La vita
Papantoniou nacque nel 1877 a Karpenisi, una piccola città circondata dai boschi di abeti e dalle alte vette dell'Euritania, nella Grecia centrale. Le montagne della sua infanzia lo accompagnarono per tutta la vita e divennero l'ambientazione del suo libro più famoso. Da giovane si trasferì ad Atene, dove cominciò a scrivere per giornali e riviste letterarie; pubblicò poesie, brevi prose e recensioni, e si fece presto conoscere come critico acuto ed elegante.
Dal 1908 al 1910 visse a Parigi come corrispondente del quotidiano ateniese Εμπρός, scrivendo della vita e dell'arte francesi, e tornò con un'ampia conoscenza della pittura europea. Era un convinto δημοτικιστής, un sostenitore del greco demotico, nella lunga lotta nota come «γλωσσικό ζήτημα» (la questione della lingua) contro la katharevousa dotta e arcaizzante.
Nel 1917 il governo di Eleftherios Venizelos avviò una riforma che portò il greco demotico nelle prime classi della scuola elementare, guidata dagli educatori Alexandros Delmouzos, Dimitris Glinos e Manolis Triantafyllidis. A Papantoniou fu chiesto di scrivere un libro di lettura, e il risultato fu Τα ψηλά βουνά (1918). Nel 1918 fu anche nominato direttore della Pinacoteca Nazionale di Atene, alla quale rimase legato fino alla morte. Nel 1938 fu eletto membro dell'Accademia di Atene. Morì ad Atene il 1º febbraio 1940.
Le opere

Τα ψηλά βουνά (Le alte montagne) racconta la storia di un gruppo di scolari che trascorrono un'estate in montagna con il loro maestro. Lontano dalla città costruiscono da soli le loro capanne, cucinano, si dividono il lavoro, si danno le proprie regole e imparano dal bosco, dagli animali, dai pastori e dal tempo atmosferico. Ogni capitolo è una piccola avventura, e ogni avventura insegna qualcosa: la collaborazione, la responsabilità, l'amore per la natura e per la campagna greca. La lingua è un demotico semplice e vivace, il greco della conversazione quotidiana, scritto perché i bambini lo leggano con piacere.
Fu una rivoluzione. Fino ad allora i bambini greci avevano imparato a leggere su libri in katharevousa, una lingua che a casa non parlavano. I nuovi libri di lettura, di cui Τα ψηλά βουνά è il più famoso, furono attaccati dai conservatori come pericolosi per la religione e la nazione. Dopo le elezioni del 1920 il nuovo governo li ritirò dalle scuole. Il libro tornò più tardi nelle scuole e da allora è stato continuamente ristampato.
Papantoniou fu anche un raffinato prosatore, come nei poemi in prosa di Πεζοί ρυθμοί (Ritmi in prosa, 1923), e per decenni uno dei principali critici d'arte della Grecia, scrivendo sui giornali di pittura greca ed europea.
L’eredità nella Grecia di oggi
Τα ψηλά βουνά è ancora in commercio, e molti greci anziani ricordano di averlo letto a scuola; è un primo libro «vero» naturale per chi impara, perché il suo greco è chiaro e vicino alla lingua di oggi. A Karpenisi è ricordato come lo scrittore della città, e le montagne intorno, il Velouchi e i boschi dell'Euritania, sono esattamente il paesaggio del libro: una passeggiata lì è il miglior commento. Le storie dell'istruzione greca lo citano sempre insieme a Delmouzos, Glinos e Triantafyllidis come parte della battaglia che fece del demotico la lingua delle scuole greche.
Lo sapevi?
- Τα ψηλά βουνά (1918) fu uno dei primi libri scolastici ufficiali greci scritti in demotico anziché in katharevousa.
- Dopo il cambio di governo del 1920 il libro fu ritirato dalle scuole, per tornarvi in seguito.
- Fu nominato direttore della Pinacoteca Nazionale di Atene nel 1918, lo stesso anno in cui uscì il suo libro di lettura.
- Le montagne del libro sono quelle della sua Euritania natale, intorno a Karpenisi.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Τα ψηλά βουνά | Le alte montagne (libro di lettura scolastico) | 1918 |
| Διευθυντής της Εθνικής Πινακοθήκης | Direttore della Pinacoteca Nazionale, Atene | 1918 |
| Χελιδόνια | Rondini (poesie per bambini) | 1920 |
| Πεζοί ρυθμοί | Ritmi in prosa (poemi in prosa) | 1923 |
| Μέλος της Ακαδημίας Αθηνών | Eletto all'Accademia di Atene | 1938 |
Dalle opere


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Una frase da ricordare
Τα ψηλά βουνά
Ta psila vouna
Le alte montagne
























