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Anna Comnena
Unknown author · Public domain · Wikimedia Commons

C2Rinascimento · Storica, principessa bizantina

Anna Comnena

Άννα Κομνηνή

1083 – c. 1153 · Costantinopoli

Anna Comnena (Άννα Κομνηνή, 1083–1153 ca.), figlia primogenita dell’imperatore Alessio I Comneno, nacque nella camera purpurea del palazzo imperiale e si aspettava di regnare. Non andò così: suo fratello Giovanni salì al trono, una congiura a favore del marito fallì ed ella si ritirò in un convento, dove, ormai sessantenne, scrisse l’Αλεξιάς (Alessiade), storia del regno del padre in quindici libri. È la prima grande opera storica scritta da una donna e il nostro principale testimone bizantino della prima crociata.

La vita

Anna nacque il 1° dicembre 1083 nella Porfira, la camera dalle pareti purpuree del Gran Palazzo riservata ai parti dei figli degli imperatori regnanti, il che la rendeva πορφυρογέννητη, nata nella porpora, un titolo che non lasciò mai dimenticare ai suoi lettori. Suo padre, Alessio I Comneno, aveva preso il trono due anni prima e l’avrebbe tenuto per trentasette anni; sua madre era Irene Ducena. Ancora bambina fu promessa a Costantino Duca, figlio di un ex imperatore, e per alcuni anni la coppia fu designata all’eredità; la morte del ragazzo e la nascita del fratello Giovanni nel 1087 chiusero quella prospettiva, ed ella non lo perdonò mai.

Ricevette la migliore educazione che un bizantino potesse avere: retorica, filosofia, il quadrivio di aritmetica, geometria, astronomia e musica, e medicina, che studiò tanto a fondo da descrivere l’ultima malattia del padre come un medico. Nel 1097 sposò Niceforo Briennio, generale e letterato elevato al rango di cesare, dal quale ebbe quattro figli. Quando Alessio era in punto di morte, nell’agosto 1118, lei e la madre cercarono di far nominare successore Briennio; Giovanni le prevenne, e una congiura contro il nuovo imperatore l’anno seguente, in cui Anna era profondamente coinvolta, fallì. Briennio, dicono le fonti, si rifiutò di agire.

I suoi beni furono confiscati e poi restituiti, ed ella si ritirò nel convento della Theotokos Kecharitomene, fondato dalla madre, dove riunì intorno a sé degli studiosi e commissionò i primi commenti bizantini ad Aristotele da secoli. Dopo la morte di Briennio nel 1137, che lasciò incompiuta la sua storia degli anni anteriori al 1081, assunse lei stessa il compito. Scriveva ancora alla fine degli anni Quaranta del XII secolo e morì intorno al 1153.

Le opere

L’Αλεξιάς (Alessiade), il cui titolo richiama l’Iliade, copre gli anni dal 1069 al 1118 e soprattutto il regno di Alessio I, che Anna presenta come il salvatore di un impero che nel 1081 era vicino al collasso. I suoi quindici libri seguono le sue guerre contro i Normanni dell’Italia meridionale guidati da Roberto il Guiscardo e dal figlio Boemondo, contro i nomadi Peceneghi e Cumani del Danubio e contro i Turchi Selgiuchidi in Asia Minore, e descrivono nei dettagli l’arrivo della prima crociata a Costantinopoli nel 1096–97: i seguaci indisciplinati di Pietro l’Eremita, i giuramenti che Alessio strappò ai principi occidentali e l’ostilità affascinata di Anna verso Boemondo, di cui descrive il fisico con un’attenzione che nessun altro storico medievale riserva a un nemico. Registra anche le dispute religiose dell’impero, tra cui il processo e il rogo del capo bogomilo Basilio.

Anna scrisse in un greco atticizzante modellato su Tucidide e Polibio, pieno di espressioni omeriche e allusioni classiche, e si scusa quando deve usare un nome barbaro o una parola comune. È apertamente di parte, spesso imprecisa nella cronologia e incline a lamentare le proprie sventure, ma aveva accesso ai documenti imperiali, ai veterani delle campagne e ai propri ricordi del palazzo, ed è l’unica autrice bizantina a dare un resoconto completo dei crociati dall’interno. L’ultimo libro, con la sua descrizione clinica della morte dell’imperatore per una malattia dei polmoni e del cuore, è anche l’addio di una figlia. Insieme alla Ὕλη Ἱστορίας (Materiale per una storia) del marito, che si propose di continuare, l’Alessiade è la fonte principale sulla restaurazione comnena di Bisanzio.

