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C2Antichità · Poeta epico e didascalico

Esiodo

Ησίοδος

c. 750–650 BC · Ascra, Beozia (monte Elicona)

Esiodo (Ησίοδος) era un contadino e pastore di Ascra, ai piedi del monte Elicona, vissuto intorno al 700 a.C., circa una generazione dopo Omero. Nella Θεογονία (Teogonia) narrò come nacquero gli dèi, dal Caos alla vittoria di Zeus; in Έργα και Ημέραι (Le opere e i giorni) ammonì il fratello sfaccendato Perse sulla giustizia, sull'orcio di Pandora, sulle cinque età dell'uomo e sul momento giusto per arare. È il primo poeta greco a dirci il proprio nome.

La vita

Esiodo è il più antico scrittore greco che parli di sé, e perciò la sua vita, a differenza di quella di Omero, ha alcuni punti fermi. Suo padre era stato un mercante di mare di Cuma, in Asia Minore, che abbandonò il mare e si stabilì ad Ascra, un villaggio ai piedi dell'Elicona in Beozia, luogo che Esiodo descrive come cattivo d'inverno, penoso d'estate e mai buono. Lì, mentre pascolava gli agnelli sul monte, gli apparvero le Muse, gli diedero un bastone d'alloro e gli infusero una voce divina; così racconta all'inizio della Teogonia.

Alla morte del padre, il fratello di Esiodo, Perse, si prese più della sua parte del podere corrompendo i signori locali, che Esiodo chiama «re divoratori di doni», e poi la dilapidò. Le opere e i giorni sono indirizzate a questo fratello, in parte rimprovero e in parte manuale, ed è l'unico poema antico il cui punto di partenza sia una lite familiare per un'eredità.

Menziona un solo viaggio: passò a Calcide, in Eubea, per i giochi funebri di un nobile, vinse la gara poetica con un inno e dedicò il tripode del premio alle Muse dell'Elicona. La leggenda posteriore ne fece una gara con Omero in persona. Della sua morte non si sa nulla di certo; un racconto tardo vuole che sia stato assassinato nella Locride e che dei delfini abbiano portato il suo corpo a riva. Gli studiosi moderni lo collocano intorno al 700 a.C., con un margine di una generazione.

Le opere

La Θεογονία (Teogonia) è la storia di come nacquero il mondo e gli dèi: prima il Caos, poi la Terra, il Tartaro ed Eros; la Terra genera il Cielo, e il loro figlio Crono evira il padre con una falce; Crono inghiotte i propri figli finché Rea nasconde il piccolo Zeus a Creta; Zeus e gli Olimpi sconfiggono i Titani e il mostro Tifone, e Zeus si spartisce il mondo. Vi si intrecciano l'inganno di Prometeo con la carne del sacrificio, il furto del fuoco e la creazione della prima donna come punizione. È quanto di più vicino i Greci ebbero a un libro sacro sulle origini.

Έργα και Ημέραι (Le opere e i giorni) è un sermone a Perse sulla giustizia e sul lavoro. Spiega perché la vita è dura: Pandora aprì un orcio e liberò tutti i mali, trattenendovi solo la Speranza; e il genere umano è decaduto attraverso cinque età, l'oro, l'argento, il bronzo, gli eroi e l'attuale età del ferro, in cui Esiodo vorrebbe non essere nato. Seguono consigli pratici: quando arare e mietere, come costruire un carro, quando il mare è sicuro, come scegliere una moglie, quali giorni del mese sono fausti. Il tono è quello di un contadino scaltro e brontolone, convinto che Zeus veda tutto.

Un terzo poema che porta il suo nome, lo Ασπίς Ηρακλέους (Scudo di Eracle), è probabilmente più tardo. I suoi esametri sono più semplici di quelli di Omero, pieni di proverbi ed elenchi, e diedero ai Greci la versione canonica dell'albero genealogico degli dèi.

L’eredità nella Grecia di oggi

Erodoto scrisse che Omero ed Esiodo insieme diedero ai Greci i loro dèi, e i bambini greci incontrano ancora per prime le storie di Esiodo: il libro di storia della terza elementare è pura mitologia, con Crono che inghiotte i figli, la guerra dei Titani e Pandora, tutto nella sua versione. Il κουτί της Πανδώρας, il vaso di Pandora, è un'espressione greca d'uso quotidiano, sebbene in Esiodo si tratti di un orcio, così come χρυσή εποχή, l'età dell'oro. Si può percorrere la Valle delle Muse sotto l'Elicona, vicino al villaggio moderno di Askri, dove è stato scavato il santuario che egli dotò del suo tripode. Il verso «il lavoro non è vergogna, l'ozio sì» è citato nelle scuole e nelle prediche greche. Sei dei suoi miti sono raccontati su questo sito, da Pandora al livello A1 alla Teogonia al livello C2.

Lo sapevi?

  • È il primo poeta greco a nominare se stesso: «le Muse un giorno insegnarono a Esiodo un bel canto, mentre pascolava i suoi agnelli sotto il sacro Elicona».
  • Il «vaso» di Pandora è un errore di traduzione diffusosi nel Rinascimento; Esiodo scrisse πίθος, un grande orcio per le provviste.
  • Le opere e i giorni si chiudono con un calendario dei giorni fausti e infausti del mese, tra cui il giorno giusto per castrare un verro e il giorno in cui conviene nascere maschio.
  • Il suo poema contiene la più antica favola della letteratura greca, lo sparviero e l'usignolo, anteriore a Esopo.

Opere principali

Titolo grecoTitoloAnno
ΘεογονίαTeogoniac. 700 BC
Έργα και ΗμέραιLe opere e i giornic. 700 BC
Ο μύθος της Πανδώρας (Έργα 42–105)Il mito di Pandora (Le opere e i giorni 42–105)c. 700 BC
Τα πέντε γένη (Έργα 106–201)Le cinque età dell'uomo (Le opere e i giorni 106–201)c. 700 BC
Ασπίς Ηρακλέους (αποδιδόμενη)Scudo di Eracle (attribuito)6th c. BC?

Una frase da ricordare

Ἔργον δ' οὐδὲν ὄνειδος, ἀεργίη δέ τ' ὄνειδος.

Nel greco di oggiΗ δουλειά δεν είναι ντροπή· ντροπή είναι η τεμπελιά.

Ergon d' ouden oneidos, aergii de t' oneidos.

Il lavoro non è una vergogna; è l'ozio a essere una vergogna.

Έργα και Ημέραι, στ. 311 (c. 700 BC)
C2

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Parole del brano

  • pendici, piedi del monte
  • contadino, agricoltore
  • mietitura, raccolto
  • corrompere
  • eredità
  • inghiottire
  • predica, sermone
  • orcio, giara

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