La grande festa di Atene
Le Panatenee, τὰ Παναθήναια, onoravano Atena, la dea della città. Ogni anno si teneva una festa più piccola, e ogni quattro anni ne arrivava una molto più grande, le Grandi Panatenee. Cadeva nel mese di Ecatombeone, circa luglio e agosto.
Che cosa faceva la gente? Camminava insieme in una lunga processione, una πομπή, dal Ceramico attraverso l’Agorà fino all’Acropoli. Ragazze di famiglie illustri servivano la dea, e le figlie dei μέτοικοι, gli stranieri residenti ad Atene, portavano sgabelli. Si conducevano anche animali per il sacrificio. Una legge del 335–330 a.C. circa sulla festa annuale ordina di dividere la carne tra gli Ateniesi. Le Grandi Panatenee avevano anche gare di musica, sport e corse di cavalli.
Chi la fondò? Plutarco dice che l’eroe Teseo creò questo sacrificio comune quando riunì gli abitanti dell’Attica in una sola città, ma è una leggenda. I musei collegano di solito le grandi gare a una riorganizzazione della festa nel 566 a.C.
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Che cosa significa questa parola?
Un peplo per la dea, un omicidio nella processione
Al centro delle Grandi Panatenee c’era un dono, il πέπλος, una veste tessuta per Atena. Il sito sul fregio del Partenone del Ministero greco della Cultura dice che era tessuta con filo d’oro dalle Arrefore e dalle Ergastine, e portata come una vela su una nave con le ruote. Il Socrate di Platone dice che era piena di scene ricamate di battaglie tra gli dèi (Eutifrone 6b–c). Il viaggiatore Pausania vide vicino all’Areopago una nave costruita per la processione (1.29.1). Un tempo il Consiglio giudicava i disegni della veste, finché il compito non passò a un tribunale (Costituzione degli Ateniesi 49.3).
La processione poteva anche diventare politica. Tucidide (6.56–58) racconta come Ipparco, fratello del tiranno Ippia, offese Armodio: la sorella fu invitata a portare un canestro in una processione e poi fu mandata via. Armodio e Aristogitone aspettarono le Grandi Panatenee, l’unico giorno in cui i cittadini potevano riunirsi in armi senza destare sospetti. Uccisero Ipparco mentre ordinava la processione. La data abituale è il 514 a.C.
Gare e premi di olio d’oliva
Dieci magistrati, gli ἀθλοθέται, dirigevano le Grandi Panatenee. La Costituzione degli Ateniesi (60) dice che organizzavano la processione e le gare e facevano fabbricare la veste e le anfore. I vincitori nella musica ricevevano argento e oro, quelli nell’εὐανδρία, una gara di eccellenza virile, scudi, e quelli nell’atletica e nelle corse di cavalli olio d’oliva.
L’olio veniva dagli ulivi sacri di Atena, le μορίαι, e lo stesso testo dice che distruggerne uno era un tempo punito con la morte. Riempiva un grande vaso, l’ἀμφορεύς, di quasi quaranta litri. Un lato mostra Atena armata tra colonne, con le parole τῶν Ἀθήνηθεν ἄθλων, «dei premi da Atene». Gli Harvard Art Museums notano che i pugili vincitori ricevevano 60 anfore, ma questa cifra si basa su stime moderne: la parte sugli uomini della lista dei premi IG II² 2311 (circa 375 a.C.) è perduta, e ciò che resta dà 30 anfore a un ragazzo vincitore nel pugilato. Gli studiosi discutono anche se queste «anfore» fossero vasi veri o una misura d’olio.
Anche Omero aveva il suo posto: l’oratore Licurgo dice che una legge faceva recitare i suoi poemi a ogni Grandi Panatenee (Contro Leocrate 102). Intorno al 330 a.C. lo stesso Licurgo costruì lo stadio per le gare atletiche.
Che cosa mostra il fregio del Partenone, e le parole rimaste
Il fregio del Partenone, lungo circa 160 metri, fu collocato tra il 443 e il 438 a.C. Il Ministero greco della Cultura lo descrive come la processione delle Grandi Panatenee, con musicisti, portatori d’acqua e portatori di vassoi, e con la consegna della veste al centro del lato est. Jenifer Neils riconosce nelle dieci vacche del lato sud l’ἑκατόμβη per Atena.
Non tutti sono d’accordo. Joan Connelly ha sostenuto che il fregio mostra un mito, il re Eretteo che sacrifica le figlie, mentre Neils ed Evelyn Harrison difendono la lettura panatenaica. Il resoconto di un simposio degli anni Novanta definì inconciliabili le posizioni di Connelly e Harrison. Il fregio va dunque trattato come una testimonianza da discutere, non come una fotografia.
Gran parte del lessico della festa è ancora in uso. Una γιορτή, da ἑορτή, è una festa e anche l’onomastico, per cui gli amici fanno gli auguri. λάδι viene da ἔλαιον attraverso ἐλᾴδιον. εκατόμβη indica ancora il sacrificio antico, ma oggi significa anche un numero enorme di vittime, «εκατόμβες θυμάτων», un senso plasmato dal francese hécatombe.
Date chiave
- 566 BCData abituale della riorganizzazione della festa con le grandi gare
- c. 514 BCIpparco viene ucciso mentre ordina la processione delle Panatenee
- 443–438 BCIl fregio del Partenone viene collocato
- c. 375 BCData attribuita alla lista dei premi IG II² 2311
- c. 335–330 BCUna legge stabilisce il finanziamento del sacrificio della festa annuale
- c. 330 BCLicurgo costruisce lo stadio per le gare
- 140–143 ADErode Attico paga la ricostruzione dello stadio in marmo
- 1896Lo stadio viene ricostruito per i primi Giochi olimpici moderni
Otto parole, ieri e oggi
| Greco antico | Greco di oggi | Significato |
|---|---|---|
| processione (oggi anche: vergogna) | ||
| festa; onomastico | ||
| vaso a due anse | ||
| lunga veste (oggi anche: velo) | ||
| olio d’oliva (tramite ἐλᾴδιον) | ||
| atleta | ||
| lunghezza antica; oggi stadio | ||
| grande sacrificio (oggi: molti morti) |
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