L’eredità nella Grecia di oggi

Anna Comnena è letta oggi come la prima storica donna in qualsiasi lingua, e l’Alessiade figura in ogni bibliografia sulle crociate accanto alle cronache latine che contraddice. In greco è disponibile in una traduzione moderna della casa editrice Agra, e il testo greco originale è online. La Bisanzio dei Comneni che descrive si può vedere a Istanbul: le mura del quartiere delle Blacherne, dove i Comneni trasferirono la corte, e la grande chiesa del Cristo Pantocratore (oggi moschea Zeyrek), costruita dal fratello che tentò di spodestare. In Grecia gli studenti incontrano Alessio Comneno e la prima crociata nella storia bizantina della scuola media, e «Άννα Κομνηνή» è un nome che riconoscono; lo portano strade di diverse città. L’esercizio C2 del sito sul lessico della storia bizantina e la pagina su Procopio, suo grande predecessore, sono passi successivi naturali.

Lo sapevi?

  • Nacque nella Porfira, la camera purpurea del Gran Palazzo, e usò il titolo di πορφυρογέννητη in tutta la sua storia per ricordare ai lettori la sua pretesa.
  • Studiò medicina con tale serietà da partecipare ai consulti sull’ultima malattia del padre, e riporta i disaccordi dei medici.
  • Anche suo marito era storico; lei continuò la sua opera incompiuta, e i due libri insieme coprono Bisanzio dagli anni Settanta dell’XI secolo al 1118.
  • Cominciò a scrivere dopo i sessant’anni, in un convento, circa trent’anni dopo gli eventi che descrive.

Opere principali

Titolo grecoTitoloAnno
Γέννηση στην ΠορφύραNascita nella camera purpurea come presunta erede1083
Γάμος με τον καίσαρα Νικηφόρο ΒρυέννιοMatrimonio con il cesare Niceforo Briennio1097
Συνωμοσία κατά του Ιωάννη Β΄Congiura fallita contro il fratello Giovanni II1118–1119
Αποχώρηση στη μονή της ΚεχαριτωμένηςRitiro nel convento della Kecharitomenec. 1119
ΑλεξιάςL’Alessiade, storia di Alessio I in quindici libric. 1148

Una frase da ricordare

Ῥέων ὁ χρόνος ἀκάθεκτα καὶ ἀεί τι κινούμενος παρασύρει καὶ παραφέρει πάντα τὰ ἐν γενέσει…

Nel greco di oggiΟ χρόνος, που κυλά ακράτητος και πάντα κάτι κινεί, παρασύρει και παίρνει μαζί του όλα όσα γεννιούνται…

Reon o chronos akathekta kai aei ti kinoumenos parasyrei kai paraferei panta ta en genesei…

Il tempo, scorrendo inarrestabile e sempre muovendo qualcosa, trascina e porta via tutto ciò che viene alla luce…

Αλεξιάς, Prologue, opening words (c. 1148)

Dal testo originale

Il testo come lo ha scritto Anna Comnena, di pubblico dominio, con la nostra traduzione a fronte.

«Ἀλεξιάς»Alessiade

Il primo paragrafo dell'Alessiade: una meditazione sul tempo e sull'oblio, poi il celebre autoritratto dell'autrice, nata nella porpora e formata su Aristotele e Platone, prima che annunci il suo argomento, le imprese del padre Alessio I.

