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Maria Callas
CBS Television · Public domain · Wikimedia Commons

A2Grecia moderna · Soprano

Maria Callas

Μαρία Κάλλας

1923 – 1977 · New York; Atene; Milano; Parigi

Maria Callas (Μαρία Κάλλας, 1923–1977), nata Maria Kalogeropoulou da genitori greci a New York, si formò ad Atene durante la guerra e divenne la cantante d'opera più famosa del Novecento. Sul palcoscenico della Scala di Milano fece di Norma, Tosca, Violetta e Medea donne vive e sofferenti anziché belle voci, e le sue incisioni sono ancora quelle che i cantanti studiano. I greci la chiamano semplicemente η Κάλλας.

La vita

Maria Anna Sofia Cecilia Kalogeropoulou nacque a New York il 2 dicembre 1923, figlia di un farmacista greco del Peloponneso. Nel 1937 la madre riportò le due figlie ad Atene, e l'adolescente paffuta e miope entrò al Conservatorio Nazionale e poi al Conservatorio di Atene, dove il soprano spagnolo Elvira de Hidalgo le insegnò la tecnica belcantistica che divenne il suo marchio. Debuttò professionalmente con l'Opera Nazionale Greca nel 1941, durante l'occupazione tedesca, e cantò la sua prima Tosca ad Atene nel 1942, prima di compiere diciannove anni.

Nel 1945 tornò in America, non trovò lavoro, e nel 1947 fu scritturata per La Gioconda all'Arena di Verona, dove conobbe il direttore d'orchestra Tullio Serafin e l'industriale Giovanni Battista Meneghini, che sposò nel 1949. Gli anni Cinquanta furono il suo grande decennio: la Scala dal 1950, il Covent Garden nel 1952, il Metropolitan Opera nel 1956, produzioni con Luchino Visconti e Franco Zeffirelli, e un celebre dimagrimento di una trentina di chili che la trasformò nella figura elegante delle fotografie.

Nel 1959 lasciò Meneghini per l'armatore Aristotele Onassis, e la relazione, seguita dal matrimonio di lui con Jacqueline Kennedy nel 1968, riempì i giornali per un decennio. La sua voce declinò presto; la sua ultima recita d'opera fu Tosca al Covent Garden nel 1965. Tenne masterclass alla Juilliard School nel 1971-72, fece un'ultima tournée di concerti nel 1973-74 e morì sola nel suo appartamento parigino il 16 settembre 1977, a 53 anni. Nel 1979 le sue ceneri furono disperse nell'Egeo.

Le opere

La Callas non aveva la voce più bella del suo tempo, e lo sapeva. Quello che aveva era un'estensione enorme, una tecnica che le permetteva di cantare la Brünnhilde di Wagner e l'Elvira di Bellini nella stessa settimana, come fece a Venezia nel 1949, e soprattutto il dono di recitare con la voce, così che ogni frase significasse qualcosa. Riportò in vita le opere dimenticate del primo Ottocento, di Bellini, Donizetti e Cherubini, e dimostrò che erano drammi, non semplici sfoggi di fuochi d'artificio vocali.

Il suo ruolo simbolo fu la Νόρμα (Norma) di Bellini, la sacerdotessa druidica divisa tra dovere e amore, che cantò circa novanta volte; la sua Tosca, incisa nel 1953 sotto la direzione di Victor de Sabata, è ancora l'incisione di riferimento dell'opera; la sua Violetta nella La Traviata di Visconti alla Scala nel 1955 e la sua Λουτσία ντι Λάμερμουρ (Lucia di Lammermoor) fecero della scena della pazzia uno studio sul dolore anziché un esercizio vocale. Per i greci i grandi momenti sono le due estati in cui cantò al teatro antico di Epidauro con l'Opera Nazionale Greca, Norma nel 1960 e la Μήδεια (Medea) di Cherubini nel 1961, il ruolo della maga greca che fece suo. Nel 1969 interpretò Medea ancora una volta, senza cantare, nel film Medea di Pier Paolo Pasolini, il suo unico ruolo cinematografico. Le sue incisioni per la EMI, realizzate per lo più a Milano negli anni Cinquanta, restano il nucleo della sua eredità.

L’eredità nella Grecia di oggi

Atene se l'è ripresa. Nel 2023 la città ha aperto il Museo Maria Callas in via Mitropoleos, con i suoi abiti, le lettere, le incisioni e il pianoforte del suo appartamento parigino, e il Teatro Olympia comunale in via Akadimias, dove cantava da giovane, porta oggi il suo nome. Ai visitatori si mostrano le aule del conservatorio dove de Hidalgo le dava lezione, e il teatro di Epidauro pubblicizza ancora le sue estati Callas. Il suo compleanno, il 2 dicembre, porta concerti e omaggi, e il suo nome viene dato a strade e scuole di musica in tutta la Grecia. Per chi studia il primo passo è semplice: ascoltare la sua «Casta diva» dalla Norma o la sua Tosca del 1953, poi guardare il film di Pasolini in cui una Medea greca attraversa il paesaggio della Cappadocia senza cantare una nota.

Lo sapevi?

  • Nel gennaio 1949 a Venezia cantò Brünnhilde nella Die Walküre di Wagner e, pochi giorni dopo, Elvira ne I Puritani di Bellini, due ruoli che quasi nessun soprano affronta nella stessa carriera.
  • Era estremamente miope e riusciva a malapena a vedere il direttore d'orchestra, così imparava ogni partitura a memoria.
  • Il suo unico ruolo cinematografico, la Medea di Pasolini (1969), non contiene alcun canto.
  • Le sue ceneri furono disperse nel Mar Egeo nel 1979, due anni dopo la sua morte a Parigi.

Opere principali

Titolo grecoTitoloAnno
Τόσκα (Αθήνα)Tosca, prime recite ad Atene1942
ΝόρμαNorma (Bellini), il suo ruolo simbolo1948
Λουτσία ντι ΛάμερμουρLucia di Lammermoor (Donizetti)1952
Τραβιάτα (Σκάλα του Μιλάνου, Βισκόντι)La Traviata alla Scala, regia di Visconti1955
Μήδεια στην ΕπίδαυροMedea (Cherubini) a Epidauro1961
Μήδεια (ταινία του Παζολίνι)Medea, film di Pasolini1969

Una frase da ricordare

Υπάρχουν δύο άνθρωποι μέσα μου. Θα ήθελα να είμαι η Μαρία, αλλά υπάρχει και η Κάλλας, που πρέπει να τη σηκώσω στους ώμους μου.

Yparchoun dyo anthropoi mesa mou. Tha ithela na eimai i Maria, alla yparchei kai i Kallas, pou prepei na ti sikoso stous omous mou.

Ci sono due persone in me. Vorrei essere Maria, ma c'è la Callas, di cui devo essere all'altezza.

Television interview with David Frost (1970), spoken in English; Greek rendering ours
A2

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Parole del brano

  • i genitori
  • la madre
  • io studio
  • io canto
  • la guerra
  • famoso
  • la voce
  • il teatro

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