
Quello che sapete già
Se avete tradotto Platone o Senofonte per il Graecum, una versione al liceo classico o un testo d’esame per l’A level, cominciate il greco moderno molto avanti rispetto agli altri principianti. L’alfabeto è lo stesso, e così l’ortografia di molte parole: ἄνθρωπος è ancora άνθρωπος, θάλασσα è ancora θάλασσα, ψυχή è ancora ψυχή. I nomi hanno ancora tre generi, l’articolo e i casi, e i verbi distinguono ancora l’aspetto: le categorie imparate per la prosa attica sono quelle di una grammatica del greco moderno.
Il greco formale, quello dei giornali, dei cartelli e dei moduli ufficiali, è pieno di parole che analizzate a prima vista. Un forno può ancora chiamarsi «πρατήριο άρτου», rivendita di pane, e una pescheria «ιχθυοπωλείο». La lettura arriva presto. Ciò che richiede fatica è l’ascolto e il parlato.
La pronuncia: il primo vero ostacolo
Molte scuole fuori dalla Grecia insegnano la pronuncia erasmiana, una ricostruzione erudita. I Greci leggono le stesse lettere in modo diverso, e la maggior parte del cambiamento è avvenuta molto prima dello Stato moderno. Il Centro per la lingua greca descrive come, già nella koinè, l’itacismo rese uguali al suono desinenze come -εις e -ῃς, e come si perse l’antica opposizione tra vocali lunghe e brevi.
In pratica, η, ι, υ, ει e οι si pronunciano tutti [i], e αι si pronuncia [e]. Le lettere β, γ e δ sono fricative dolci, perciò il dizionario trascrive υδραυλικός come [iðravlikós], con αυ letto [av]. L’accento è d’intensità, non musicale. L’ortografia moderna conserva le lettere storiche, così l’occhio riconosce parole che l’orecchio non coglie ancora. Oggi il greco si scrive inoltre con un solo accento, il sistema monotonico, senza spiriti.
La grammatica: più semplice dell’attico, ma diversa
Molto di ciò che avete imparato a memoria non c’è più. Secondo il Centro per la lingua greca, i papiri non letterari del I secolo a.C. sostituiscono già il dativo, prima con l’accusativo e poi con il genitivo. Oggi sopravvive solo in espressioni fisse come εντάξει (va bene), τοις μετρητοίς (in contanti) e δόξα σοι ο Θεός (grazie a Dio). L’ottativo è scomparso, e così l’infinito, molto limitato già nel X secolo e perso entro il XVI. La sua unica traccia è la forma fissa del perfetto, «έχω γράψει», che le grammatiche greche chiamano ancora απαρέμφατο.
Nuove strutture ne prendono il posto. Dove Senofonte scrive un infinito, il greco moderno usa να, da ἵνα, con il congiuntivo: «θέλω να γράψω», voglio scrivere. Il futuro si forma con la particella θα, nata da θέλει να: «θα γράψω», scriverò. Il complemento di termine diventa σε con l’accusativo oppure un pronome al genitivo: «δώσε μου», dammi. La grammatica è più leggera di quella attica, ma sono abitudini nuove da costruire.
Le parole di ogni giorno: il vero divario
La sorpresa più grande è che le parole più comuni sono spesso cambiate. Molte parole moderne vengono da diminutivi ellenistici in -ιον. Ὀψάριον, un piccolo companatico, la parola per i due pesci in Giovanni 6,9, è diventato ψάρι; ψωμίον, un piccolo boccone, è diventato ψωμί; ὀμμάτιον, un piccolo occhio, è diventato μάτι; e κρᾶσις, la mescolanza del vino con l’acqua, ha dato κρασί. Persino ὕδωρ è stato sostituito, da νερό, da νηρὸν ὕδωρ, acqua fresca.
Le parole antiche non sono sparite. Sono salite di registro: ιχθύς, άρτος e οίνος sono parole dotte o liturgiche, e l’eucaristia è ancora «ο άρτος και ο οίνος». La regola pratica per chi viene dal classico: imparare prima la parola quotidiana e tenere quella antica come lessico formale. Quanto è difficile, allora, il greco moderno? Leggere è un piccolo passo. Ascoltare e parlare richiedono esercizio costante, ma non partite mai da zero.
Date chiave
- 4th c. BCPlatone e Senofonte scrivono la prosa attica che si studia nella maggior parte dei corsi.
- 3rd c. BCὀψάριον compare nei papiri d’Egitto; diventerà ψάρι.
- 1st c. BCI papiri non letterari cominciano a sostituire il dativo con l’accusativo.
- 1st c. ADGiovanni 6,9 chiama ὀψάρια i due pesci del miracolo.
- 6th c. ADUn’iscrizione dalla Nubia usa νηρόν per l’acqua, l’antenato di νερό.
- 16th c. ADOrmai l’infinito è scomparso dal greco parlato.
Otto parole, ieri e oggi
| Greco antico | Greco di oggi | Significato |
|---|---|---|
| acqua (ύδρο- nei composti) | ||
| pesce (ιχθύς: formale) | ||
| pane (άρτος in chiesa) | ||
| vino (οίνος in chiesa) | ||
| casa (οίκος: formale) | ||
| occhio (οφθαλμίατρος: oculista) | ||
| vedere | ||
| cane |