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Arte, scienza e idee

I presocratici: da Talete a Democrito

Gran parte di ciò che scrissero i primi filosofi greci sopravvive solo in frammenti, citati o riferiti da autori più tardi come Aristotele, Diogene Laerzio e Simplicio. Questa pagina segue le domande che avevano in comune, da dove viene il mondo e come cambia, da Talete a Democrito, e mostra come le loro parole chiave, da ἀρχή ad άτομο, vivano nel greco di oggi.

Frammenti, testimonianze e un’etichetta dubbia

Quasi nulla di ciò che scrissero questi pensatori ci è giunto direttamente. Gli studiosi ordinano i dati secondo la raccolta di riferimento di Diels e Kranz: B indica i frammenti, le parole citate del pensatore, e A le testimonianze, i resoconti su di lui; una raccolta più recente, di Laks e Most, è uscita nel 2016. Chi li citò scelse ciò che serviva ai propri argomenti. Aristotele, la fonte principale per i più antichi, li descrive con il proprio lessico: nella Metafisica 983b chiama Talete ὁ τῆς τοιαύτης ἀρχηγὸς φιλοσοφίας, il fondatore di questo tipo di filosofia. È il giudizio di Aristotele, non una pretesa di Talete.

Entrambe le etichette consuete richiedono cautela. «Presocratico» non è strettamente cronologico: Democrito, nato intorno al 460 a.C., fu un contemporaneo più giovane di Socrate, e alcuni studiosi evitano il termine. Anche «filosofo» è anacronistico, perché questi uomini probabilmente non usavano la parola come Platone e Aristotele. Resta difendibile perché Aristotele vedeva in loro i predecessori di un’unica ricerca continua.

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Che cosa significa questa parola?

Mileto e la ricerca di una ἀρχή

Aristotele dice che questi primi pensatori cercavano τινα φύσιν, una natura da cui viene tutto il resto, e la chiama ἀρχή, inizio o principio. Per Talete di Mileto era l’acqua. Le ragioni che ne dà Aristotele sono congetture, segnalate da ἴσως, «forse» (983b), ed è dubbio che Talete abbia scritto qualcosa. Erodoto (1.74) dice che predisse agli Ioni un’eclissi, ma solo quanto all’anno. I calcoli moderni la datano al 28 maggio 585 a.C.; non si sa come avrebbe potuto farlo, e alcuni studiosi dubitano del racconto.

Anassimandro, anch’egli di Mileto, scelse τὸ ἄπειρον, l’illimitato; che cosa intendesse è discusso. Del suo libro resta un solo frammento, in Simplicio (VI secolo d.C.), che segue Teofrasto e non usa virgolette, sicché nessuno sa con esattezza dove la citazione inizi e dove finisca. Descrive le cose che si dissolvono in ciò da cui sono nate, con il linguaggio della giustizia e della pena. Anassimene preferì l’aria, che cambia condensandosi e rarefacendosi.

Il greco di oggi mostra quanto le parole sopravvivano in modo diseguale. Αρχή significa ancora inizio, principio e autorità, e ἀήρ è diventato αέρας, dall’accusativo ἀέρα. Ma l’ὕδωρ di Talete ha ceduto il posto a νερό, da νηρόν, «fresco», attestato per l’acqua nella tarda antichità; ὕδωρ vive in composti dotti come υδρογόνο.

Eraclito e Parmenide: il mutamento e l’essere

Eraclito di Efeso, attivo intorno al 500 a.C., apre il suo libro con il λόγος, parola che può significare enunciato, spiegazione o ragione. Tutte le cose, dice, avvengono secondo questo λόγος (γινομένων γὰρ πάντων κατὰ τὸν λόγον τόνδε, B1), eppure gli uomini non lo comprendono. In B30 dice che nessun dio e nessun uomo fece questo κόσμος, che sempre fu, è e sarà fuoco. Qui κόσμος indica un mondo ordinato.

