La vita
Souris nacque nel 1853 a Ermoupoli, sull'isola di Siro, allora il porto e la città commerciale più attiva del giovane Stato greco. Cominciò a scrivere versi da scolaro e andò ad Atene a studiare all'università, ma la poesia e il giornalismo presero presto il sopravvento. Nell'Atene degli anni Settanta e Ottanta dell'Ottocento, una piccola capitale piena di caffè, giornali e liti politiche, un uomo capace di rimare in fretta e di far ridere aveva un pubblico pronto.
Nel 1883 fondò Ο Ρωμηός (Il Romios). Era un giornale diverso dagli altri: ogni parola era in versi, e quasi tutto era scritto dallo stesso Souris. Settimana dopo settimana, sotto i governi di Charilaos Trikoupis e Theodoros Deligiannis, attraverso la sconfitta del 1897 e le guerre balcaniche, commentò le notizie in rima. Il giornale si vendeva per strada e si leggeva ad alta voce nei caffè, e i politici lo temevano, perché un distico divertente viaggiava più veloce di qualsiasi discorso. Souris pubblicò anche raccolte di poesie e tradusse in versi neogreci commedie di Aristofane, l'antico maestro della satira politica. Lo leggevano tutti, dai ministri ai bottegai, e per una generazione fu il poeta più popolare della Grecia. Mandò avanti il giornale quasi fino alla fine della sua vita e morì ad Atene nel 1919.
Le opere

Il cuore di Ο Ρωμηός era un dialogo tra due personaggi. Ο Φασουλής (Fasoulis) è l'uomo del popolo, semplice e dalla lingua tagliente, con un nome preso in prestito dall'eroe del teatro dei burattini greco; ο Περικλέτος (Perikletos) è il suo amico più pomposo e credulone. Ogni settimana si incontravano e discutevano dell'ultimo scandalo, delle nuove tasse, di un'elezione, di un governo che prometteva tutto e non faceva niente. Attraverso di loro Souris rideva delle abitudini in cui i greci si riconoscevano: le chiacchiere infinite nel καφενείο, i favori agli amici, l'amore per i titoli, l'ammirazione per tutto ciò che è straniero e il divario tra la gloria della Grecia antica e il piccolo, povero e litigioso regno del suo tempo.
La sua lingua era vicina al greco parlato di Atene, mescolata a comici frammenti di katharevousa ampollosa quando voleva prendere in giro i funzionari. I suoi versi sono leggeri e rapidi, con rime forti che restano in mente, ed è per questo che versi di Souris sono entrati nella lingua di tutti i giorni. Scrisse anche un poema eroicomico, la Φασουλιάδα, parodia dell'Iliade di Omero con Fasoulis come eroe. Souris non era un poeta del sentimento profondo come Solomos o Palamas, e non pretese mai di esserlo. Era un cronista: leggerlo è come leggere trentacinque anni di giornali greci, con il sorriso.
L’eredità nella Grecia di oggi
Souris è l'antenato di tutta la satira politica greca, dalla rivista teatrale del Novecento alla televisione e alle rubriche satiriche di oggi. Ogni volta che un editorialista greco vuole dire che nella politica greca non è cambiato nulla, un distico di Souris è il modo classico per farlo, e i versi a lui attribuiti sul piccolo Stato che spende cento e incassa cinquanta sono tra i più citati in greco. Le sue poesie compaiono nelle antologie scolastiche e su internet, abbastanza brevi da impararle a memoria. Strade di Atene e di altre città greche portano il suo nome. Se visitate Siro, passeggiate per Ermoupoli, con il municipio e il teatro neoclassici: è il porto prospero in cui crebbe.
Lo sapevi?
- Ο Ρωμηός fu scritto interamente in versi, notizie comprese, per circa trentacinque anni.
- Fasoulis prende il nome dall'eroe greco dei burattini Φασουλής, cugino di Pulcinella.
- Tradusse Aristofane, il poeta comico che derideva i politici dell'antica Atene.
- Il titolo del giornale, Ρωμηός, è l'antica parola popolare con cui i greci chiamavano sé stessi.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Ο Ρωμηός (εβδομαδιαία έμμετρη εφημερίδα) | Il Romios (settimanale in versi) | 1883–1918 |
| Ο Φασουλής και ο Περικλέτος | Fasoulis e Perikletos (dialoghi in versi) | from 1883 |
| Φασουλιάδα | La Fasouliade (poema eroicomico sul modello dell'Iliade) | |
| Μεταφράσεις του Αριστοφάνη | Traduzioni delle commedie di Aristofane |
Dalle opere



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Una frase da ricordare
Ποιος είδε κράτος λιγοστό / σ' όλη τη γη μοναδικό
Poios eide kratos ligosto / s' oli ti gi monadiko
Chi mai vide uno Stato così piccolo, / unico in tutto il mondo

