Ῥέων ὁ χρόνος ἀκάθεκτα καὶ ἀεί τι κινούμενος παρασύρει καὶ παραφέρει πάντα τὰ ἐν γενέσει καὶ ἐς βυθὸν ἀφανείας καταποντοῖ ὅπου μὲν οὐκ ἄξια λόγου πράγματα, ὅπου δὲ μεγάλα τε καὶ ἄξια μνήμης, καὶ τά τε ἄδηλα φύων κατὰ τὴν τραγῳδίαν καὶ τὰ φανέντα ἀποκρυπτόμενος. ἀλλ’ ὅ γε λόγος ὁ τῆς ἱστορίας ἔρυμα καρτερώτατον γίνεται τῷ τοῦ χρόνου ῥεύματι καὶ ἵστησι τρόπον τινὰ τὴν ἀκάθεκτον τούτου ῥοὴν καὶ τὰ ἐν αὐτῷ γινόμενα πάντα, ὁπόσα ὑπερείληφε, ξυνέχει καὶ περισφίγγει καὶ οὐκ ἐᾷ διολισθαίνειν εἰς λήθης βυθούς. ταῦτα δὲ διεγνωκυῖα ἐγὼ Ἄννα, θυγάτηρ μὲν τῶν βασιλέων Ἀλεξίου καὶ Εἰρήνης, πορφύρας τιθήνημά τε καὶ γέννημα, οὐ γραμμάτων οὐκ ἄμοιρος, ἀλλὰ καὶ τὸ Ἑλληνίζειν ἐς ἄκρον ἐσπουδακυῖα καὶ ῥητορικῆς οὐκ ἀμελετήτως ἔχουσα καὶ τὰς Ἀριστοτελικὰς τέχνας εὖ ἀναλεξαμένη καὶ τοὺς Πλάτωνος διαλόγους καὶ τὸν νοῦν ἀπὸ τῆς τετρακτύος τῶν μαθημάτων πυκάσασα (δεῖ γὰρ ἐξορχεῖσθαι ταῦτα, καὶ οὐ περιαυτολογία τὸ πρᾶγμα, ὅσα ἡ φύσις καὶ ἡ περὶ τὰς ἐπιστήμας σπουδὴ δέδωκε καὶ ὁ Θεὸς ἄνωθεν ἐπεβράβευσε καὶ ὁ καιρὸς συνεισήνεγκε) βούλομαι διὰ τῆσδέ μου τῆς γραφῆς τὰς πράξεις ἀφηγήσασθαι τοὐμοῦ πατρὸς οὐκ ἀξίας σιγῇ παραδοθῆναι οὐδὲ τῷ ῥεύματι τοῦ χρόνου παρασυρῆναι καθάπερ εἰς πέλαγος ἀμνημοσύνης, ὅσας τε τῶν σκήπτρων ἐπειλημμένος κατεπράξατο καὶ ὅσας πρὸ τοῦ διαδήματος ἔδρασεν ἑτέροις βασιλεῦσιν ὑπηρετούμενος.Il tempo, che scorre irrefrenabile e sempre muove qualcosa, trascina e porta via tutto ciò che viene all'esistenza e lo sommerge nell'abisso dell'oscurità, ora cose non degne di parola, ora cose grandi e degne di memoria, facendo germogliare, come dice la tragedia, ciò che era nascosto e celando ciò che era apparso. Ma il racconto della storia diventa il baluardo più saldo contro la corrente del tempo; ne arresta in qualche modo il flusso irrefrenabile e tutto ciò che vi accade, quanto ne ha afferrato, lo tiene insieme, lo stringe e non lo lascia scivolare negli abissi dell'oblio. Consapevole di questo, io, Anna, figlia degli imperatori Alessio e Irene, nata e cresciuta nella porpora, non priva di lettere, ma anzi dedita al massimo grado allo studio del greco, non inesperta di retorica, dopo aver letto con cura i trattati aristotelici e i dialoghi di Platone e aver rafforzato la mente con il quadrivio delle scienze (bisogna infatti dichiararlo, e non è vanto ricordare quanto la natura e lo zelo per il sapere mi hanno dato, quanto Dio dall'alto mi ha concesso e le circostanze vi hanno aggiunto), voglio con questo mio scritto narrare le imprese di mio padre, che non meritano di essere consegnate al silenzio né trascinate dalla corrente del tempo come in un mare di oblio: tutto ciò che compì dopo aver preso lo scettro e tutto ciò che fece prima del diadema, al servizio di altri imperatori.

Ἀλεξιάς, Prologue 1 (c. 1148), the opening paragraph · Testo di pubblico dominio, fonte: el.wikisource.org

C2

Leggi di Anna Comnena in greco (C2)

Parole del brano

  • primogenito
  • attesa, aspettativa
  • fondare, istituire
  • letterato, studioso
  • congiura
  • confiscare
  • descrivere
  • ostilità

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