La vita
Aristofane nacque a Bisanzio, la città poi chiamata Costantinopoli e oggi Istanbul, intorno al 257 a.C.; alcune opere di consultazione collocano la sua nascita qualche anno prima. L’enciclopedia bizantina nota come Suda afferma che suo padre, Apelle, era un comandante militare. Aristofane giunse ad Alessandria da ragazzo e, secondo la stessa fonte, vi studiò con Zenodoto, il primo editore di Omero presso la Biblioteca, e in seguito con il poeta Callimaco. La forma latina Aristophanes Byzantius e il greco Αριστοφάνης ο Βυζάντιος indicano lo stesso studioso, che non va confuso con il poeta comico Aristofane di Atene.
Intorno al 195 a.C. succedette a Eratostene alla guida della Biblioteca di Alessandria. Una voce della Suda che gli studiosi moderni collegano a lui, pur riportando un nome diverso, racconta che assunse l’incarico a sessantadue anni, fu sospettato di voler partire per la corte del re Eumene II di Pergamo, sede di una biblioteca rivale, e fu imprigionato per un certo tempo. Aggiunge che morì a settantasette anni, il che porta a circa il 180 a.C. L’architetto romano Vitruvio narra una storia più tarda: come giudice in una gara poetica regale, Aristofane smascherò versi copiati andando a prendere i libri originali dagli scaffali della Biblioteca. Il suo allievo più noto fu Aristarco di Samotracia.
Le opere

Aristofane lavorò su quasi tutti i principali ambiti della poesia greca precedente. Per Omero preparò una nuova edizione che correggeva il testo di Zenodoto; come tutti i suoi libri, è perduta ed è nota attraverso note erudite posteriori, gli scoli. Queste note riferiscono che lui e Aristarco collocavano la «fine» dell’Odissea al libro 23, verso 296, un giudizio ancora discusso. Curò anche Esiodo e i poeti lirici. Una Vita di Pindaro conservata su papiro afferma che egli divise i canti di Pindaro in diciassette libri, ordinati per tipo di canto, e gli studiosi fanno risalire al suo lavoro i versi brevi, o cola, dei manoscritti lirici successivi.
Per il teatro gli si attribuiscono molte delle antiche ὑποθέσεις (hypotheseis): brevi introduzioni che riportano la trama di un dramma, i personaggi e dettagli sulla sua prima rappresentazione. Diverse si trovano ancora in testa a tragedie e commedie nei manoscritti medievali. Le sue Λέξεις (Lexeis, «Parole») raccoglievano e spiegavano un lessico insolito, con sezioni sulle parole per le età della vita e sui termini di parentela; centinaia di frammenti sopravvivono in opere posteriori. Insieme ad Aristarco è associato a elenchi dei migliori autori di ciascun genere.
Un testo tramandato da due manoscritti del XVI secolo afferma che egli inventò i segni per l’accento, lo spirito e la quantità vocalica. Gli studiosi moderni considerano questa notizia con cautela, e alcuni ritengono che abbia sistematizzato segni già in uso. Ammirava inoltre Menandro, e un commentatore tardo cita la sua celebre domanda sul commediografo e la vita.
L’eredità nella Grecia di oggi
Il nome di Aristofane ritorna ogni volta che si parla di accenti greci. La grafia politonica usava tre accenti, l’acuto, il grave e il circonflesso, insieme agli spiriti. Nel 1982 la Grecia adottò il sistema monotonico, che conserva un solo segno, il τόνος, scritto come l’antico acuto. Prova il cambiamento sul verso citato in questa pagina. Nella grafia antica, ὦ e ὑμῶν portano uno spirito e un circonflesso; nella grafia monotonica diventano ω e υμών. Poi usa il τόνος per distinguere due parole del greco moderno: πότε (quando?) e ποτέ (mai). Scrivi una frase con ciascuna, per esempio «Πότε διάβασες Μένανδρο;» (Quando hai letto Menandro?) e «Δεν τον έχω διαβάσει ποτέ» (Non l’ho mai letto). Il livello C2 descrive il brano in greco moderno di questa pagina, non la lettura autonoma dei testi antichi.
Lo sapevi?
- Bisanzio, la sua città natale, è la città poi chiamata Costantinopoli e oggi Istanbul.
- L’antica parola ὑπόθεσις, usata per le sue introduzioni ai drammi, sopravvive nel greco moderno come υπόθεση, «trama» o «caso».
- Secondo Vitruvio, la sua memoria dei libri della Biblioteca decise una gara poetica regale contro i favoriti del pubblico.
- Il suo allievo Aristarco di Samotracia diresse anch’egli in seguito la Biblioteca di Alessandria.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Ὁμήρου ἔκδοσις | Edizione di Omero — perduta, nota attraverso gli scoli | c. 200 BC |
| Πινδάρου ἔκδοσις (ιζʹ βιβλία) | Edizione di Pindaro in diciassette libri — perduta, descritta su papiro | c. 200 BC |
| Ὑποθέσεις δραμάτων | Introduzioni ai drammi — in parte conservate nei manoscritti | c. 200 BC |
| Λέξεις | Lexeis (Parole) — glossario conservato in frammenti | c. 200 BC |
Una frase da ricordare
ὦ Μένανδρε καὶ βίε, πότερος ἄρ᾽ ὑμῶν πότερον ἀπεμιμήσατο;
Nel greco di oggiΜένανδρε και ζωή, ποιος από τους δυο σας μιμήθηκε τον άλλον;
ô Ménandre kaì bíe, póteros ár’ hymôn póteron apemimḗsato?
O Menandro e vita, chi di voi due, dunque, ha imitato l’altro?










































