La vita
Panagiotis Vassilakis nacque ad Atene il 29 ottobre 1925 e crebbe durante l'Occupazione e la guerra civile. Non ebbe alcuna formazione artistica; da giovane disegnava e modellava figure in gesso, guardando la scultura greca antica e cicladica e, in riproduzione, Giacometti e Picasso. Come molti artisti greci della sua generazione lasciò il paese e nel 1954 si stabilì a Parigi, firmando le sue opere semplicemente «Takis».
Lì trovò presto il suo soggetto. Colpito dalla foresta di segnali, luci e antenne delle stazioni ferroviarie, realizzò i primi Signaux (Segnali) a metà degli anni Cinquanta e verso il 1959 cominciò a usare gli elettromagneti. Nel 1960, durante un evento alla galleria Iris Clert di Parigi, il poeta sudafricano Sinclair Beiles fu sospeso per qualche istante nell'aria da un magnete, recitando un manifesto: un uomo nello spazio prima del primo astronauta. Takis lavorò a Londra e negli Stati Uniti e nel 1968 fu fellow al Center for Advanced Visual Studies del MIT. Nel gennaio 1969 entrò al Museum of Modern Art di New York e tolse una delle sue opere da una mostra, per protestare perché era esposta senza il suo consenso; il gesto contribuì a far nascere la Art Workers' Coalition, che si batté per i diritti degli artisti.
Dal 1986 creò una fondazione e un centro di ricerca a Gerakas, a est di Atene, dove visse e lavorò negli ultimi decenni. Nel 2019 la Tate Modern di Londra inaugurò una grande retrospettiva della sua opera. Morì ad Atene il 9 agosto 2019, a 93 anni.
Le opere

Takis voleva rendere visibile l'energia. I suoi Segnali sono sottili aste d'acciaio flessibili, a volte alte diversi metri, sormontate da lampade, piccoli oggetti o frammenti di metallo; oscillano al vento e lampeggiano come le luci di segnalazione di un aeroporto, un paesaggio tecnologico trasformato in poesia. Le sue sculture magnetiche, o télésculptures, usano elettromagneti nascosti per tenere sospesi chiodi, aghi, coni e sfere di metallo, che tremano nell'aria senza toccare nulla, così che la forza stessa diventa l'opera.
Dalla metà degli anni Sessanta trasformò il magnetismo in suono con le sue Musicales: un ago o una sfera di metallo, attirati avanti e indietro da un magnete, colpiscono un'unica corda amplificata, producendo una musica lenta, profonda, quasi cosmica. Collaborò con musicisti e scienziati, e amava dire che l'arte e la scienza cercano la stessa cosa.
La sua opera pubblica più nota è il Bassin Takis alla Défense, il quartiere degli affari di Parigi, completato intorno al 1990: una lunga vasca da cui si alzano decine di alti segnali luminosi che brillano di notte tra i grattacieli degli uffici. Altri Segnali si trovano in piazze e giardini a Parigi, Atene e altrove. La sua opera appartiene all'arte cinetica degli anni Cinquanta e Sessanta, accanto a Jean Tinguely e Yaacov Agam, ma con qualcosa di inconfondibilmente greco: l'amore per la luce, per il cielo e per una forma semplice, quasi arcaica.
L’eredità nella Grecia di oggi
Ad Atene si può visitare la Fondazione Takis (Ίδρυμα Τάκις) a Gerakas, il complesso di casa e studi dove visse e lavorò, dove Segnali e opere magnetiche si trovano in giardino e nello studio; apre in orari stabiliti, quindi informatevi prima di andare. A Parigi, prendete la metropolitana fino alla Défense al tramonto e passeggiate lungo la vasca dei segnali luminosi. Le sue opere sono nelle collezioni del Centre Pompidou, della Tate e del MoMA e al Museo Nazionale d'Arte Contemporanea (EMST) di Atene. I giornali e la televisione greci gli resero omaggio nel 2019, quando la retrospettiva della Tate lo fece conoscere a una nuova generazione.
Lo sapevi?
- Non frequentò mai una scuola d'arte; si formò da solo ad Atene prima di trasferirsi a Parigi nel 1954.
- Nel 1960 fece fluttuare un poeta a mezz'aria in una galleria parigina, trattenuto da un magnete.
- Nel 1969 tolse per protesta una sua scultura da una mostra al MoMA di New York.
- «Takis» è semplicemente il comune diminutivo greco di Panagiotis, e divenne la sua unica firma.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Σήματα (Signaux) | Segnali | from 1955 |
| Τηλεγλυπτά (Télésculptures) | Sculture magnetiche (Télésculptures) | from 1959 |
| Ο άνθρωπος στο διάστημα (με τον Sinclair Beiles) | Un uomo nello spazio (con Sinclair Beiles), galleria Iris Clert | 1960 |
| Μουσικά (Musicales) | Musicales (sculture musicali) | from c. 1965 |
| Η λίμνη του Τάκις στη Λα Ντεφάνς | Il Bassin Takis alla Défense, Parigi | c. 1990 |
Dalle opere

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Una frase da ricordare
Ο Τάκις, χαρούμενος οργωτής των μαγνητικών πεδίων.
O Takis, charoumenos orgotis ton magnitikon pedion.
Takis, allegro aratore dei campi magnetici.
























