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Dido Sotiriou
Unknown author · Public domain · Wikimedia Commons

B2Grecia moderna · Romanziera

Dido Sotiriou

Διδώ Σωτηρίου

1909 – 2004 · Aydın (Asia Minore); Atene

Dido Sotiriou (Διδώ Σωτηρίου, 1909–2004) nacque ad Aydın, in Asia Minore, e perse la sua terra a tredici anni, nella Catastrofe del 1922. Quarant'anni dopo trasformò quella perdita in «Ματωμένα χώματα» (Terra insanguinata, nota all'estero anche come Addio Anatolia, 1962), la vita di un contadino greco di un villaggio vicino a Efeso, dagli anni di pace all'incendio di Smirne. Letto in tutte le scuole greche e tradotto in turco, è il libro attraverso cui i greci ricordano l'Anatolia.

La vita

Dido Pappa, poi Sotiriou per matrimonio, nacque il 18 febbraio 1909 ad Aydın, l'Αϊδίνι dei greci, una prospera cittadina dell'entroterra di Smirne dove il padre possedeva una fabbrica. Il mondo della famiglia finì nel 1922, quando la campagna dell'esercito greco in Asia Minore crollò e più di un milione di greci d'Anatolia fuggirono o furono espulsi. I Pappas arrivarono ad Atene rovinati, e Dido crebbe in casa di una zia benestante, che le pagò la scuola e poi gli studi di letteratura francese all'Istituto francese di Atene e a Parigi.

Dagli anni Trenta lavorò come giornalista, in riviste femminili e nella stampa di sinistra. Entrò nel Partito comunista, partecipò alla Resistenza durante l'Occupazione e rimase a sinistra per tutta la vita, più tardi come membro del partito EDA e collaboratrice del quotidiano Avgi. La sorella minore Elli Pappa fu la compagna di Nikos Beloyannis, il dirigente comunista giustiziato nel 1952, e quella storia divenne il suo romanzo «Εντολή» (L'incarico, 1976).

Cominciò a scrivere narrativa solo a cinquant'anni, con «Οι νεκροί περιμένουν» (I morti aspettano, 1959), e «Ματωμένα χώματα» seguì nel 1962. Nel 1990 ricevette il premio Abdi İpekçi per l'amicizia greco-turca. Morì ad Atene il 23 settembre 2004, a novantacinque anni, una donna minuta e acuta diventata quasi la nonna della memoria dei profughi in Grecia.

Le opere

«Οι νεκροί περιμένουν» (1959) è il romanzo autobiografico di una famiglia di profughi: la vita agiata ad Aydın, la fuga del 1922, la povertà di Atene e il risveglio politico di una ragazza che diventa comunista. Introdusse i due temi di tutta la sua opera, l'Asia Minore e la sinistra, e ha già la sua voce, diretta e priva di sentimentalismo.

«Ματωμένα χώματα» (1962) è narrato in prima persona da Manolis Axiotis, un contadino di Kırkıca (oggi Şirince), villaggio greco sulle colline sopra Efeso. La prima parte è un idillio: raccolti, feste, fichi e olive, greci e turchi che vivono fianco a fianco con i piccoli attriti tra vicini. Poi la Prima guerra mondiale manda gli uomini greci dell'Impero ottomano nei battaglioni di lavoro (αμελέ ταμπουρού), dove molti muoiono di fame e di freddo; Manolis sopravvive, diserta, si nasconde. Nel 1919 l'esercito greco sbarca a Smirne e lui viene arruolato, stavolta come soldato; il libro segue l'avanzata in Anatolia e la rotta dell'agosto 1922 fino alle banchine di Smirne in fiamme. Sotiriou costruì il romanzo sugli appunti di un uomo reale, Manolis Axiotis, che aveva vissuto quella vita e le aveva affidato il suo manoscritto. Il suo punto di vista è chiaro e all'epoca insolito in Grecia: i contadini di entrambe le parti sono vittime, e la colpa è delle grandi potenze e dei politici che li mandarono ad ammazzarsi a vicenda. L'addio all'Anatolia nell'ultima pagina è rivolto a un amico turco quanto alla terra perduta.

«Εντολή» (1976) ricostruisce gli ultimi mesi di Nikos Beloyannis, dal processo al plotone d'esecuzione; scrisse anche saggi sulla questione dell'Asia Minore e sulle sue cause.

L’eredità nella Grecia di oggi

«Ματωμένα χώματα» è ristampato ininterrottamente dal 1962, si legge a brani nelle antologie dei licei greci ed è il libro che i greci mettono in mano agli stranieri che chiedono dell'Asia Minore. In Turchia uscì nel 1970 come «Benden Selam Söyle Anadolu'ya» (Salutami l'Anatolia) e da allora vi è letto, ed è per questo che lei è tra i pochi scrittori greci con un pubblico turco. Il villaggio di Şirince, la Kırkıca del romanzo, è oggi una meta turistica vicino a Efeso, e i visitatori greci arrivano con il libro in valigia. Chi ha letto il romanzo capirà perché i quartieri di profughi di Atene e Salonicco portano nomi come Nea Smyrni e Nea Ionia, e perché le canzoni dell'Asia Minore riempiono ancora le taverne greche. Le pagine del sito su Venizelos e su Myrivilis, che combatté nella stessa campagna, completano il quadro.

Lo sapevi?

  • Il narratore Manolis Axiotis è esistito davvero: diede a Sotiriou i quaderni della sua vita, e lei ne fece il romanzo.
  • Pubblicò il primo romanzo a cinquant'anni, dopo una carriera nel giornalismo, e scrisse il suo libro più famoso a cinquantatré.
  • L'edizione turca del 1970 la rese nota in Turchia, e nel 1990 ricevette il premio Abdi İpekçi, intitolato a un giornalista turco assassinato, per il suo contributo all'intesa greco-turca.
  • La sorella Elli Pappa fu la compagna di Nikos Beloyannis, «l'uomo con il garofano», e il romanzo di Sotiriou «Εντολή» racconta la sua storia dall'interno della famiglia.

Opere principali

Titolo grecoTitoloAnno
Οι νεκροί περιμένουνI morti aspettano (romanzo)1959
ΗλέκτραElettra (romanzo)1961
Ματωμένα χώματαTerra insanguinata / Addio Anatolia (romanzo)1962
ΕντολήL'incarico (romanzo su Beloyannis)1976

Una frase da ricordare

Ματωμένα χώματα

Matomena chomata

Terra insanguinata

Title of her 1962 novel, now the Greek shorthand for the lost Asia Minor
B2

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Parole del brano

  • profugo
  • catastrofe, distruzione
  • contadino, agricoltore
  • campagna, spedizione
  • giornalista
  • pago
  • insegno
  • pacifico

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