La vita
Luciano racconta egli stesso la sua giovinezza in Ἐνύπνιον (Il sogno): la sua famiglia a Samosata, città siriana sull’Eufrate, lo mise a bottega presso lo zio, scultore, e il primo giorno ruppe una lastra di marmo e fu picchiato. Quella notte la Scultura e l’Educazione (Παιδεία) gli apparvero in sogno e si contesero il suo futuro; egli scelse l’Educazione. Andò a ovest, nelle città greche della Ionia, imparò a parlare e a scrivere il greco attico di sei secoli prima così perfettamente che i lettori dimenticavano che era un «barbaro», e divenne oratore itinerante, esibendosi in Asia Minore, in Grecia, in Italia e in Gallia, dove dice di essere stato pagato profumatamente.
Verso i quarant’anni, a suo dire, si stancò della retorica e inventò una forma nuova, il dialogo comico, incrociando il dialogo filosofico di Platone con lo scherno di Aristofane e del cinico Menippo. Si stabilì ad Atene, dove scrisse gran parte delle sue opere migliori negli anni Sessanta e Settanta del II secolo. Viaggiò anche: nel 165 vide il cinico Peregrino darsi fuoco vivo dopo i Giochi olimpici, e nella città di Abonutico, sul mar Nero, affrontò il mercante di oracoli Alessandro, il cui dio-serpente Glicone smascherò come un pupazzo.
In tarda età accettò un incarico ben retribuito nell’amministrazione romana dell’Egitto. L’ultimo riferimento databile riguarda la divinizzazione di Marco Aurelio nel 180; l’enciclopedia bizantina Suda, che lo detestava come bestemmiatore, sostiene che fu sbranato dai cani, una storia a cui nessuno crede.
Le opere

Circa ottanta opere circolano sotto il nome di Luciano. I Θεῶν Διάλογοι (Dialoghi degli dèi) mostrano l’Olimpo come una famiglia litigiosa, con Zeus che schiva le domande di Era sulle sue avventure amorose, e i Νεκρικοὶ Διάλογοι (Dialoghi dei morti) portano il lettore nell’Ade, dove Diogene e Menippo ridono di Creso, Alessandro e Annibale, ormai tutti teschi uguali, ed Ermes mostra che la celebre bellezza di Elena era un osso nudo.
Ἀληθῆ διηγήματα (Storia vera) annuncia nella prefazione che tutto ciò che contiene è menzogna, e poi naviga oltre le Colonne d’Ercole, viene sollevata da un turbine fino alla Luna, partecipa alla guerra tra il re della Luna e il re del Sole per la colonizzazione della stella del Mattino, viene inghiottita da una balena lunga duecento miglia con dentro una foresta e tribù in guerra, e visita l’Isola dei Beati, dove il narratore chiede a Omero se abbia davvero cominciato l’Iliade con la parola «ira». È il primo viaggio spaziale della letteratura.
Φιλοψευδής (L’amante della menzogna) riunisce gravi filosofi che raccontano storie di fantasmi, fra cui il racconto di Eucrate sul mago egiziano Pancrate, il cui pestello animato portava acqua finché l’allievo, incapace di fermarlo, lo spaccò in due e si ritrovò con due portatori d’acqua: l’apprendista stregone che giunse a Goethe e, tramite Dukas, a Fantasia di Disney. Ἀλέξανδρος ἢ Ψευδόμαντις e Περὶ τῆς Περεγρίνου τελευτῆς sono pamphlet d’inchiesta contro due impostori religiosi del suo tempo, il secondo dei quali contiene una delle più antiche descrizioni pagane dei cristiani.
L’eredità nella Grecia di oggi
Luciano fu l’autore greco prediletto del Rinascimento: Erasmo e Tommaso Moro lo tradussero insieme in latino nel 1506, l’Utopia di Moro è lucianea nello spirito, e da Rabelais e Swift fino al Micromégas di Voltaire la satira europea tornò di continuo al suo viaggio sulla Luna e ai suoi morti parlanti. Un cratere lunare porta il suo nome. In Grecia lo si legge in originale nelle lezioni di greco antico del ginnasio, dove si studiano brani adattati dei Dialoghi e del Sogno perché il suo attico è così limpido, e l’aggettivo λουκιάνειος (lucianeo) designa qualunque satira irriverente. Per uno studente avanzato è il ponte ideale tra antico e moderno: le sue battute fanno ancora centro, le sue frasi sono brevi, e le traduzioni in greco moderno della Storia vera e dei Dialoghi dei morti si trovano facilmente. La lettura C2 del sito sul mito di Ero e Leandro appartiene allo stesso mondo tardoantico del gioco erudito.
Lo sapevi?
- La Storia vera è il primo viaggio sulla Luna conosciuto in letteratura, scritto circa 1.800 anni prima degli allunaggi dell’Apollo; un cratere lunare si chiama Lucian in suo onore.
- L’apprendista stregone di Goethe e di Fantasia di Disney viene dal suo Amante della menzogna, dove la scopa incantata è ancora un pestello.
- Il greco era la sua seconda lingua: crebbe parlando aramaico in Siria e si definiva barbaro di nascita.
- Erasmo e Tommaso Moro gareggiarono nel tradurre i suoi dialoghi in latino, e l’Utopia di Moro prende da lui l’abitudine di raccontare una bugia evidente con aria seria.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Ἐνύπνιον ἢ Βίος Λουκιανοῦ | Il sogno, ovvero la vita di Luciano | c. 160s |
| Θεῶν Διάλογοι | Dialoghi degli dèi | c. 160s |
| Νεκρικοὶ Διάλογοι | Dialoghi dei morti | c. 165 |
| Περὶ τῆς Περεγρίνου τελευτῆς | La morte di Peregrino | after 165 |
| Ἀληθῆ διηγήματα | Storia vera | c. 170 |
| Ἀλέξανδρος ἢ Ψευδόμαντις | Alessandro o il falso profeta | after 180 |
Dalle opere




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Una frase da ricordare
Ἓν γὰρ δὴ τοῦτο ἀληθεύσω λέγων ὅτι ψεύδομαι.
Nel greco di oggiΈνα μόνο πράγμα θα πω αληθινά: ότι λέω ψέματα.
En gar di touto alithefso legon oti psevdomai.
Poiché almeno in una cosa sarò sincero: nel dire che mento.
Dal testo originale
Il testo come lo ha scritto Luciano di Samosata, di pubblico dominio, con la nostra traduzione a fronte.
«Ἀληθῆ διηγήματα»Storia vera
La fine del proemio della Storia vera, la parodia dei racconti di viaggio (Ctesia, Giambulo, l'Ulisse di Omero) spesso definita il primo romanzo di fantascienza: il narratore avverte che tutto ciò che segue è menzogna. La citazione della pagina ne è il centro.
Ἀληθῆ διηγήματα 1.4 (c. 170), the end of the preface · Testo di pubblico dominio, fonte: el.wikisource.org














