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C2Grecia moderna · Scrittore e poeta rivoluzionario

Rigas Fereo

Ρήγας Βελεστινλής

c. 1757 – 1798 · Velestino, Tessaglia; Bucarest; Vienna; Belgrado

Rigas Fereo, o Rigas Velestinlis (Ρήγας Βελεστινλής, c. 1757–1798), fu il primo a portare in greco le idee della Rivoluzione francese. A Vienna, nel 1797, stampò una gigantesca mappa del mondo greco, una costituzione repubblicana per i popoli dei Balcani e l’inno di guerra Θούριος (Thurios), con il verso che ogni greco conosce: meglio un’ora di vita libera che quarant’anni di schiavitù. Strangolato a Belgrado nel giugno 1798, divenne il primo martire del 1821.

La vita

Rigas nacque intorno al 1757 a Velestino, villaggio della Tessaglia sorto sul sito dell’antica Fere, in una famiglia agiata. Si firmava sempre Ρήγας Βελεστινλής Θετταλός, Rigas di Velestino il Tessalo; il cognome dotto Fereo (Feraios), «di Fere», gli fu dato in seguito dagli studiosi. Ricevette una buona istruzione nelle scuole del Pelio e da giovane lasciò la Tessaglia ottomana per Costantinopoli, dove entrò al servizio delle famiglie greche fanariote che governavano i principati danubiani.

Quel legame lo portò a Bucarest. Lì lavorò come segretario nella casa di Nikolaos Mavrogenis, principe di Valacchia, e assorbì i libri e le idee francesi che circolavano tra le élite greca e romena. Nel 1790 si recò a Vienna e vi stampò i suoi primi due libri. Tornò in Valacchia e nel 1796 rientrò a Vienna con un progetto ben più ambizioso: stampare, nella tipografia dei fratelli Markides Pouliou, le mappe, le traduzioni e i testi rivoluzionari che avrebbero preparato la sollevazione di tutti i popoli sottomessi dell’Impero ottomano.

Nel dicembre 1797 lasciò Vienna per Trieste, diretto in Grecia, con casse di fogli stampati. Un mercante greco lo denunciò alla polizia austriaca, e fu arrestato al suo arrivo. L’Austria, alleata del sultano, consegnò Rigas e sette compagni agli Ottomani in quanto sudditi ottomani. Furono condotti lungo il Danubio fino a Belgrado, rinchiusi nella torre Nebojša e lì strangolati una notte di giugno del 1798; i loro corpi furono gettati nel fiume.

Le opere

I suoi primi libri, entrambi stampati a Vienna nel 1790, mostrano i due volti della sua mente. Σχολείον των ντελικάτων εραστών (Scuola degli amanti delicati) è una libera versione greca di racconti sentimentali francesi di Rétif de la Bretonne, tra le prime opere di narrativa in prosa greca moderna. Φυσικής απάνθισμα (Antologia di fisica) è un manuale di divulgazione scientifica la cui prefazione reca il suo motto: «Όποιος ελεύθερα συλλογάται, συλλογάται καλά», chi pensa liberamente pensa bene.

Le stampe viennesi del 1796–97 sono il suo monumento. La Χάρτα της Ελλάδος (Carta della Grecia) è una mappa murale in dodici fogli, di oltre due metri per lato, che mostra i Balcani e l’Asia Minore con i toponimi antichi e moderni affiancati, piante di città e disegni di monete antiche: un argomento visivo secondo cui il mondo greco era un unico paese in attesa di esistere. La Νέα Πολιτική Διοίκησις (Nuova costituzione politica) si ispira alla costituzione francese del 1793 e alla Dichiarazione dei diritti dell’uomo; proclama una Repubblica ellenica in cui greci, bulgari, albanesi, valacchi, armeni e turchi sarebbero cittadini uguali, senza distinzione di lingua o di religione.

Stampato insieme a essa fu il Θούριος (Thurios, 1797), un inno di guerra di 126 versi nel metro del canto popolare. Si apre con «Ως πότε, παλικάρια, να ζούμε στα στενά» (fino a quando, prodi ragazzi, vivremo nelle gole), chiama cristiani e musulmani a insorgere insieme e contiene il verso sull’ora di libertà. Negli stessi anni pubblicò anche il Ηθικός Τρίπους (Tripode morale), traduzioni da Metastasio e Marmontel.

L’eredità nella Grecia di oggi

Rigas è il precursore del 1821 in ogni libro di scuola greco, e il Θούριος è la prima poesia della storia greca moderna che gli alunni imparano; ascoltate la versione incisa da Nikos Xylouris negli anni Settanta per sentirlo come canzone. La sua statua in bronzo, opera di Ioannis Kossos, sorge davanti all’Università di Atene dal 1871, e negli anni Novanta comparve sulla banconota da 200 dracme. Quasi ogni città greca ha una via Ρήγα Φεραίου, e il comune intorno a Velestino si chiama Δήμος Ρήγα Φεραίου. A Belgrado la torre Nebojša sul Danubio, dove fu ucciso, è oggi un museo con un memoriale a lui dedicato, e una via vicina porta il suo nome. Il verso «Καλύτερα μιας ώρας ελεύθερη ζωή» è ancora citato nelle manifestazioni e il 25 marzo, e le sue ultime parole tramandate, secondo cui aveva gettato un seme che la sua nazione un giorno avrebbe raccolto, sono incise sui monumenti.

Lo sapevi?

  • Non usò mai il nome Fereo; fu coniato più tardi dall’antica Fere, sito della sua Velestino natale, e lui si firmava Rigas Velestinlis.
  • La Χάρτα της Ελλάδος del 1797 è una delle più grandi mappe mai stampate in greco: dodici fogli che formano una parete alta più di due metri.
  • La sua costituzione del 1797 dava il voto a ogni cittadino della futura repubblica, cristiano o musulmano, e prometteva l’istruzione alle ragazze come ai ragazzi.
  • L’Austria non lo processò per le sue idee: lo consegnò semplicemente agli Ottomani come suddito straniero, e gli uomini del sultano strangolarono lui e sette compagni a Belgrado nel giugno 1798.

Opere principali

Titolo grecoTitoloAnno
Σχολείον των ντελικάτων εραστώνScuola degli amanti delicati1790
Φυσικής απάνθισμαAntologia di fisica1790
Χάρτα της ΕλλάδοςCarta della Grecia1797
Νέα Πολιτική ΔιοίκησιςNuova costituzione politica1797
ΘούριοςThurios (inno di guerra)1797
Ηθικός ΤρίπουςTripode morale1797

Una frase da ricordare

Καλύτερα μιας ώρας ελεύθερη ζωή, / παρά σαράντα χρόνια σκλαβιά και φυλακή.

Kalytera mias oras eleftheri zoi, / para saranta chronia sklavia kai fylaki.

Meglio un’ora di vita libera / che quarant’anni di schiavitù e prigione.

Θούριος (1797)
C2

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Parole del brano

  • agiato, benestante
  • principe, sovrano
  • massima, principio
  • tipografia
  • ambizioso
  • tradimento
  • statua
  • recito

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