grecfacilegrecfacile

B2Grecia moderna · Poetessa

Kiki Dimulà

Κική Δημουλά

1931 – 2020 · Atene

Kiki Dimulà (Κική Δημουλά, 1931–2020; in grafia latina anche Dimoula) trascorse venticinque anni come impiegata alla Banca di Grecia e scrisse, la sera, alcune delle poesie più originali del greco moderno. I suoi temi sono l'assenza, le vecchie fotografie, il tempo che passa e gli oggetti quotidiani, e il suo trucco è far parlare la grammatica: in una poesia l'amore è «un nome, molto sostantivo, di numero singolare». Fu la prima poetessa eletta all'Accademia di Atene e la poetessa greca più letta della sua generazione.

La vita

Vasiliki Radou nacque ad Atene il 6 giugno 1931 e visse in città per tutta la vita. Finita la scuola, entrò nel 1949 alla Banca di Grecia come impiegata e vi rimase per un quarto di secolo. La sua prima piccola raccolta, Ποιήματα (Poesie), uscì nel 1952, quando aveva ventun anni; in seguito la rinnegò come opera giovanile. Nel 1954 sposò il poeta Athos Dimulàs, di quindici anni più anziano, che la incoraggiò e di cui mantenne il cognome come nome d'arte. Ebbero due figli.

I suoi primi libri, Έρεβος (Erebo, 1956), Ερήμην (In contumacia, 1958) ed Επί τα ίχνη (Sulle tracce, 1963), passarono quasi inosservati. La svolta arrivò con Το λίγο του κόσμου (Il poco del mondo, 1971), seguito dieci anni dopo da Το τελευταίο σώμα μου (Il mio ultimo corpo, 1981). Dietro Χαίρε ποτέ (Salve, mai, 1988) c'è la morte del marito nel 1985; il libro vinse il Premio di Stato per la poesia e la rese famosa ben oltre i circoli letterari.

Da allora ogni nuovo libro fu un evento: Η εφηβεία της λήθης (L'adolescenza dell'oblio, 1994), Ενός λεπτού μαζί (Un minuto insieme, 1998), Χλόη θερμοκηπίου (Erba di serra, 2005) e altri. Nel 2002 fu eletta all'Accademia di Atene, nel 2009 ricevette a Strasburgo il Premio europeo per la letteratura e nel 2010 il Gran Premio di Stato per l'opera di una vita. Morì ad Atene il 22 febbraio 2020, a ottantotto anni.

Le opere

Le poesie di Dimulà sembrano brevi appunti dal tono colloquiale e si rivelano piene di trappole. Il suo espediente preferito è prendere alla lettera il linguaggio della grammatica e della burocrazia. In Πληθυντικός αριθμός (Numero plurale), da Το λίγο του κόσμου, declina l'amore e la paura come parole in un esercizio scolastico: l'amore è un nome, singolare, «di genere indifeso». In Σημείο αναγνωρίσεως (Segno di riconoscimento) si rivolge alla statua di una donna con le mani legate e insiste a chiamarla donna, non statua. I nomi astratti, l'assenza, l'oblio, il caso, la memoria, attraversano le sue poesie come persone con un mestiere e degli umori.

L'altro suo grande tema è la fotografia. Le vecchie istantanee, con i sorrisi congelati e gli sfondi perduti, le permettono di scrivere del tempo senza mai dire nulla di solenne: le persone nella foto se ne sono andate, la foto è rimasta. Il lutto, dopo il 1985, diventa un compagno costante che lei prende in giro più che piangere; Χαίρε ποτέ (Salve, mai) gioca sul saluto «χαίρε» e sulla parola «ποτέ» (mai).

La lingua è il greco ateniese di tutti i giorni, storto nelle giunture: un verbo al tempo sbagliato, un aggettivo attaccato al nome sbagliato, un luogo comune smontato per mostrarne il significato nascosto. Lettori che di solito non leggono poesia la citano; i linguisti la studiano. Le sue poesie raccolte uscirono come Ποιήματα nel 1998, e i libri successivi mantennero la stessa voce fino alla fine, più asciutta e più triste ma mai pomposa.

L’eredità nella Grecia di oggi

Dimulà fu una cosa rara, una poetessa difficile che vendeva decine di migliaia di copie; i suoi libri dell'editore Ίκαρος sono in ogni libreria greca. Poesie come Σημείο αναγνωρίσεως e Πληθυντικός αριθμός sono nell'antologia scolastica del liceo, e gli insegnanti le usano per mostrare che la grammatica può essere viva. Le registrazioni in cui legge le proprie poesie, con voce bassa e ironica, si trovano facilmente in rete: ascoltate Πληθυντικός αριθμός con la sua voce e poi rileggetela. Diverse poesie sono state messe in musica, e versi come «Ο έρωτας, όνομα ουσιαστικόν» sono citati su biglietti e muri. Quando morì nel 2020, giornali di tutta Europa pubblicarono necrologi e per giorni i greci condivisero i suoi versi sui social.

Lo sapevi?

  • Lavorò alla Banca di Grecia dal 1949 al 1974: venticinque anni a contare i soldi degli altri di giorno e a scrivere dell'assenza di notte.
  • Pubblicò il suo primo libro a ventun anni e in seguito rifiutò di contarlo tra le sue opere.
  • Nel 2002 divenne la terza donna in assoluto eletta all'Accademia di Atene, e la prima poetessa.
  • La sua poesia Πληθυντικός αριθμός è una lezione di grammatica: declina l'amore, la paura e la memoria per numero e genere.

Opere principali

Titolo grecoTitoloAnno
Το λίγο του κόσμουIl poco del mondo1971
Το τελευταίο σώμα μουIl mio ultimo corpo1981
Χαίρε ποτέSalve, mai1988
Η εφηβεία της λήθηςL'adolescenza dell'oblio1994
Ενός λεπτού μαζίUn minuto insieme1998
Χλόη θερμοκηπίουErba di serra2005

Una frase da ricordare

Ο έρωτας, όνομα ουσιαστικόν, / πολύ ουσιαστικόν, ενικού αριθμού

O erotas, onoma ousiastikon, / poly ousiastikon, enikou arithmou

L'amore, un nome, / molto sostantivo, di numero singolare

Πληθυντικός αριθμός, Το λίγο του κόσμου (1971)
B2

Leggi di Kiki Dimulà in greco (B2)

Parole del brano

  • poetessa
  • impiegato
  • inosservato
  • riconoscimento
  • premio
  • assenza
  • oblio
  • dimentico

Gli altri scrittori del livello B2

Tutti i 30 scrittori →