La vita
Parthenis nacque ad Alessandria d'Egitto il 10 maggio 1878, nella prospera comunità greca della città. Dal 1895 al 1903 studiò pittura all'Accademia di Belle Arti di Vienna, quando la città era animata dalla Secessione di Gustav Klimt e dal suo amore per la decorazione, le superfici piatte e le figure simboliche. Arrivò ad Atene nel 1903, ma lì l'arte greca era ancora dominata dal realismo dei pittori formatisi a Monaco, come Gyzis e Lytras, e la sua opera sembrò strana.
Intorno al 1909 andò a Parigi, dove scoprì i postimpressionisti e i pittori del gruppo dei Nabis, e la sua tavolozza divenne più chiara e più libera. Tornato in Grecia, trascorse diversi anni a Corfù dipingendone gli uliveti e le rive, e nel 1917 fu tra i fondatori del gruppo Τέχνη (Arte), che riuniva artisti desiderosi di un'arte greca moderna.
La sua nomina a professore alla Scuola di Belle Arti di Atene fu di per sé una battaglia: la sua prima candidatura, nel 1923, fu respinta, e fu nominato solo nel 1929, con una legge speciale; per quasi due decenni il suo studio fu il luogo in cui i giovani modernisti della Generazione degli anni Trenta impararono a dipingere. Dopo essersi dimesso dalla Scuola nel 1947 visse in un isolamento crescente; paralizzato e povero negli ultimi anni, morì ad Atene il 25 luglio 1967.
Le opere

Un quadro di Parthenis si riconosce subito. Le figure sono lunghe e snelle, i contorni tracciati con una linea ferma e fluida, i colori pallidi, azzurri argentei, rosa e ocra, e tutto sembra illuminato dall'interno. Lo spazio è appiattito, come in un'icona bizantina o in un affresco, e il corpo umano perde il suo peso. Prese idee da Vienna e da Parigi, ma le mescolò con ciò che considerava essenzialmente greco: la luce limpida dell'Egeo, la calma della scultura antica e la spiritualità della pittura bizantina.
I suoi soggetti sono molto vari. Ci sono opere religiose come Ευαγγελισμός (L'Annunciazione, 1910–1911 circa), paesaggi di Corfù e dell'Attica, e scene mitologiche, soprattutto quadri di Ηρακλής (Eracle) in un mondo onirico e danzante; Ο Ηρακλής μάχεται με τις Αμαζόνες (Eracle combatte le Amazzoni) vinse una medaglia d'oro all'Esposizione internazionale di Parigi del 1937. Il suo quadro più famoso, Η Αποθέωση του Αθανασίου Διάκου (L'Apoteosi di Athanasios Diakos, completata nel 1933), mostra l'eroe del 1821 non come un martire sullo spiedo ma come una figura luminosa che sale verso il cielo, circondata da presenze simboliche.
A Parthenis interessava meno raccontare una storia che creare armonia e luce spirituale, ed è questo che lo rese così importante: dimostrò che un pittore greco poteva essere moderno senza smettere di essere greco.
L’eredità nella Grecia di oggi
Il posto migliore per conoscere Parthenis è la Pinacoteca Nazionale di Atene, che conserva un ampio gruppo di sue opere, molte donate dalla figlia Sofia; la stessa Apoteosi di Athanasios Diakos appartenne per decenni alla collezione del banchiere Spyros Loverdos e fu venduta all'asta a Parigi nel 2021. Le storie dell'arte greche lo considerano il punto di partenza del modernismo greco, e pittori della Generazione degli anni Trenta, tra cui Ghiannis Tsarouchis e Nikos Engonopoulos, studiarono nel suo studio alla Scuola di Belle Arti. Guardate uno dei suoi paesaggi accanto a un quadro realista di Lytras o di Gyzis, e vedrete in un attimo che cosa è cambiato nell'arte greca nel Novecento.
Lo sapevi?
- Nacque ad Alessandria, come il poeta Kavafis, e si formò a Vienna all'epoca di Klimt e della Secessione.
- La sua prima candidatura a una cattedra alla Scuola di Belle Arti fu respinta nel 1923; fu nominato nel 1929 solo grazie a una legge speciale.
- Tsarouchis ed Engonopoulos, due dei pittori greci più noti del Novecento, furono suoi allievi; anche Moralis trascorse un paio di mesi nel suo studio.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Ευαγγελισμός | L'Annunciazione | c. 1910–1911 |
| Τοπία της Κέρκυρας | Paesaggi di Corfù | 1910s |
| Η Αποθέωση του Αθανασίου Διάκου | L'Apoteosi di Athanasios Diakos | 1933 |
| Ο Ηρακλής μάχεται με τις Αμαζόνες | Eracle combatte le Amazzoni (medaglia d'oro, Parigi 1937) | by 1937 |
Una frase da ricordare
Ο Παρθένης άνοιξε τα μάτια μας σε μια ακόμη, έως τότε άγνωστη, μορφή του τόπου μας.
O Parthenis anoixe ta matia mas se mia akomi, eos tote agnosti, morfi tou topou mas.
Parthenis ci ha aperto gli occhi su un altro volto della nostra terra, fino ad allora sconosciuto.
























