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Dal greco antico al greco moderno

Pronuncia erasmiana e pronuncia moderna del greco antico

Fuori dalla Grecia chi studia greco antico impara di solito la pronuncia erasmiana, una ricostruzione dell’attico classico che prende il nome da Erasmo. I Greci leggono gli stessi testi con i suoni del greco moderno. Questa pagina spiega quali suoni sono cambiati e più o meno quando, da dove vengono le due tradizioni e perché conviene conoscerle entrambe: la lettura che usi per Omero può aprirti anche la porta del greco parlato oggi.

Due modi di leggere lo stesso testo

Se leggi ad alta voce una pagina di Senofonte in un Gymnasium tedesco, in un liceo classico italiano o in una scuola britannica, userai quasi certamente la pronuncia erasmiana: un sistema scolastico che cerca di avvicinarsi al greco attico del V e del IV secolo a.C., adattato alle abitudini di ogni paese. Se leggi la stessa pagina in un liceo greco, la sentirai con i suoni del greco moderno, come i Greci leggono i loro testi antichi dall’epoca bizantina.

La differenza è grande. βασιλεύς, «re», è ba-si-LEUS in una classe erasmiana e [vasiˈlefs] ad Atene. ἥλιος, «sole», è HE-li-os contro [ˈiʎos]; αἷμα, «sangue», è HAI-ma contro [ˈema]. In greco moderno le lettere e i digrammi η, ι, υ, ει, οι e υι suonano tutti [i]: questa fusione si chiama iotacismo (ιωτακισμός).

Nessuna delle due letture è semplicemente «sbagliata». La pronuncia erasmiana è una ricostruzione scientifica pensata per lo studio; quella moderna è il risultato vivo di più di duemila anni di cambiamenti. In un testo per il Centro per la lingua greca, A.-F. Christidis suggerisce che i Greci possano continuare a leggere i testi antichi a modo loro, purché sappiano che gli antichi Greci non li pronunciavano così.

Che cosa è cambiato, e più o meno quando

La maggior parte dei cambiamenti avvenne in età ellenistica e romana, quando il greco divenne la lingua comune, la κοινή, del Mediterraneo orientale. I linguisti li datano soprattutto grazie agli errori di ortografia nei papiri e nelle iscrizioni, perciò le date sono approssimative e variavano da luogo a luogo.

  • Vocali. La η classica era una e lunga aperta; si chiuse e alla fine si confuse con [i]. Dalla metà del II secolo a.C. i papiri confondono η con ει e ι, e αι con ε: l’antico dittongo αι era diventato una semplice [e]. υ e οι divennero prima una [y] arrotondata, come la u francese, e solo più tardi [i]; per οι questo avvenne intorno al X secolo d.C.
  • Consonanti. Prima della fine dell’età ellenistica le aspirate φ, θ, χ ([pʰ tʰ kʰ]) divennero [f θ x], e le occlusive sonore β, δ, γ ([b d g]) divennero [v ð ɣ].
  • αυ ed ευ. Dai primi secoli d.C. cominciarono a suonare [av/af] ed [ev/ef], come in Ευρώπη [evˈropi] ed ευχαριστώ [efxariˈsto].
  • Quantità e accento. Le vocali lunghe e brevi smisero di distinguersi, e l’accento musicale di altezza lasciò il posto all’accento intensivo di oggi.

Una prova famosa dei valori antichi viene dal poeta comico Cratino (fr. 45 Kassel–Austin), dove qualcuno cammina «dicendo βῆ βῆ come una pecora». La battuta funziona solo se β era una [b] e η una vocale simile a e, non [vi vi].

Erasmo, Reuchlin e le scuole

Gli studiosi bizantini che insegnavano greco in Italia portarono la loro pronuncia, vicina al greco moderno. Alcuni sapevano già che le lettere avevano avuto un tempo altri valori: intorno al 1300 Massimo Planude notò che ἐρήμην, ἐροίμην e αἱρεῖ μιν suonavano identici. Umanisti occidentali come Aldo Manuzio, Girolamo Aleandro e Antonio de Nebrija confrontarono le descrizioni dei grammatici antichi e proposero correzioni.

Nel 1528 Erasmo da Rotterdam pubblicò il dialogo De recta Latini Graecique sermonis pronuntiatione, «Sulla corretta pronuncia del latino e del greco». Era una proposta di riforma scolastica; Erasmo considerava provvisorie le sue idee e non le applicava lui stesso in modo coerente. La posizione opposta è legata a Johannes Reuchlin, secondo cui il greco antico andava letto con la pronuncia dei Greci viventi: di qui l’antica coppia di nomi «erasmiana» e «reuchliniana».

Il nuovo sistema si affermò prima in Inghilterra, a Cambridge, nonostante le opposizioni iniziali, e si diffuse lentamente: molte scuole mantennero la lettura bizantina fino all’Ottocento, e Adamantios Korais la difese. Oggi la pronuncia erasmiana è la norma internazionale, ma fortemente influenzata da ogni lingua locale, così θ può essere [t] in un paese e [θ] in un altro. In Grecia i testi antichi si leggono con la pronuncia moderna.

Quale pronuncia usare?

Per leggere Omero o i tragici in classe, la pronuncia erasmiana ha vantaggi reali. Tiene distinti suoni che l’ortografia distingue ancora: nella pronuncia moderna λύει, λύῃ e λύοι (indicativo, congiuntivo, ottativo) suonano tutti [ˈlii], mentre chi legge all’erasmiana sente tre forme diverse. Rende inoltre udibile la quantità delle vocali, e l’esametro si basa su sillabe lunghe e brevi.

La pronuncia moderna non è una copia degradata. Secondo E. Petrounias si avvicina molto alla pronuncia della tarda età ellenistica, ed è quella in cui il greco si parla da allora. Inoltre dà a chi studia greco antico un grande vantaggio nel greco moderno: ἥλιος è ancora ήλιος, φωνή è ancora φωνή, e bisogna reimparare solo i suoni.

Molti insegnanti danno una risposta pratica: usa il sistema erasmiano se il tuo corso o il tuo esame lo richiede, e impara in parallelo i valori moderni. Così ogni parola che conosci da Senofonte o da Platone diventa anche una parola che puoi ascoltare e usare in Grecia. In questa pagina le parole greche si ascoltano con la pronuncia moderna; confrontale con la lettura che usi a scuola.

Date chiave

  1. 5th c. BCIn una commedia di Cratino un personaggio bela βῆ βῆ come una pecora: indizio che β era [b] e η somigliava a una e.
  2. 2nd c. BCI papiri cominciano a confondere η con ει e ι, e αι con ε.
  3. 1st c. ADIntorno ai primi secoli d.C. αυ ed ευ cominciano a suonare [av/af] ed [ev/ef].
  4. 10th c. ADοι, l’ultimo a resistere, si confonde con [i].
  5. c. 1300Massimo Planude nota che ἐρήμην, ἐροίμην e αἱρεῖ μιν suonano uguali.
  6. 1528Erasmo pubblica il suo dialogo sulla corretta pronuncia del latino e del greco.

Otto parole, ieri e oggi

Greco anticoGreco di oggiSignificato
re (formale βασιλεύς)
sole
pecora
sangue
grazie
vocale
pronuncia
accento
B2

Leggi in greco (B2)

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