La vita
Laskaratos nacque nel 1811 a Lixouri, la seconda città di Cefalonia, quando le Isole Ionie non avevano mai fatto parte dell’Impero ottomano e passavano dal dominio veneziano a quello francese e poi britannico. Proveniva da una famiglia di proprietari terrieri e studiò all’Accademia Ionia di Corfù e poi legge a Pisa e a Parigi, tornando a casa nel 1839. A Corfù, capitale culturale delle isole, fu allievo del poeta Andrea Calvo (Kalvos) e conobbe Dionisio Solomos, il poeta nazionale, il cui esempio lo convinse che la letteratura dovesse essere scritta nel greco demotico vivo.
Tornato a Cefalonia, cominciò a scrivere satire. Nel 1856 pubblicò Τα μυστήρια της Κεφαλονιάς, e lo scandalo fu immediato: il vescovo ortodosso di Cefalonia pronunciò contro di lui una scomunica solenne, le autorità gli consigliarono di restare in casa e nel marzo 1856 partì per Zante, annunciando di andarsene «scomunicato dal clero come empio e cacciato dal Governo come perturbatore dell’ordine pubblico». Rispose al vescovo per iscritto e continuò a scrivere e pubblicare, compreso un suo giornale satirico, Ο Λύχνος (La Lucerna), la cui prima serie durò dal 1859 al 1863.
Si sposò ed ebbe una famiglia, e più tardi raccontò le sue traversie in Οι καταδρομές μου εξαιτίας του «Λύχνου» (Le mie persecuzioni a causa della Lucerna). Visse fino a novant’anni e morì ad Argostoli il 24 luglio 1901.
Le opere

Τα μυστήρια της Κεφαλονιάς (1856) è un libro breve in tre parti, su religione, famiglia e politica, e il titolo è un gioco di parole: «μυστήρια» significa sia misteri sia i sacramenti della Chiesa. Laskaratos descrive il culto locale delle reliquie e dei miracoli, i preti che vivono delle paure dei poveri, le famiglie che maritano le figlie come fossero proprietà, il sistema della dote e le faide senza fine, e i politici che comprano i voti. Il tono non è irato ma freddamente ironico: si limita a descrivere e lascia parlare l’assurdo.
Era un moralista nel senso antico, un sostenitore della ragione, dell’onestà e della coscienza individuale contro la consuetudine e l’autorità, e non un nemico della fede in sé; affermava di difendere il Vangelo contro chi lo sfruttava. Ciò è evidente soprattutto in Ιδού ο άνθρωπος (Ecco l’uomo, 1874), con il sottotitolo «ανθρώπινοι χαρακτήρες» (caratteri umani), una raccolta di brevi ritratti e riflessioni sulla natura umana, la vanità, la virtù e la vita sociale, scritta in un demotico semplice e tagliente.
Le sue poesie, raccolte in Στιχουργήματα (Versi, 1872), comprendono componimenti satirici nel dialetto di Cefalonia. Insieme a Emmanuele Roidis ad Atene, Laskaratos è il fondatore della satira greca in prosa e uno dei primi scrittori greci a battersi apertamente per la libertà di pensiero e di stampa.
L’eredità nella Grecia di oggi
Nella Grecia di oggi Laskaratos è il simbolo del libero pensatore che tiene testa al potere clericale, e la sua scomunica viene ricordata ogni volta che la Chiesa e la libertà di parola si scontrano. Τα μυστήρια της Κεφαλονιάς viene ristampato regolarmente ed è una buona lettura di livello C2: breve, divertente e pungente, con un lessico che apre le porte al greco dell’Ottocento. Lixouri, la sua città natale, ne tiene viva la memoria, e i cefalonioti sono fieri della sua fama di uomo arguto, che rispecchia quella dell’isola stessa. Le sue riflessioni, tratte da Ιδού ο άνθρωπος e dai postumi Στοχασμοί (Riflessioni, 1921), compaiono nelle antologie e vengono citate nelle rubriche dei giornali.
Lo sapevi?
- Il titolo Τα μυστήρια της Κεφαλονιάς gioca su «μυστήρια», che significa sia misteri sia i sacramenti della Chiesa.
- Fu scomunicato dal vescovo di Cefalonia nel 1856 e, più tardi nello stesso anno, anche a Zante.
- Fu allievo di Andrea Calvo e conobbe Dionisio Solomos, il cui esempio lo spinse a scrivere in demotico.
- Nato sotto dominio straniero nel 1811, visse abbastanza da vedere Cefalonia unirsi alla Grecia nel 1864.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Τα μυστήρια της Κεφαλονιάς | I misteri di Cefalonia | 1856 |
| Ο Λύχνος (σατιρική εφημερίδα) | La Lucerna (il suo giornale satirico) | 1859–1863 |
| Στιχουργήματα | Versi | 1872 |
| Ιδού ο άνθρωπος | Ecco l’uomo (ritratti di caratteri e riflessioni) | 1874 |
Dalle opere


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Una frase da ricordare
αφορισμένος απ' τον κλήρο σαν ασεβής και διωγμένος απ' την Κυβέρνηση σαν διασαλευτής της δημοσίας τάξεως!
aforismenos ap' ton kliro san asevis kai diogmenos ap' tin Kyvernisi san diasaleftis tis dimosias taxeos!
scomunicato dal clero come empio e cacciato dal Governo come perturbatore dell’ordine pubblico!






















