
Spettacoli per un dio
Il teatro greco nacque ad Atene nel VI secolo a.C. Gli spettacoli non si facevano ogni giorno. Facevano parte di grandi feste religiose per Dioniso, dio del vino e del teatro. La più importante erano le Grandi Dionisie, celebrate ogni primavera. Nel 534 a.C. il teatro faceva già parte della festa, e un’antica tradizione racconta che un poeta di nome Tespi vinse il primo premio per la tragedia.
Andare a teatro era un po’ come andare a vedere una grande finale oggi. Migliaia di persone arrivavano e sedevano all’aperto fin dal mattino, guardando uno spettacolo dopo l’altro. I poeti gareggiavano con opere nuove, e dei giudici sceglievano i vincitori. C’erano due generi principali: la tragedia (τραγῳδία), una storia seria di eroi e dèi che spesso finisce nel dolore, e la commedia (κωμῳδία), uno spettacolo divertente che prendeva in giro politici, poeti e semplici Ateniesi.
Dentro un teatro greco
Un teatro greco era costruito sul fianco di una collina, a cielo aperto. Aveva tre parti principali, e i loro nomi sono ancora oggi parole greche:
- Il θέατρον (theatron), «il luogo da cui si guarda», era il pendio curvo dove sedeva il pubblico.
- L’ὀρχήστρα (orchestra), «il luogo della danza», era lo spazio piano in basso, dove il coro cantava e danzava.
- La σκηνή (skené) era l’edificio dietro l’orchestra. La parola all’inizio significava «tenda». Lì dentro gli attori cambiavano maschere e costumi, e la sua porta e il suo tetto piatto potevano diventare parte della scena.
Il teatro di Dioniso ad Atene si trova sul pendio sud dell’Acropoli. Nel V secolo a.C. il pubblico sedeva su terrapieni e sedili di legno. Tra il 338 e il 326 a.C. circa, quando il politico Licurgo guidava le finanze della città, ricevette gradinate e un edificio scenico in pietra; quasi tutto ciò che vedono oggi i visitatori risale a quell’epoca. Il teatro di Epidauro, costruito nel IV secolo a.C., ospitava circa 12.000 persone (alcune stime dicono 14.000). Le sue file curve rimandano la voce degli attori verso il pubblico: per questo è famoso per la sua acustica.
Maschere, attori e coro
Ogni interprete portava una maschera, chiamata πρόσωπον, la stessa parola che significa «volto». Le maschere erano di materiali leggeri (un poeta comico parla di una maschera di lino), perciò le conosciamo soprattutto dalle pitture vascolari e da piccole statuette di terracotta. Una maschera mostrava subito chi era il personaggio: un re, un vecchio, una giovane donna, un dio. Aristotele osserva che la maschera comica era brutta e deformata, ma non esprimeva dolore.
Recitavano solo uomini, che interpretavano anche i ruoli femminili. Aristotele (Poetica 1449a) dice che Eschilo portò il numero degli attori da uno a due, e Sofocle a tre. Grazie alle maschere, tre attori potevano dividersi tutte le parti parlate di un’opera. L’attore si chiamava ὑποκριτής, «colui che risponde» o «che interpreta». In greco moderno un υποκριτής è soprattutto un ipocrita, uno che finge; la parola comune per attore è ηθοποιός.
Accanto agli attori c’era il χορός, il coro: un gruppo che cantava e danzava insieme nell’orchestra e commentava la vicenda. Nella tragedia aveva da dodici a quindici membri; si dice che Sofocle fissò il numero a quindici.
Tragedia e commedia, ieri e oggi
I tre grandi poeti tragici di cui ci sono rimaste opere sono Eschilo, Sofocle ed Euripide. Le loro tragedie raccontavano miti, come il ritorno di Agamennone da Troia o il destino di Edipo, e ponevano domande difficili sulla giustizia, sul potere e sugli dèi. Un agone di commedia cominciò alle Grandi Dionisie nel 486 a.C. Il poeta comico più noto è Aristofane, che derideva per nome i capi di Atene mentre la città era in guerra. Più tardi, all’epoca di Menandro, la commedia si rivolse a storie familiari di tutti i giorni, antenate delle sitcom di oggi.
Il teatro greco è ancora vivo. Nel 1938 l’Elettra di Sofocle fu la prima rappresentazione moderna nel teatro antico di Epidauro, e dal 1955 il Festival di Atene ed Epidauro vi mette in scena drammi antichi ogni estate. Anche i Greci che non hanno mai studiato il greco antico conoscono le parole del teatro: comprano un biglietto per il θέατρο, guardano la σκηνή, ascoltano un’ορχήστρα e parlano di una τραγωδία o di una κωμωδία.
Date chiave
- 534 BCIl teatro entra nelle Grandi Dionisie di Atene; la tradizione indica Tespi come primo vincitore.
- 486 BCAlle Grandi Dionisie si aggiunge un agone di commedia.
- 458 BCL’Orestea di Eschilo richiede un edificio scenico con un tetto su cui può stare un attore.
- c. 338–326 BCSotto Licurgo il teatro di Dioniso riceve gradinate ed edificio scenico in pietra.
- 4th c. BCViene costruito il teatro di Epidauro, attribuito all’architetto Policleto.
- 1938L’Elettra di Sofocle è la prima rappresentazione moderna nel teatro di Epidauro.
- 1955Il Festival di Epidauro nasce ufficialmente insieme al Festival di Atene.
Otto parole, ieri e oggi
| Greco antico | Greco di oggi | Significato |
|---|---|---|
| teatro | ||
| scena (prima: tenda) | ||
| spazio di danza del coro | ||
| volto; maschera | ||
| coro; danza | ||
| tragedia | ||
| commedia | ||
| attore (υποκριτής: ipocrita) |