La vita
Haris Alexiou è nata a Tebe nel 1950. Il suo nome compare anche come Charis Alexiou, mentre il pubblico usa spesso l’affettuoso Haroula. Ha iniziato a incidere nel 1970 con una canzone di Vasilis Vasileiadis e Pythagoras. Un incontro importante è stato quello con Apostolos Kaldaras: ha cantato accanto a Giorgos Dalaras nell’album Μικρά Ασία (Asia Minore), un progetto che univa storia e canto popolare. La sua crescita è avvenuta in un ambiente in cui interpreti, compositori e parolieri lavoravano a stretto contatto, contribuendo ciascuno a una parte diversa della canzone.
Il primo album solista, 12 Λαϊκά Τραγούδια (Dodici canzoni popolari), è uscito nel 1975. Le collaborazioni con Manos Loizos, Christos Nikolopoulos, Nikos Antypas e molti altri hanno ampliato gradualmente il repertorio. I concerti l’hanno portata fuori dalla Grecia, in Europa e in altri continenti. Ha sviluppato anche una propria voce autoriale, aggiungendo testi e musica al lavoro d’interprete. In seguito ha esplorato teatro, cinema e televisione, partecipando anche a Maestro di Christoforos Papakaliatis. La sua carriera racconta così ripetuti inizi artistici: una cantante affermata ha continuato a imparare come comunicare attraverso il mondo drammatico di un altro creatore. Nel giugno 2020 ha annunciato alla radio ERT il ritiro dal canto professionale.
Le opere

Le incisioni di Alexiou offrono diverse vie verso la canzone greca moderna. In 12 Λαϊκά Τραγούδια (Dodici canzoni popolari, 1975) si incontra l’emozione diretta del laiko, tradizione popolare urbana. L’album comprende Δημητρούλα μου (Dimitroula mia). Il titolo è già una piccola lezione di lingua: un nome familiare e il possessivo μου fanno sentire l’affetto prima che lo studente comprenda un’intera strofa. Qui Alexiou è l’interprete; il disco accredita diversi compositori e parolieri.
Τα Τραγούδια της Χαρούλας (Le Canzoni di Haroula, 1979) riunisce musiche di Manos Loizos e testi di Pythagoras e Manolis Rasoulis. Include Όλα σε θυμίζουν (Tutto mi ricorda te) e Τίποτα δεν πάει χαμένο (Nulla va perduto). Δι’ ευχών (Attraverso le preghiere, 1992), con musica di Nikos Antypas, apre a un altro suono; fra i parolieri figurano Lina Nikolakopoulou e la stessa Alexiou. Confrontate arrangiamento, ritmo e peso della voce invece di considerare tutti gli album dello stesso stile. Anche Οδός Νεφέλης ’88 (Via Nefelis 88, 1995), Ψίθυροι (Sussurri, 2000) e Reworks (2023) permettono di seguirne i cambiamenti.
L’eredità nella Grecia di oggi
Alexiou collega la collezione di dischi allo schermo. Chi la scopre in Maestro può tornare alle registrazioni e ascoltare un’altra forma di racconto. Il sito ufficiale raccoglie una discografia datata e gli elenchi dei brani, rendendo possibile esplorare la carriera senza dipendere da una playlist anonima. Scegliete un album degli anni Settanta e uno degli anni Novanta, ascoltate un brano di ciascuno e annotate gli strumenti e tre parole riconosciute. Poi confrontate un’esibizione filmata con una scena drammatica. Notate come una pausa, un respiro o un cambiamento d’accento trasmettano significato sia nel canto sia nel parlato.
Lo sapevi?
- Haroula è la forma familiare con cui molti conoscono Haris Alexiou.
- La discografia ufficiale data il primo album solista al 1975.
- L’album Δι’ ευχών del 1992 include Alexiou fra i parolieri.
- Fra i successivi lavori di recitazione figura la serie televisiva Maestro.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| 12 Λαϊκά Τραγούδια | Dodici canzoni popolari | 1975 |
| Τα Τραγούδια της Χαρούλας | Le Canzoni di Haroula | 1979 |
| Δι’ ευχών | Attraverso le preghiere | 1992 |
| Οδός Νεφέλης ’88 | Via Nefelis 88 | 1995 |
| Ψίθυροι | Sussurri | 2000 |
| Reworks | Reworks: nuove versioni | 2023 |
Una frase da ricordare
Ναι, πιάνω τον εαυτό μου να ονειρεύεται ακόμα!
Nai, piano ton eafto mou na oneirevetai akoma!
Sì, mi sorprendo ancora a sognare!

























































































