Che cosa significava la parola ἥρως
Il significato di ἥρως dipende dalla fonte. In Omero è un titolo d'onore per gli uomini liberi, soprattutto per i guerrieri a Troia, ma può designare anche l'aedo Demodoco (Odissea 8.483). In questi passi non si riferisce a un culto.
Esiodo offre un quadro diverso. Nelle Opere e i giorni (156–173) gli eroi sono la quarta stirpe degli uomini, ἀνδρῶν ἡρώων θεῖον γένος, «che sono chiamati ἡμίθεοι», semidei. La guerra li distrusse a Tebe e a Troia, e alcuni vivono ora nelle Isole dei Beati.
Nei testi classici un eroe è spesso un morto onorato con un culto, e non sempre una figura del mito. Erodoto (5.47) racconta che gli abitanti di Segesta costruirono un santuario sulla tomba di Filippo di Crotone, vincitore a Olimpia, per la sua bellezza. Secondo Pausania (1.32.4), i Maratonii veneravano i caduti nella battaglia chiamandoli eroi.
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Che cosa significa questa parola?
Gloria ed eccellenza: κλέος e ἀρετή
Gli eroi dell'epica cercano il κλέος, la fama di cui parlano gli altri; la parola è legata a κλύω, «udire». Achille enuncia lo scambio in Iliade 9.413: se resta a Troia, ὤλετο μέν μοι νόστος, ἀτὰρ κλέος ἄφθιτον ἔσται, «il mio ritorno è perduto, ma la mia gloria non perirà mai».
La via verso la gloria è l'ἀρετή. La traduciamo spesso con «virtù», ma in Omero indica l'eccellenza di ogni tipo, soprattutto il valore: Iliade 20.411 può parlare di ποδῶν ἀρετή, l'eccellenza dei piedi. Per il senso di virtù morale, il dizionario LSJ cita prosatori classici come Democrito, Senofonte e Platone. Il greco moderno li ha seguiti: αρετή è una virtù o una buona qualità, mentre κλέος sopravvive come parola elevata per la gloria.
Pindaro unisce poesia e culto. Nell'Olimpica 1.90–93 Pelope giace presso l'Alfeo e riceve αἱμακουρίαι, offerte di sangue, alla sua tomba accanto all'altare; le parole seguenti passano al κλέος: la gloria delle Olimpiadi risplende da lontano nelle corse di Pelope.
Il culto: ossa, città e sacrificio
Il culto legava un eroe a un luogo, perciò le ossa erano importanti. Erodoto (1.67–68) racconta come Delfi ordinò agli Spartani di riportare in patria le ossa di Oreste per sconfiggere Tegea. Plutarco (Teseo 36) dice che dopo le guerre persiane la Pizia ordinò agli Ateniesi di recuperare le ossa di Teseo; Cimone prese Sciro e riportò la bara di un corpo enorme, con una punta di lancia di bronzo e una spada. La tomba ad Atene divenne un rifugio per schiavi e poveri.
I culti servivano anche alla politica. Ad Anfipoli (Tucidide 5.11) la tomba del generale spartano Brasida ricevette sacrifici, giochi e offerte annuali, ed egli sostituì l'ateniese Agnone come fondatore della colonia. Clistene diede ad Atene dieci tribù con nomi di eroi (Erodoto 5.66).
Qual era il rito? I manuali hanno a lungo separato gli eroi dagli dèi, con rituali di sangue, offerte interamente bruciate e il verbo ἐναγίζειν. Gunnel Ekroth (2002) conclude dalle iscrizioni e dai testi che il rito principale era una θυσία in cui i fedeli mangiavano la carne. Secondo lei gli altri riti erano marginali, e ἐναγίζειν è raramente usato per gli eroi prima dell'età romana.
Quando iniziò il culto degli eroi? Una questione aperta
L'archeologia offre indizi, ma nessuna risposta semplice. Greci di epoche successive lasciarono offerte in tombe micenee, per esempio in Messenia e a Prosymna in Argolide, e molti di questi depositi appartengono alle età geometrica e arcaica. J. N. Coldstream, in «Hero-cults in the age of Homer» (1976), ha contestato l'idea di una memoria continua attraverso i secoli bui; il suo lavoro è spesso citato per un legame tra questi culti e la diffusione dell'epica.
James Whitley (1988) ha replicato che simili spiegazioni generali ignorano le differenze locali. Confrontando l'Attica e l'Argolide, ha collegato tali differenze ai diversi modi in cui si formarono i primi Stati. Ha anche respinto l'opinione degli scavatori secondo cui il grande edificio del X secolo a Lefkandi era un heroon, definendola «estremamente improbabile» e notando che non aveva ottenuto consenso generale.
Ekroth, dal canto suo, dubita che i riti eroici siano nati dal culto dei morti. Nessuna teoria delle origini è oggi generalmente accettata, perciò la cosa più sicura è indicare su quali indizi si fonda ciascuna tesi.
Date chiave
- 10th c. BCUn grande edificio a Lefkandi, chiamato heroon dagli scavatori; la definizione è contestata
- 8th c. BCOfferte in antiche tombe micenee e primi presunti santuari di eroi; il loro significato è discusso
- 508/7 BCRiforme di Clistene ad Atene: dieci tribù con nomi di eroi
- 5th c. BCDopo le guerre persiane Cimone riporta da Sciro le «ossa di Teseo», secondo Plutarco
- 422 BCBrasida muore ad Anfipoli e vi riceve onori da eroe
- 4th c. BCIl monumento degli Eroi Eponimi, con dieci statue di bronzo, sorge nell'agorà di Atene
Otto parole, ieri e oggi
| Greco antico | Greco di oggi | Significato |
|---|---|---|
| eroe | ||
| monumento ai caduti; un tempo santuario eroico | ||
| gloria, fama | ||
| eccellenza; oggi virtù | ||
| semidio | ||
| tomba, sepolcro | ||
| sacrificio | ||
| monumento, memoriale |
La religione greca: templi, sacerdoti e sacrifici
Le riforme di Clistene e la nascita della democrazia (508 a.C.)