La vita
Paparrigopoulos nacque a Costantinopoli nel 1815, figlio di Dimitrios Paparrigopoulos, un banchiere la cui famiglia proveniva da Vytina, in Arcadia. Quando nel 1821 scoppiò la Rivoluzione greca, le autorità ottomane compirono rappresaglie contro i Greci della capitale, e suo padre fu tra le vittime. La famiglia fuggì a Odessa, sul Mar Nero, dove il ragazzo studiò al Liceo Richelieu e imparò il russo e il francese. Nel 1830, mentre nasceva il nuovo Stato greco, si stabilirono a Nauplia, la sua prima capitale.
Cominciò come funzionario al Ministero della Giustizia, ma nel 1845 perse il posto perché era un ετερόχθων, un greco nato fuori dai confini del regno, in un’epoca in cui i Greci «autoctoni» delle terre liberate mal sopportavano i nuovi arrivati da Costantinopoli e da altrove. L’episodio lo segnò: tutta l’opera della sua vita avrebbe sostenuto che la nazione greca era molto più grande del piccolo regno. Si dedicò all’insegnamento e alla storia, e nel 1851 divenne professore di storia all’Università di Atene, dove insegnò per quattro decenni e fu eletto rettore nel 1872. Pubblicò manuali scolastici, studi storici e articoli di giornale, e dal 1860 in poi i volumi della sua grande storia. Morì ad Atene nell’aprile del 1891, onorato come l’uomo che aveva dato ai Greci il loro passato.
Le opere

All’origine della sua opera c’era una provocazione. Negli anni Trenta dell’Ottocento lo storico tedesco Jakob Philipp Fallmerayer aveva sostenuto che gli antichi Greci si erano estinti nel Medioevo e che i Greci moderni erano per lo più di origine slava e albanese. Paparrigopoulos rispose già nel 1843 con uno studio sugli insediamenti slavi nel Peloponneso, e passò il resto della vita a costruire una risposta più ampia.
La Ιστορία του Ελληνικού Έθνους (Storia della nazione greca), pubblicata in cinque volumi tra il 1860 e il 1874, divide la storia greca in tre grandi periodi, antico, medievale e moderno, e insiste che sono una cosa sola: la stessa nazione, la stessa lingua, una cultura continua. La sua mossa più audace riguardava Bisanzio. Gli scrittori dell’Illuminismo occidentale, e Greci come Korais (Coray) che li seguivano, avevano visto nell’Impero bizantino un’età buia di superstizione e decadenza; Paparrigopoulos ne fece la fase medievale dell’ellenismo, il ponte che portò la lingua greca e il cristianesimo ortodosso da Pericle al 1821. Il suo stile è ampio e patriottico, e scriveva con uno scopo: dare alla nazione un passato che ne giustificasse il futuro, compresa la speranza di unire tutti i Greci in un solo Stato, la Μεγάλη Ιδέα (Grande Idea). Pubblicò anche un compendio in francese, Histoire de la civilisation hellénique (1878), per perorare la causa presso l’Europa.
L’eredità nella Grecia di oggi
Per generazioni la storia nazionale insegnata nelle scuole greche ha seguito lo schema tracciato da Paparrigopoulos: antica, bizantina, moderna, un solo popolo dall’inizio alla fine. Storici successivi hanno messo in discussione il suo nazionalismo romantico e sottolineato le fratture e i molti popoli della storia greca, ma l’idea di continuità e la riabilitazione di Bisanzio restano parte del modo in cui la maggior parte dei Greci vede sé stessa. Vie intitolate Παπαρρηγοπούλου esistono ad Atene e in molte altre città, e edizioni successive della sua Storia, completate e annotate da altri studiosi, sono ancora in commercio. Un buon esercizio: sfogliate un libro di storia scolastico greco e notate come è diviso in periodi; poi chiedete a un amico greco se Bisanzio è la «nostra» storia. La risposta di solito sarà sì, ed è questa la sua eredità.
Lo sapevi?
- Suo padre fu ucciso a Costantinopoli nelle rappresaglie che seguirono lo scoppio della Rivoluzione nel 1821.
- Nel 1845 fu licenziato dall’amministrazione pubblica greca perché nato fuori dal regno.
- Scrisse in risposta diretta a Fallmerayer, secondo il quale i Greci moderni non discendevano da quelli antichi.
- Fece di Bisanzio, a lungo disprezzata dagli storici occidentali, l’anello centrale della storia nazionale greca.
Opere principali
| Titolo greco | Titolo | Anno |
|---|---|---|
| Περί της εποικήσεως σλαβικών τινών φύλων εις την Πελοπόννησον | Sull’insediamento di alcune tribù slave nel Peloponneso | 1843 |
| Ιστορία του Ελληνικού Έθνους (σύντομη πρώτη μορφή, ένας τόμος) | Storia della nazione greca (prima versione breve, un volume) | 1853 |
| Ιστορία του Ελληνικού Έθνους | Storia della nazione greca (5 voll.) | 1860–1874 |
| Histoire de la civilisation hellénique | Storia della civiltà ellenica (in francese) | 1878 |
Dalle opere


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Una frase da ricordare
Ιστορία του Ελληνικού Έθνους από των αρχαιοτάτων χρόνων μέχρι των νεωτέρων
Nel greco di oggiΙστορία του ελληνικού έθνους από τα πολύ αρχαία χρόνια μέχρι τα νεότερα
Istoria tou Ellinikou Ethnous apo ton archaiotaton chronon mechri ton neoteron
Storia della nazione greca dai tempi più antichi ai più recenti






















