La vita
Quasi tutto ciò che sappiamo di Exekias viene dai suoi vasi. Nessun autore antico racconta la sua vita, perciò non esistono date sicure di nascita o di morte. Gli studiosi collocano la sua attività ad Atene nel terzo quarto del VI secolo a.C., circa 550–525 a.C., un periodo in cui il tiranno Pisistrato governò a lungo la città. In greco il suo nome è Εξηκίας; in caratteri latini compare come Exekias o Execias. Sui vasi stessi è di solito scritto ΕΧΣΕΚΙΑΣ, con chi e sigma dove il greco più tardo usa la sola lettera xi.
Exekias firmava in due modi. Su due vasi scrisse di averli sia dipinti sia fabbricati; su circa dieci o undici altri firmò solo come vasaio, con il verbo «fece». Gli specialisti gli attribuiscono altri vasi in base allo stile, e oggi gli sono collegati una quarantina di pezzi. Diversi suoi vasi recano anche le parole «Onetoride è bello», un’iscrizione di lode per un giovane ateniese, di moda a quel tempo. Molti suoi vasi non furono trovati in Grecia ma in tombe etrusche a Vulci, in Italia, dove la ceramica ateniese era apprezzata e sepolta con i defunti. Per questo le sue opere migliori si trovano oggi a Roma, Londra, Monaco e in altri musei fuori dalla Grecia.
Le opere
Exekias lavorava con la tecnica a figure nere: le figure erano dipinte con una vernice nera lucida sull’argilla arancione, e i dettagli fini, come capelli, mantelli e armature, erano incisi con una punta. Le sue linee sono di rara precisione, e le sue scene sono calme ma piene di tensione.
Sull’anfora del Vaticano (inventario 16757, circa 540–530 a.C.) Achille siede a sinistra, ancora con l’elmo, e Aiace siede a destra. Lettere dipinte danno i loro nomi, e ognuno dichiara un numero: quattro per Achille, tre per Aiace, parole che in greco moderno sono τέσσερα e τρία. Nessun testo antico conservato racconta questa storia; la conosciamo soprattutto dai vasi. L’altro lato mostra i gemelli Castore e Polluce con i genitori Leda e Tindaro. Su un’anfora del British Museum (circa 540 a.C.) Achille uccide la regina delle Amazzoni Pentesilea, e i due nomi sono scritti accanto a loro. Su un’anfora di Boulogne-sur-Mer Exekias mostra Aiace da solo, mentre prepara la spada per la propria morte, e non il gesto stesso. La sua coppa di Monaco (inventario 8729) trasforma l’interno in un mare: Dioniso viaggia su una nave, dall’albero cresce una vite con grappoli e intorno nuotano delfini. Grandi occhi dipinti decorano l’esterno.
L’eredità nella Grecia di oggi
In Grecia Exekias compare in ogni storia dell’arte antica. La storia online dell’arte greca antica del Centro per la lingua greca lo definisce il pittore più importante di tutto lo stile a figure nere e riproduce la sua anfora vaticana. Le sue opere firmate più famose, però, sono in musei all’estero, così la maggior parte di chi studia lo incontra attraverso fotografie. Prova con la foto dell’anfora vaticana in questa pagina. Prima di’ chi siede dove: Ο Αχιλλέας κάθεται αριστερά (Achille siede a sinistra) e Ο Αίαντας κάθεται δεξιά (Aiace siede a destra). Poi di’ i loro numeri: τέσσερα (quattro), τρία (tre). Infine distingui tre cose: l’immagine dipinta, le parole antiche scritte sul vaso e la moderna didascalia del museo accanto.
Lo sapevi?
- Sui suoi vasi il nome è scritto ΕΧΣΕΚΙΑΣ, con ΧΣ dove il greco più tardo scrive Ξ.
- Pittori successivi ripresero la sua scena di Achille e Aiace al gioco su circa 150 vasi.
- Il più antico cratere a calice conservato, un ampio vaso per mescolare il vino, è decorato da Exekias.
- La sua firma sull’anfora vaticana parla con la voce del vaso stesso: «Exekias mi ha dipinto e mi ha fatto».
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Αχιλλέας και Πενθεσίλεια (αμφορέας) | Achille e Pentesilea — anfora, British Museum | c. 540 BC |
| Αχιλλέας και Αίας παίζουν (αμφορέας) | Achille e Aiace che giocano — anfora, Musei Vaticani | c. 540/530 BC |
| Ο Αίας ετοιμάζει την αυτοκτονία του (αμφορέας) | Aiace prepara la sua morte — anfora, Boulogne-sur-Mer | c. 530 BC |
| Ο Διόνυσος στο πλοίο (κύλικα) | Dioniso sulla nave — coppa a occhioni, Monaco | c. 530 BC |
Una frase da ricordare
Ἐχσεκίας ἔγραφσε κἀποίεσέ με
Nel greco di oggiΟ Εξηκίας με ζωγράφισε και με έφτιαξε.
Ekhsekías égraphse kapoíesé me
Exekias mi ha dipinto e mi ha fatto.





























































