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Dal greco antico al greco moderno

Katharévusa e demotico: la questione della lingua in Grecia

Per oltre 150 anni i greci discussero su quale greco si dovesse scrivere: la καθαρεύουσα, forma purificata pensata per i libri e lo Stato, o la δημοτική, la forma basata sul parlato. La disputa arrivò alla Costituzione, alle scuole e, nel 1901 e nel 1903, alle strade di Atene. Chi legge testi greci stampati prima del 1976 ne incontra i risultati, e il greco quotidiano li porta ancora con sé.

Due forme di una sola lingua

Il termine è διγλωσσία, diglossia: secondo il dizionario di Triantafyllidis, l’uso da parte di un popolo di due forme della propria lingua nazionale per funzioni diverse. Nessuna delle due era il greco antico. Il dizionario definisce la καθαρεύουσα una mescolanza artificiale di elementi arcaici e neogreci, usata come lingua ufficiale dello Stato, e nota che mirava ad allontanarsi sia dal greco antico sia da quello moderno. La δημοτική è definita come il greco moderno comune, formatosi dal parlato e coltivato nella letteratura. Una lettera di un lettore citata sul Portale per la lingua greca mostra la distanza con una coppia di frasi, entrambe col senso di «Atene si è molto estesa»: Αι Αθήναι επεκτάθησαν κατά μεγάλον ποσοστόν e Η Αθήνα επεκτάθηκε κατά μεγάλο ποσοστό.

Entrambi i nomi hanno radici antiche e una storia moderna. Platone usa καθαρεύω per «essere puro» (Fedone 67a), e il lessico Liddell–Scott–Jones cita Dionigi di Alicarnasso per la purezza dell’espressione (Lisia 2). Il dizionario vede in καθαρεύουσα anche l’influsso del francese idiome épuré o del tedesco Reinsprache. δημοτική è passato per il francese démotique, che risale alla scrittura egizia che Erodoto chiama δημοτικά, «del popolo» (2.36).

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Da Korais a Psicharis

Il dibattito prese forma nell’Illuminismo greco. Adamantios Korais (1748–1833) sostenne una via di mezzo: né «tiranni» del popolo né «schiavi» della sua volgarità, nelle parole citate dallo storico K. Th. Dimaras, che riassume la sua pratica come un demotico ripulito con misura. Altri volevano di più: nel 1853 Panagiotis Soutsos invocava il ritorno alla lingua antica stessa. La katharévusa, intanto, divenne la lingua scritta del nuovo Stato greco.

Il movimento demoticista si data di solito dal 1888, quando Yannis Psicharis pubblicò Το ταξίδι μου («Il mio viaggio»), scritto in demotico e comunemente chiamato il manifesto del movimento. Rena Stavridi-Patrikiou, i cui studi si trovano sul Portale, sottolinea che egli mantenne il legame con l’antichità: per Psicharis il demotico era il vero figlio della lingua antica. Nota anche che entrambe le forme rivendicavano il simbolo della continuità e dell’unità della nazione. Questo aiuta a spiegare come una questione di grammatica abbia potuto suscitare sentimenti così forti da entrambe le parti.

1901 e 1903: la questione arriva nelle strade

Nel settembre 1901 il giornale ateniese Akropolis iniziò a pubblicare il Vangelo di Matteo in una traduzione in demotico di Alexandros Pallis. Un’altra traduzione, commissionata dalla regina Olga, era uscita in febbraio. Gli studenti manifestarono in difesa della katharévusa, alcuni oppositori vedevano un pericolo nazionale nello slavismo e il Santo Sinodo condannò le traduzioni in greco moderno. L’8 novembre (calendario giuliano) manifestanti e soldati si scontrarono ad Atene. La maggior parte dei resoconti indica otto morti, uno ne indica undici. Il metropolita di Atene Procopio e il primo ministro Theotokis si dimisero. Questi fatti sono noti come Ευαγγελικά.

Gli Ορεστειακά seguirono nel novembre 1903. Il Teatro Reale mise in scena l’Orestea di Eschilo in una traduzione di Georgios Sotiriadis, in una lingua a metà tra le due forme. Protestarono gli studenti del professor Georgios Mistriotis, secondo il quale il dramma antico andava rappresentato solo nell’originale. I resoconti divergono sul bilancio: un morto e decine di feriti, oppure due morti e sette feriti.

La Costituzione del 1911 intervenne poi su entrambi i temi. L’articolo 107 stabilì come lingua ufficiale quella in cui sono redatte la Costituzione e le leggi e proibì «ogni tentativo di corromperla». Un’altra disposizione vietò di rendere la Scrittura in un’altra forma linguistica senza l’approvazione anche della Chiesa di Costantinopoli.

Dall’aula alla legge del 1976

I demoticisti si rivolsero alle scuole. Una scuola femminile di Volos, guidata da Alexandros Delmouzos, insegnò in demotico dal 1908 e chiuse nel 1911 tra le ostilità locali. La Società per l’educazione nacque nel 1910, e nel 1917 il governo liberale portò il demotico nei primi anni della scuola primaria, con Delmouzos, Dimitris Glinos e Manolis Triantafyllidis al ministero. In seguito la politica cambiò con i governi. La grammatica del demotico di Triantafyllidis uscì nel 1941. Secondo un resoconto, il governo Papandreou del 1964 diede alle due forme pari dignità. L’articolo 6 della Costituzione del 1968, quella del regime militare, legò la lingua dello Stato e della scuola alla lingua delle leggi, imponendo così la katharévusa senza nominarla.

Dopo la caduta del regime nel 1974, il Parlamento approvò la legge 309 nell’aprile 1976 sotto il governo Karamanlis (le fonti indicano il 3 o il 30), con Georgios Rallis ministro dell’Istruzione. Il suo articolo 2 impone il «greco moderno» nelle scuole dal 1976–77 e lo definisce basato sul demotico. Non nomina una lingua dello Stato: per questo uno studio sul Portale dice che il demotico divenne ufficiale indirettamente, attraverso la lingua dell’insegnamento. Una legge scolastica del 1985 dice semplicemente η δημοτική, e nel 1986 il testo della Costituzione fu trasposto in demotico.

Date chiave

  1. 1888Psicharis pubblica Το ταξίδι μου, scritto in demotico.
  2. 1901Gli Ευαγγελικά: scontri mortali ad Atene dopo una traduzione del Vangelo in demotico.
  3. 1903Gli Ορεστειακά: proteste e morti per la lingua di un allestimento dell’Orestea.
  4. 1911Articolo 107 della Costituzione: la lingua ufficiale è quella delle leggi.
  5. 1917Il governo liberale porta il demotico nei primi anni della primaria.
  6. 1941Esce la grammatica del demotico di Triantafyllidis.
  7. 1968L’articolo 6 della Costituzione del regime militare impone la katharévusa senza nominarla.
  8. 1976Legge 309: il greco moderno basato sul demotico diventa la lingua della scuola.

Otto parole, ieri e oggi

Greco anticoGreco di oggiSignificato
forma purista del greco
greco basato sul parlato
lingua (idioma e organo)
acqua (sostituì ὕδωρ)
pane (sostituì ἄρτος)
costituzione
traduzione (un tempo: parafrasi)
grammatica
B2

Leggi in greco (B2)

Vuoi imparare il greco?Le leggi e molti giornali greci stampati prima del 1976 sono in katharévusa, come gran parte della narrativa dell’Ottocento, e le sue parole colte sono ancora nel dizionario: ύδατα accanto a νερό, άρτος accanto a ψωμί. Conoscere questa disputa spiega perché il greco conserva due parole per l’acqua.Inizia con il greco