La vita
Embirikos nacque il 2 settembre 1901 a Brăila, porto danubiano della Romania dove si erano stabilite molte famiglie greche di mercanti e armatori. La sua famiglia veniva dall’isola di Andro, una delle grandi isole armatoriali della Grecia, e lui crebbe soprattutto ad Atene, nell’agiatezza. Si iscrisse a filosofia all’Università di Atene ma presto la lasciò, studiò economia a Losanna e poi filosofia e letteratura inglese al King’s College di Londra, lavorando nel frattempo lì nell’impresa marittima di famiglia (1921–1925), un mondo che avrebbe poi lasciato alle spalle.
Nel 1926 si trasferì a Parigi, e i cinque anni che vi trascorse decisero la sua vita. Entrò nella cerchia di André Breton e dei surrealisti, convinti che la poesia dovesse liberare l’inconscio dal controllo della ragione, della morale e dell’abitudine. Al tempo stesso fece un’analisi con René Laforgue, uno dei fondatori della psicoanalisi francese, ed è attraverso di lui che entrò in contatto con i surrealisti verso il 1929. Quando tornò ad Atene nel 1931 portò con sé entrambe le rivoluzioni: il surrealismo e Freud.
Il 25 gennaio 1935 tenne una conferenza sul surrealismo al Circolo degli artisti di Atene e pubblicò Υψικάμινος, il primo libro surrealista in greco. Dal 1935 al 1951 esercitò come psicoanalista, il primo in Grecia. Sposò la poetessa Matsi Hatzilazarou nel 1939 (divorziarono nel 1943) e Vivika Zissi nel 1947; il loro figlio Leonidas, nato nel 1957, divenne anch’egli scrittore. Trascorreva le estati ad Andro e viveva appartato, circondato da amici come Odisseas Elitis e Nikos Engonopoulos, scrivendo molto più di quanto pubblicasse. Morì a Kifisia, a nord di Atene, il 3 agosto 1975.
Le opere

Υψικάμινος (Altoforno, 1935) è un libro di poesie in prosa composte con la scrittura automatica, la tecnica surrealista che lascia scorrere le parole senza controllo cosciente. Le sue immagini sono sorprendenti: macchine e corpi, navi e stelle, desiderio che esplode in lunghe frasi che mescolano la katharevousa più dotta con la lingua di strada del greco demotico. Critica e pubblico reagirono con rabbia e risate; molti pensarono a uno scherzo. Eppure il libro cambiò le possibilità della poesia greca, e la generazione degli anni Trenta, Elitis anzitutto, imparò dalla sua libertà.
Ενδοχώρα (Entroterra, 1945) raccoglie poesie più controllate scritte tra il 1934 e il 1937, luminose e sensuali, in cui si celebrano l’Egeo, il corpo umano e una sorta di gioioso ottimismo cosmico. Vennero poi la prosa di Γραπτά ή Προσωπική μυθολογία (Scritti, o Mitologia personale, 1960) e il breve romanzo Αργώ ή Πλους αεροστάτου (Argo, o il viaggio di un aerostato, uscito a puntate nel 1964–1965 e in volume nel 1980).
La sua opera centrale, tuttavia, apparve solo dopo la sua morte. Ο Μέγας Ανατολικός (Il Grande Orientale), pubblicato in otto volumi tra il 1990 e il 1992, descrive un viaggio del gigantesco piroscafo Great Eastern da Liverpool a New York nell’Ottocento, durante il quale passeggeri ed equipaggio si abbandonano a un erotismo gioioso e senza fine. Per Embirikos, discepolo di Freud, la libertà sessuale era la chiave della felicità umana e di un futuro utopico, e il romanzo è il suo vasto, provocatorio inno a questa convinzione.
L’eredità nella Grecia di oggi
Embirikos è oggi riconosciuto come uno dei grandi innovatori della poesia neogreca, e Υψικάμινος si studia all’università come testo fondativo del surrealismo greco, accanto all’opera di Engonopoulos. I suoi libri restano in catalogo, e Ο Μέγας Ανατολικός divide ancora i lettori: capolavoro per alcuni, scioccante per altri. Gli sono state dedicate mostre e convegni, e l’isola di Andro, con la sua intensa vita letteraria e artistica, ne custodisce la memoria. Chi studia a questo livello può provare con una sola pagina di Υψικάμινος: non cercate un senso logico, ma leggetela ad alta voce e lasciate agire le immagini e la musica delle parole, come volevano i surrealisti.
Lo sapevi?
- Fu al tempo stesso il primo poeta surrealista e il primo psicoanalista praticante della Grecia.
- Nel 1935 molti lettori pensarono che Υψικάμινος fosse una burla.
- Il suo grande romanzo Ο Μέγας Ανατολικός uscì in otto volumi, quindici anni dopo la sua morte.
- Nacque in Romania, in una famiglia di armatori originaria dell’isola di Andro.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Υψικάμινος | Altoforno | 1935 |
| Ενδοχώρα | Entroterra | 1945 |
| Γραπτά ή Προσωπική μυθολογία | Scritti, o Mitologia personale | 1960 |
| Αργώ ή Πλους αεροστάτου | Argo, o il viaggio di un aerostato | 1964–1965 |
| Ο Μέγας Ανατολικός | Il Grande Orientale (romanzo, 8 voll., postumo) | 1990–1992 |
Una frase da ricordare
Υψικάμινος
Ypsikáminos
Altoforno






