La formula πάντα ῥεῖ non si trova tra i frammenti conservati. Platone scrive πάντα χωρεῖ καὶ οὐδὲν μένει, «tutto cede e nulla resta» (Cratilo 402a). Delle tre sentenze sui fiumi, la Stanford Encyclopedia of Philosophy accetta soltanto B12, dove acque sempre diverse scorrono su chi entra negli stessi fiumi, e sostiene che l’immagine data da Platone nasca probabilmente da una lettura errata di quel frammento.

Parmenide di Elea, nato intorno al 515 a.C. se il dialogo di Platone è attendibile, prese un’altra strada. Di un poema in esametri, forse di 800 versi, restano circa 160 versi, soprattutto grazie ad autori più tardi come Sesto Empirico e Simplicio. Una dea sostiene che ciò che è non può venire da ciò che non è: nascita e distruzione sono escluse, e criterio di verità è la ragione, non i sensi.

Radici, mente e atomi

Diversi pensatori successivi spiegarono il mutamento come mescolanza e separazione di ciò che già esiste. Empedocle di Agrigento, la cui opera è datata alla metà del V secolo a.C., ne nominò quattro: terra, acqua, aria e fuoco. La sua parola era ῥιζώματα, radici; Aristotele li chiama στοιχεῖα, elementi (985a). L’Amore li unisce e l’Odio li separa. Anassagora di Clazomene, più anziano di Empedocle ma più tardo nelle opere secondo Aristotele (984a), pose il νοῦς, la mente, sopra ogni cosa: nel Fedone di Platone (97c) Socrate ricorda di aver sentito leggere dal suo libro che il νοῦς è ὁ διακοσμῶν, ciò che mette in ordine tutte le cose.

Aristotele (985b) nomina insieme Leucippo e il suo compagno Democrito: per loro gli elementi sono τὸ πλῆρες e τὸ κενόν, il pieno e il vuoto. Di Leucippo si sa poco, e Democrito di Abdera sembra averne sistematizzato le idee; l’opera di Democrito sopravvive solo in resoconti di seconda mano, talvolta inaffidabili. Diogene Laerzio (9.72) lo cita: νόμῳ ψυχρόν, νόμῳ θερμόν, ἐτεῇ δὲ ἄτομα καὶ κενόν, per convenzione il freddo, per convenzione il caldo, in realtà atomi e vuoto. Un ἄτομον è letteralmente ciò che non si può tagliare, da ἀ- e τέμνω. La teoria chimica di Dalton del 1808 riprese il nome, e gli esperimenti dal 1897 rivelarono l’elettrone, una parte di ogni atomo. Il nome è rimasto.

Date chiave

  1. 585 BCL’eclissi che Erodoto collega a Talete, secondo la datazione moderna il 28 maggio
  2. c. 546 BCAnassimandro muore poco dopo aver raggiunto i 64 anni, secondo Apollodoro in Diogene Laerzio
  3. c. 515 BCNascita di Parmenide, come lascia intendere il dialogo di Platone
  4. c. 500 BCEraclito è attivo a Efeso
  5. c. 460 BCNascita di Democrito, secondo testimonianze antiche
  6. 6th c. ADSimplicio cita Anassimandro e Parmenide nel suo commento ad Aristotele
  7. 1808Dalton pubblica la sua teoria chimica degli atomi
  8. 1897Gli esperimenti di Thomson sui raggi catodici, che portarono all’elettrone

Otto parole, ieri e oggi

Greco anticoGreco di oggiSignificato
inizio; principio; autorità
natura
atomo; oggi anche una persona
parola; discorso; ragione
mondo ordinato; oggi anche la gente
l’illimitato; l’infinito
vuoto, spazio vuoto
mente
B2

Leggi in greco (B2)

Vuoi imparare il greco?Chi ha letto ἄτομα καὶ κενόν sente oggi entrambe le parole in una scuola greca: la lezione di chimica conta gli άτομα, e quando manca un insegnante, la classe ha un κενό, un’ora libera.Inizia con il greco