La vita
Bouboulina nacque nel maggio 1771 in una prigione di Costantinopoli. Suo padre, Stavrianos Pinotsis, capitano di mare di Idra, aveva preso parte alla fallita rivolta di Orlov del 1770 e vi era detenuto; sua madre Skevo era andata a trovarlo quando la bambina venne alla luce. Il padre morì poco dopo, la madre si risposò con un uomo di Spetses, e la ragazza crebbe su quella piccola isola al largo del Peloponneso orientale, allora una delle comunità marinare più ricche dell'Egeo.
Si sposò due volte, entrambe con capitani di mare, ed entrambe le volte rimase vedova perché il marito fu ucciso combattendo i pirati. Il secondo, Dimitrios Bouboulis, morì nel 1811 e le lasciò una fortuna e diverse navi. Lei tenne il suo nome, rilevò l'impresa e la gestì in prima persona, cosa inaudita per una donna del suo tempo, e la fece crescere. Quando le autorità ottomane cercarono di confiscarle i beni, si recò a Costantinopoli e, secondo la tradizione, ottenne protezione tramite l'ambasciatore russo. Intorno al 1820 fece costruire a Spetses una grande corvetta da diciotto cannoni, l'Αγαμέμνων (Agamennone), e si dice che entrò nella Filiki Etaireia, la società segreta che preparava la rivoluzione.
Quando la guerra d'indipendenza scoppiò nel marzo 1821, vi gettò le sue navi, il suo denaro e i suoi figli. Nelle lotte civili del 1824–25 si schierò con Theodoros Kolokotronis, il cui figlio Panos aveva sposato sua figlia Eleni, e fu rimandata a Spetses in disgrazia. Lì, il 22 maggio 1825, fu uccisa con un colpo di fucile nella propria casa durante una lite con la famiglia Koutsis, dopo che suo figlio era fuggito con la loro figlia.
Le opere

La guerra di Bouboulina si combatté sul mare. Nel marzo 1821 issò la bandiera della rivolta sull'Agamennone nel porto di Spetses e con la propria piccola flotta prese parte al blocco navale di Nauplia, la più forte fortezza ottomana del Peloponneso, che gli isolani mantennero per più di un anno finché la città cadde alla fine del 1822. Le sue navi parteciparono anche all'assedio di Monemvasia, che si arrese nell'estate del 1821. La guerra le costò cara fin dall'inizio: il figlio maggiore, Yiannis Giannouzas, fu ucciso nei combattimenti presso Argo nel 1821.
Nel settembre 1821 fu presente alla caduta di Tripolitsa, la capitale ottomana del Peloponneso, dove le forze greche massacrarono gran parte della popolazione. La tradizione di Spetses vuole che sia entrata a cavallo in città e abbia protetto personalmente dalla strage le donne della casa del pascià. Che ogni dettaglio sia vero o no, la sua fama tra i combattenti era reale: i filelleni stranieri che la incontrarono scrissero di lei con stupore, e il suo ritratto eseguito dall'artista di origine danese Adam Friedel, con il fazzoletto in testa e il volto severo, senza sorriso, divenne l'immagine della guerriera della rivoluzione.
Pagò tutto di tasca propria. Navi, equipaggi, polvere da sparo e cibo per i combattenti inghiottirono gran parte della sua fortuna, e quando morì le restava ben poco. Ciò che lasciò fu l'esempio: una donna greca che, a cinquant'anni, comandava uomini in mare e veniva obbedita.
L’eredità nella Grecia di oggi
A Spetses la sua dimora sopra il porto vecchio è il Museo Bouboulina, gestito dai suoi discendenti, con il suo ritratto, le armi e i mobili; una statua in bronzo si erge sul lungomare della Dapia, e ogni settembre la festa dell'Armata dell'isola rievoca la battaglia navale del 1822 bruciando una nave nella baia. Quasi ogni città greca ha una Οδός Μπουμπουλίνας (via Bouboulina); quella di Atene, accanto al Museo Archeologico Nazionale, è la più nota. Il suo volto comparve sulla moneta da una dracma dal 1988 fino all'euro, e i bambini delle elementari si travestono da lei, fazzoletto compreso, per la parata del 25 marzo. Nel 2018 la Marina greca le ha conferito il grado postumo di contrammiraglio. Il nome è entrato perfino nella lingua: una donna audace e autoritaria viene chiamata «μια Μπουμπουλίνα». Il film Μπουμπουλίνα del 1959 ebbe come protagonista Irene Papas.
Lo sapevi?
- Nacque in una prigione di Costantinopoli, dove sua madre era in visita al padre detenuto.
- Entrambi i suoi mariti erano capitani di mare uccisi dai pirati; il secondo le lasciò le navi e il nome con cui divenne famosa.
- Combatté la guerra a proprie spese e vi spese gran parte della sua fortuna.
- Fu uccisa con un colpo d'arma da fuoco in una lite di famiglia a Spetses nel 1825, quattro anni prima che la Grecia diventasse indipendente; nel 2018 la Marina greca l'ha nominata contrammiraglio.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Αγαμέμνων (πολεμικό πλοίο) | La nave da guerra Agamennone, costruita a Spetses | c. 1820 |
| Ύψωση της σημαίας της Επανάστασης στις Σπέτσες | Innalzamento della bandiera della rivolta a Spetses | 1821 |
| Πολιορκία της Μονεμβασιάς | Assedio di Monemvasia | 1821 |
| Άλωση της Τριπολιτσάς | Caduta di Tripolitsa | 1821 |
| Ναυτικός αποκλεισμός του Ναυπλίου | Blocco navale di Nauplia | 1821–1822 |
Dalle opere




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