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Vita quotidiana

La trireme: la nave da guerra greca

La trireme, in greco τριήρης, era una veloce nave da guerra dell’antica Grecia. Aveva tre file di remi per lato, circa 170 rematori e un rostro a prua. Le triremi combatterono a Salamina e resero Atene forte sul mare. Oggi la Marina greca conserva una copia a grandezza naturale vicino ad Atene, e molte parole di questa nave sono ancora greche.

Una nave con tre file di remi

La parola τριήρης indica una nave con tre file di remi. La trireme aveva queste tre file su ogni lato, una sopra l’altra. I rematori in alto erano i θρανῖται. Sotto di loro sedevano gli zigiti, e in fondo i talamiti.

L’equipaggio contava circa 200 persone, e circa 170 erano rematori. Gli altri erano ufficiali, marinai, 10 soldati e 4 arcieri. Un suonatore di flauto dava il ritmo, perché tutti i remi si muovessero insieme.

Il capo era il τριήραρχος, il trierarca. Ad Atene era un cittadino ricco. Doveva equipaggiare la nave e curarla, e poteva comandarla in guerra. Per i rematori c’era anche il κελευστής, un ufficiale che dava loro gli ordini. Il greco ha ancora questa parola: oggi un κελευστής è un sottufficiale della marina, più o meno dello stesso grado di un sergente nell’esercito.

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Che cosa significa questa parola?

Chi remava e come viveva

Chi erano i rematori? Le nostre fonti non danno un’unica risposta. Una pagina del Ministero greco della Cultura dice che probabilmente erano tutti cittadini ateniesi liberi. In Tucidide (1.143), Pericle parla di cittadini, di meteci (stranieri che vivevano ad Atene) e di marinai stranieri. Tucidide ricorda anche schiavi con la flotta ateniese in Sicilia (7.13).

Remare era un lavoro pagato. Per la grande flotta mandata in Sicilia nel 415 a.C., Atene pagava a ogni marinaio una dracma al giorno, e i trierarchi davano denaro in più ai rematori in alto (6.31).

I rematori portavano le proprie cose. Tucidide (2.93) racconta di marinai del Peloponneso che dovevano andare a piedi fino al mare, ciascuno con un remo, un cuscino e un anello di cuoio per il remo.

La sua storia più emozionante è del 427 a.C. Atene votò di uccidere gli uomini di Mitilene, a Lesbo, e poi cambiò idea. Una seconda trireme corse dietro alla prima. L’equipaggio mangiava orzo impastato con vino e olio mentre remava, e dormiva a turno. Arrivarono appena in tempo (3.49).

Il rostro e le origini della trireme

La parte anteriore della nave era la πρῷρα, e quella posteriore la πρύμνη. A prua la trireme portava la sua arma, il rostro o ἔμβολον: una punta di legno rivestita di bronzo. L’equipaggio remava veloce e colpiva il fianco di una nave nemica, per affondarla. La trireme aveva anche le vele, ma in battaglia contavano soprattutto i remi. Senofonte (Anabasi 6.4.2) dice che una trireme poteva andare a remi da Bisanzio a Eraclea in una lunga giornata.

Chi l’ha inventata? Tucidide (1.13) riferisce che Corinto era considerata il primo luogo della Grecia a costruire triremi. Dice anche che Aminocle, un costruttore di navi o ναυπηγός di Corinto, fece quattro navi per Samo, circa 300 anni prima della fine della guerra del Peloponneso. Cioè intorno al 700 a.C. Gli storici non sono ancora d’accordo: alcuni datano le prime triremi più tardi, e altri pensano che i primi siano stati i Fenici.

Nel 483/482 a.C. gli Ateniesi trovarono una ricca vena d’argento al Laurio. Temistocle li convinse a spendere quel denaro per le navi. Nel 480 a.C. Atene aveva 200 navi, la flotta più grande della Grecia, appena in tempo per la battaglia di Salamina.

Costruire di nuovo una trireme

Per molto tempo gli studiosi hanno discusso della trireme. Molti dubitavano che una nave con remi su tre livelli potesse funzionare davvero. Nel 1982 lo storico John Morrison, l’ingegnere navale John Coates e Frank Welsh fondarono il Trireme Trust per mettere alla prova l’idea. Usarono testi e immagini antiche, come il rilievo Lenormant, scolpito nella pietra.

La Marina greca decise di costruire la nave. Carpentieri greci lavorarono in un cantiere a Keratsini, vicino al Pireo, dal 1985 al 1987. La nave è lunga 36,9 metri e larga 5,5 metri. Nell’agosto 1987 ricevette il nome Ολυμπιάς.

Dal 1987 al 1994 alcuni volontari la remarono in sei prove in mare, con 170 remi su tre livelli. Le prove mostrarono che si poteva remare bene e veloce. Nel 1993 andò anche sul Tamigi, in Inghilterra.

Le sue prove in mare sono finite. Nel 2017 il Trireme Trust disse che non era più abbastanza solida per gli esperimenti. Secondo un articolo greco, nel 1997 la Marina decise di usarla solo come oggetto da esposizione. Eppure nel 2004 portò la fiamma olimpica, e il museo della Marina dice che partecipa ancora a celebrazioni e fa uscite con i visitatori. La Marina continua a curarla.

Date chiave

  1. c. 700 BCSecondo il calcolo di Tucidide, il costruttore corinzio Aminocle fa quattro navi per Samo.
  2. 483/482 BCSi trova argento al Laurio, e Temistocle vuole spenderlo per le navi.
  3. 480 BCLe triremi greche combattono la flotta persiana a Salamina.
  4. 427 BCUna seconda trireme ateniese arriva a Mitilene appena in tempo.
  5. 1987La nuova trireme della Marina greca riceve il nome Olympias.
  6. 1993La Olympias va sul Tamigi, in Inghilterra.
  7. 2004La Olympias porta la fiamma olimpica al porto del Pireo.

Otto parole, ieri e oggi

Greco anticoGreco di oggiSignificato
antica nave a tre livelli
comandante di una trireme
remo; κουπί è il suo diminutivo
rostro; oggi anche pistone
parte anteriore della nave
parte posteriore della nave
marinaio
ufficiale dei rematori; oggi un grado
A2

Leggi in greco (A2)

Vuoi imparare il greco?Le parole della trireme sono ancora greco di ogni giorno: κουπί, πλώρη, ναύτης. Con un po’ di greco puoi leggere le notizie sulla Olympias e capire un rematore che dice «κάνω κουπί».Inizia con il greco