La vita
Evgenia Fakinou nasce ad Alessandria d’Egitto nel 1945 e cresce ad Atene. Studia grafica e si forma come guida turistica, poi lavora come grafica per riviste. Nel 1975 crea Ντενεκεδούπολη (La città dei barattoli), teatro di oggetti con contenitori scartati e materiali comuni. Dare movimento e parola agli oggetti trasforma una piccola scena in spazio di domande su comunità e potere. Nell’intervista del 2025 ricorda cinque lavori rappresentati dal 1975 al 1981. Il progetto appartiene ai cambiamenti culturali dopo la dittatura, quando il teatro infantile affronta la politica con la fantasia.
Il primo romanzo, Αστραδενή (Astradeni), esce nel 1982. Pur avendo una ragazza come protagonista, non nasce, precisa l’autrice, come romanzo per adolescenti. Seguono numerose opere per adulti, accanto ai precedenti libri illustrati e al teatro. Η μέθοδος της Ορλεάνης (Il metodo di Orléans) riceve il Premio dei lettori nel 2005. Φιλοδοξίες κήπου (Ambizioni di giardino), uscito nel 2007, ottiene il Premio statale del racconto per il 2008. Le traduzioni diffondono l’opera; le voci greche conservano differenze tra generazioni, luoghi e pensieri difficili da esprimere.
Le opere

In Ντενεκεδούπολη (La città dei barattoli), barattoli scartati creano una comunità i cui incontri mostrano potere, collaborazione e resistenza. Il teatro di oggetti cambia il modo di guardare ciò che si butta. Il Teatro nazionale della Grecia del Nord torna al materiale con Στη Ντενεκεδούπολη (Nella città dei barattoli), produzione del 2011 che combina oggetti, teatro nero e animazione. Il programma attribuisce a Fakinou il testo e a Giannis Markopoulos la musica. L’unione di racconto, materia e spettacolo spiega la continuità oltre la prima piccola scena.
Αστραδενή (Astradeni) racconta la migrazione interna attraverso una ragazza che lascia Simi per Atene con la famiglia. Scuola, lavoro e attese sconosciute rendono il trasferimento più di un cambio d’indirizzo. Το έβδομο ρούχο (Il settimo abito, 1983) lega tre generazioni femminili a storia e mito. Φιλοδοξίες κήπου (Ambizioni di giardino, 2007) fa dialogare Ifigenia, Arianna e Robinson Crusoe. Γράμματα στη Χιονάτη (Lettere a Biancaneve, 2020) segue una donna in un villaggio abbandonato e una misteriosa ragazza silenziosa. Realtà e fantasia convivono. Il teatro di oggetti offre un primo passo concreto prima delle voci narrative più impegnative.
L’eredità nella Grecia di oggi
Il teatro di oggetti di Fakinou continua in produzioni come Στη Ντενεκεδούπολη (Nella città dei barattoli) del Teatro nazionale della Grecia del Nord. Aprite la presentazione dello spettacolo del 2011 e cercate άδεια (vuoti) nella descrizione dei barattoli. Disegnate contenitore e coperchio, inventate un nome per la vostra marionetta e due battute. Svuotate un contenitore di bottoni: Το κουτί είναι άδειο (Il contenitore è vuoto). Rimetteteli: Το κουτί είναι γεμάτο (Il contenitore è pieno). άδειο e γεμάτο concordano con il nome neutro κουτί. Descrivete il disegno a un compagno e spiegate quale oggetto serve dopo. La fantasia teatrale incontra così la lingua domestica.
Lo sapevi?
- Lavorò come grafica per riviste.
- Ντενεκεδούπολη (La città dei barattoli) usa oggetti scartati come interpreti.
- Nel 2025 precisa che Αστραδενή (Astradeni) non nasce come romanzo per adolescenti.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Ντενεκεδούπολη — αντικειμενοθέατρο | La città dei barattoli — teatro di oggetti | 1975 |
| Αστραδενή | Astradeni | 1982 |
| Το έβδομο ρούχο | Il settimo abito | 1983 |
| Η μέθοδος της Ορλεάνης | Il metodo di Orléans | 2005 |
| Φιλοδοξίες κήπου | Ambizioni di giardino | 2007 |
| Γράμματα στη Χιονάτη | Lettere a Biancaneve | 2020 |
Una frase da ricordare
Η γραφή παρηγορεί αλλά δεν επουλώνει τα τραύματα.
I grafí parigorí allá den epoulóni ta trávmata.
La scrittura consola ma non guarisce le ferite.

























































































