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La polis e la politica

Dracone e Solone: le prime leggi di Atene

Intorno al 621 a.C. Dracone diede ad Atene leggi scritte, rimaste famose per la loro durezza. Una generazione dopo, i debiti spingevano i contadini poveri verso la schiavitù, e Solone fu scelto per risolvere la crisi: cancellò i debiti e liberò chi era finito schiavo per causa loro. La loro storia vive ancora nel greco. Quando oggi un giornale scrive «δρακόντεια μέτρα», usa il nome di Dracone, e la parola σεισάχθεια indica ancora la legge di Solone.

Perché Atene volle leggi scritte

Immagina una città in cui solo poche famiglie ricche conoscono le regole, e in cui queste stesse famiglie hanno il diritto di spiegarle. Più o meno così era Atene nel VII secolo a.C. I nobili, gli εὐπατρίδαι, conoscevano il diritto e dicevano che cosa significasse. La gente comune non poteva controllarlo.

Intorno al 621 a.C., quando Aristecmo era il magistrato supremo dell'anno (ἄρχων), gli Ateniesi affidarono a un uomo di nome Dracone, Δράκων, il compito di fare le leggi. Per la prima volta le regole furono scritte, e chiunque poteva consultarle. Fu un grande cambiamento: la legge esisteva ormai fuori dalla memoria dei potenti.

Sappiamo pochissimo di queste leggi. I Greci delle epoche successive le ricordavano per una sola cosa, la severità. Aristotele scrive nella Politica (1274b) che in esse non c'era nulla di degno di nota, tranne le pene pesanti.

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Scritte col sangue? La leggenda e la legge conservata

Le storie famose vengono da Plutarco, che scrive secoli dopo. Nella Vita di Solone (17) quasi ogni reato è punito con la morte: muoiono gli oziosi, e anche chi ruba verdura o frutta. L'oratore Demade scherzava dicendo che le leggi di Dracone erano scritte non con l'inchiostro ma col sangue. A chi gli chiedeva perché, Dracone avrebbe risposto che i piccoli reati meritavano la morte, e che per i grandi non trovava nulla di più pesante.

Gli storici sono prudenti. La Foundation of the Hellenic World giudica esagerata la morte per tutti i crimini, e ritiene che la perdita dei diritti civili o l'esilio fossero probabilmente più frequenti. L'unica legge che possiamo davvero leggere riguarda l'omicidio, φόνος, ed è più attenta della leggenda: «anche se qualcuno uccide qualcuno senza premeditazione, sarà esiliato».

La Costituzione degli Ateniesi (7.1) dice che questa legge rimase in uso quando le altre furono abbandonate; chiama θεσμοί le regole di Dracone e νόμοι quelle di Solone. Nel 409/8 a.C. gli Ateniesi copiarono la legge su una stele di pietra davanti alla Stoà del re. La pietra danneggiata (EM 6602) si trova al Museo epigrafico di Atene, ma gli editori avvertono che non possiamo sapere quanto conservi delle parole di Dracone.

Solone e lo scuotimento dei pesi

Le leggi di Dracone non calmarono Atene. Secondo la Costituzione degli Ateniesi, attribuita ad Aristotele (cap. 2), la terra era in poche mani. Contadini poveri, gli ἑκτήμοροι o «quelli della sesta parte», lavoravano la terra dei ricchi per una parte del raccolto, e i prestiti erano garantiti sul corpo stesso del debitore. Chi non poteva pagare poteva essere preso insieme ai figli.

Intorno al 594/3 a.C. le due parti scelsero Solone, un nobile di ricchezza media e poeta, come mediatore e ἄρχων. La sua prima misura fu la σεισάχθεια, da σείω «scuotere» e ἄχθος «peso». I debiti furono cancellati e il prestito sulla persona fu vietato (6.1). In una poesia citata dal trattato (12.4), Solone dice di aver strappato i cippi di confine, ὅροι, piantati sulla Terra nera, un tempo schiava e ora libera, e di aver riportato in patria persone vendute all'estero, alcune delle quali non parlavano più l'attico.

I dettagli sono incerti. Plutarco (15) riferisce che Androzione pensava a una semplice riduzione degli interessi, mentre la maggior parte degli autori parlava di cancellazione completa. Gli storici moderni discutono ancora su chi fossero gli ἑκτήμοροι, quale quota pagassero e che cosa segnassero gli ὅροι, e N. G. L. Hammond ha sostenuto una seconda missione, nel 592/1 a.C., per le leggi più ampie.

Un ordine nuovo, ma non ancora la democrazia

Il trattato dice che Solone mantenne quattro classi di censo, misurate sulla produzione annua della terra: πεντακοσιομέδιμνοι, ἱππεῖς, ζευγῖται e θῆτες. Le cariche andavano alle prime tre, in proporzione alla ricchezza. I θῆτες, i lavoratori salariati, potevano sedere solo nell'assemblea e nei tribunali. Il trattato gli attribuisce anche un consiglio, una βουλή, di 400 membri (8.4). Indica tre misure come le più democratiche: niente prestiti sulla persona, il diritto di chiunque di chiedere giustizia per una vittima, e l'appello al tribunale, ἡ εἰς τὸ δικαστήριον ἔφεσις (9.1).

Le sue leggi furono scritte sui κύρβεις e collocate nella Stoà del re. Il trattato dice che furono fissate per cento anni (7.2), Erodoto dice dieci (1.29). Solone lasciò poi Atene per dieci anni, per non essere spinto a cambiarle. Nessuna delle parti fu soddisfatta: i poveri speravano in una spartizione delle terre, i nobili nel vecchio ordine (11.2).

Le lotte continuarono. Nel trentaduesimo anno dopo le sue leggi, Pisistrato occupò l'Acropoli (14.1). Atene divenne una democrazia solo dopo Clistene, nel 508 a.C. Ma le parole restano: i Greci fanno ancora la loro θητεία, parola imparentata con θῆτες, e il loro parlamento è la Βουλή.

Date chiave

  1. c. 621 BCDracone mette per iscritto leggi per Atene sotto l'arcontato di Aristecmo.
  2. c. 594/3 BCSolone è arconte e mediatore; la σεισάχθεια cancella i debiti.
  3. 508 BCLe riforme di Clistene pongono le basi della democrazia.
  4. 409/8 BCLa legge di Dracone sull'omicidio viene copiata su una stele di pietra presso la Stoà del re.

Otto parole, ieri e oggi

Greco anticoGreco di oggiSignificato
legge
norma di Dracone; oggi istituzione
molto duro (dal francese draconien)
cancellazione dei debiti di Solone
debito
cippo di confine; oggi condizione
uccisione, omicidio
servizio pagato; oggi servizio militare
B1

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