d'indipendenza greca.

La vita

Ypsilantis nacque a Costantinopoli il 12 dicembre 1792, in una delle grandi famiglie fanariote, l'aristocrazia greca della capitale ottomana. Suo nonno e suo padre, Costantino Ypsilantis, erano stati principi (ospodari) di Moldavia e Valacchia, le terre danubiane governate per il sultano da Greci. Nel 1806 il padre fuggì in Russia e il ragazzo crebbe a San Pietroburgo. Entrò nella guardia imperiale russa, combatté contro Napoleone e nella battaglia di Dresda del 1813 perse il braccio destro. Divenne aiutante di campo dello zar Alessandro I e maggior generale quando non aveva ancora trent'anni.

Nell'aprile 1820 i capi della Filikí Etería, la società segreta fondata a Odessa nel 1814 per preparare un'insurrezione greca, gliene offrirono la guida dopo il rifiuto di Ioannis Kapodistrias. Ypsilantis accettò. Il 22 febbraio 1821 varcò il Prut, entrò in Moldavia a Iași e lanciò il suo proclama ai Greci. La Russia però lo sconfessò, la popolazione locale non insorse con lui e l'esercito ottomano avanzò verso nord. Il 7 giugno 1821 le sue forze furono annientate a Drăgășani, in Valacchia, dove il Ιερός Λόχος (Battaglione sacro) di giovani volontari greci fu quasi distrutto. Ypsilantis fuggì in Austria, dove fu arrestato e tenuto per più di sei anni in prigioni-fortezza. Liberato alla fine del 1827, con la salute distrutta, morì a Vienna il 31 gennaio 1828.

Le opere

Il merito di Ypsilantis fu di dare inizio alla Rivoluzione. La Filikí Etería aveva passato anni a reclutare mercanti, marinai, preti e clefti, ma le servivano un nome famoso e un segnale. Un principe, un generale dello zar, un eroe con la manica vuota: era lui quel nome, e molti Greci credevano che dietro di lui ci fosse la Russia. Quando varcò il Prut, la notizia si diffuse in tutto il mondo greco e in poche settimane il Peloponneso, le isole e la Grecia centrale erano insorti. Fu la rivolta del sud, non la campagna del nord, a diventare la guerra che creò la Grecia moderna.

Il suo proclama del 24 febbraio 1821 a Iași, «Μάχου υπέρ πίστεως και πατρίδος» (Combatti per la fede e la patria), si apre con le celebri parole «Η ώρα ήλθεν, ω Άνδρες Έλληνες!» (L'ora è giunta, uomini di Grecia!) e invita tutti i Greci a seguire l'esempio dei loro antenati. La campagna nelle terre danubiane fu mal preparata e presto perduta; gli storici ne attribuiscono la colpa sia alla sua inesperienza sia al tradimento di alleati locali. Eppure il Battaglione sacro, gli studenti e i giovani mercanti caduti a Drăgășani sotto una bandiera con la fenice, divenne una delle leggende fondatrici della nazione. Suo fratello Dimitrios Ypsilantis scese al sud e combatté per tutta la guerra in Grecia.

L’eredità nella Grecia di oggi

I Greci ricordano Ypsilantis come l'uomo che diede il segnale. Vie e piazze chiamate Υψηλάντου si trovano in quasi ogni città, e ad Atene una nota via di Kolonaki porta il nome della famiglia. Dal 1964 i suoi resti riposano ad Atene, nel parco del Pedion tou Areos, tra i busti degli eroi del 1821. Ogni 25 marzo gli scolari imparano l'inizio del suo proclama, «Η ώρα ήλθεν», e la storia del Battaglione sacro. Dall'altra parte dell'Atlantico, la città di Ypsilanti nel Michigan porta il nome di suo fratello Dimitrios. Un buon consiglio: visitate il Pedion tou Areos e cercate il suo monumento, oppure leggete ad alta voce la prima riga del proclama; è un greco antico e solenne, ma ogni parola si capisce ancora.

Lo sapevi?

  • Perse il braccio destro combattendo contro Napoleone nella battaglia di Dresda del 1813.
  • Kapodistrias, poi primo governatore della Grecia, aveva rifiutato la guida della Filikí Etería prima che Ypsilantis la accettasse.
  • Trascorse gli ultimi anni della sua vita in prigioni austriache e non vide mai la Grecia libera.
  • Ypsilanti, nel Michigan, prende il nome da suo fratello Dimitrios, non da lui.

Opere principali

Titolo grecoTitoloAnno
Η μάχη της ΔρέσδηςBattaglia di Dresda, dove perse il braccio1813
Αρχηγός της Φιλικής ΕταιρείαςCapo della Filikí Etería1820
Το πέρασμα του ΠρούθουPassaggio del Prut1821
«Μάχου υπέρ πίστεως και πατρίδος»Proclama «Combatti per la fede e la patria», Iași1821
Η μάχη του ΔραγατσανίουBattaglia di Drăgășani e il Battaglione sacro1821

Una frase da ricordare

Η ώρα ήλθεν, ω Άνδρες Έλληνες!

Nel greco di oggiΉρθε η ώρα, Έλληνες!

I ora ilthen, o Andres Ellines!

L'ora è giunta, uomini di Grecia!

Proclamation «Μάχου υπέρ πίστεως και πατρίδος», Iași, 24 February 1821
A2

Leggi di Alessandro Ypsilantis in greco (A2)

Parole del brano

  • ora, tempo
  • generale
  • battaglia
  • la Rivoluzione
  • mano, braccio
  • capo
  • fiume
  • prigione

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