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Religione e feste

Le Dionisie: la festa del teatro

Le Dionisie erano feste di Dioniso, il dio del vino. La più grande, le Grandi Dionisie, riempiva Atene ogni primavera con una processione, canti e gare tra poeti. Molte delle opere greche che leggiamo ancora furono scritte per questa festa. Il gruppo che danzava e cantava in quelle opere si chiamava χορός, e oggi questa è la parola greca di tutti i giorni per la danza.

Una festa per un dio

Le Διονύσια erano feste di Dioniso, il dio del vino. Atene e la sua campagna ne celebravano diverse. In inverno, nel mese di Posideone (dicembre–gennaio), i villaggi festeggiavano le Dionisie rurali. Nella commedia di Aristofane Gli Acarnesi, il contadino Diceopoli celebra le sue: la figlia porta un cesto, gli schiavi portano un simbolo di fertilità e la moglie guarda dal tetto.

La più grande era quella delle Grandi Dionisie, in primavera, nel mese di Elafebolione (marzo–aprile), nel teatro di Dioniso, sulle pendici dell’Acropoli. Secondo la tradizione, il tiranno Pisistrato la fondò o la ampliò intorno al 534 a.C., ma alcuni studiosi datano i suoi agoni teatrali ufficiali intorno al 501 a.C., dopo la caduta dei tiranni. Era soprattutto un’occasione religiosa: una legge citata da Demostene (21.10) vietava di sequestrare i beni di un debitore nei giorni della festa.

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Che cosa significa questa parola?

Dalla processione alle opere

Un antico racconto diceva che la statua di legno di Dioniso era giunta ad Atene da Eleutere, al confine con la Beozia (Pausania 1.38.8). Prima della festa veniva portata in un tempio fuori città e riportata indietro alla luce delle torce. La grande processione, la πομπή, aveva cesti, vino, simboli di fertilità e tori per il sacrificio, mentre i finanziatori sfilavano con i loro abiti migliori.

Eschine (3.67) ricorda un προαγών, una “pre-gara”, nell’ottavo giorno del mese. Ricorda anche (3.154) che un tempo, poco prima delle tragedie, un araldo presentava giovani i cui padri erano morti in guerra. La legge in Demostene elenca la processione, i cori di ragazzi, il corteo festoso (κῶμος), le commedie e le tragedie. Oltre questo il programma è incerto: i testi moderni parlano di cinque o sette giorni, e lo storico M. L. Damen avverte che non sappiamo quanti giorni durasse la festa.

Una gara con le sue regole

La festa era un ἀγών, una gara. Le tribù ateniesi fornivano i finanziatori per cori di uomini e di ragazzi (Costituzione degli Ateniesi 56.3), che eseguivano il διθύραμβος, un inno a Dioniso. Testimonianze antiche indicano cinquanta uomini in un coro di questo tipo. Gareggiavano tre poeti tragici, ciascuno con tre tragedie e un dramma satiresco, anche se le regole cambiarono nel tempo.

L’arconte, un alto magistrato, sceglieva tre dei cittadini più ricchi come χορηγοί per la tragedia, e un tempo anche cinque per la commedia. Ognuno pagava per istruire e allestire un coro. I giudici erano di norma sorteggiati, ma Plutarco (Cimone 8) racconta che un anno l’arconte fece giudicare invece i dieci strateghi, e vinse il giovane Sofocle. Non sappiamo esattamente come venissero assegnati i premi. C’erano primo, secondo e terzo posto, e il nome di un finanziatore vincitore poteva essere inciso sulla pietra.

Che cosa c’entravano le opere con il dio?

Un detto popolare sosteneva che la tragedia non avesse “nulla a che fare con Dioniso”. Per le trame era quasi vero: come nota Damen, delle trentatré tragedie classiche conservate tutte tranne una trattano miti che non sono incentrati su di lui. Gli studiosi discutono ancora su quanto il dramma sia nato dal suo culto. Il pubblico era numeroso, migliaia di persone. Quando il Socrate di Platone parla di “più di trentamila Greci” che ammirano un poeta vincitore (Simposio 175e), è un complimento scherzoso, non un conteggio.

Le parole della festa sono ancora in uso. Un χορηγός è oggi lo sponsor di un evento artistico o sportivo. I critici possono ancora “scrivere διθυράμβους” su uno spettacolo che amano. Un αγώνας può essere una partita di calcio, un κριτής giudica una gara e una πομπή è una processione solenne, come quella dell’Επιτάφιος per le strade.

Date chiave

  1. c. 534 BCData tradizionale del dramma alle Grandi Dionisie sotto Pisistrato; alcuni studiosi preferiscono il 501 a.C. circa.
  2. 486 BCLa commedia entra in gara, come suggeriscono le liste dei vincitori.
  3. 458 BCEschilo mette in scena l’Orestea, l’unica trilogia conservata per intero.
  4. c. 449 BCGli attori iniziano a gareggiare per un premio tutto loro.
  5. c. 440 BCLe gare teatrali iniziano anche alla festa invernale, le Lenee.

Otto parole, ieri e oggi

Greco anticoGreco di oggiSignificato
danza; coro
tragedia
commedia
gara; partita sportiva
finanziatore del coro; sponsor
inno a Dioniso; lode entusiasta
giudice
processione
B1

Leggi in greco (B1)

Vuoi imparare il greco?Il lessico della festa è ancora sui manifesti e nelle notizie in Grecia: un χορηγός sponsorizza un concerto, un αγώνας è la partita di stasera, un χορός è la danza alla festa del paese. Con il greco moderno senti queste antiche parole del teatro nell’uso quotidiano.Inizia con il greco