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Guerre e svolte

La spedizione ateniese in Sicilia (415–413 a.C.)

Nel 415 a.C. Atene mandò contro Siracusa, in Sicilia, la forza più costosa che una città greca avesse mai inviato fino ad allora. Due anni dopo flotta ed esercito erano perduti e i prigionieri furono chiusi nelle cave della città. Questa pagina segue Tucidide, libri 6 e 7, accanto a Diodoro e Plutarco, si chiede perché la spedizione fallì e segue la parola che indica quelle cave fino al greco di oggi.

Perché Atene salpò (415 a.C.)

Nel 415 a.C., durante l'incerta pace di Nicia, inviati di Egesta (Segesta), nella Sicilia occidentale, chiesero l'aiuto di Atene contro i Selinuntini. L'assemblea votò sessanta navi al comando di tre strateghi, Alcibiade, Nicia e Lamaco (Tucidide 6.8.2). Gli scopi dichiarati erano aiutare Egesta e restaurare Leontini, ma Tucidide dice che il motivo più vero era dominare tutta l'isola (6.6.1). Nicia, contrario al piano, chiese una forza molto più grande nella speranza di scoraggiare i votanti. L'effetto fu opposto: «ἔρως ἐνέπεσε τοῖς πᾶσιν», una passione si impadronì di tutti (6.24.3).

La forza che partì da Corcira contava 134 triremi (τριήρεις) e 5.100 opliti (6.43). Nessuna singola città greca, scrive, ne aveva ancora inviata una così costosa e splendida (6.31.1). In greco classico στόλος poteva indicare una spedizione oltre che una flotta; nel greco moderno στόλος è la flotta. Prima della partenza le erme di Atene furono mutilate in una sola notte (6.27) e i sospetti si rivolsero ad Alcibiade. Richiamato per il processo, fuggì a Turi (6.61) e consigliò agli Spartani di mandare un comandante a Siracusa (6.91.4).

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Che cosa significa questa parola?

L'assedio di Siracusa (414–413 a.C.)

Siracusa era una colonia di Corinto (6.3.2). Nel 414 a.C. gli Ateniesi occuparono le alture delle Epipole e costruirono mura per isolare la città: una πολιορκία, un assedio. Lamaco morì in uno scontro presso la palude (6.101.6), e così dei tre comandanti rimase solo Nicia. Le mura erano quasi finite quando giunse lo spartano Gilippo, e Tucidide dice che Siracusa era stata in vero pericolo (7.2.4). Nicia scrisse allora ad Atene: richiamate l'esercito o mandatene un altro altrettanto grande, e sostituitemi, a causa di una malattia ai reni (7.15.1).

Atene non lo sostituì. Mandò Demostene ed Eurimedonte con circa 73 navi e quasi 5.000 opliti (7.42.1), benché nella primavera del 413 a.C. Sparta avesse cominciato a fortificare Decelea in Attica (7.19.1), che Tucidide annovera tra le cause principali della rovina di Atene (7.27.3). Un attacco notturno alle Epipole fallì (7.43–44) e gli strateghi si prepararono a partire. Allora la luna si eclissò. Nicia, che secondo Tucidide era troppo incline alla divinazione, rifiutò persino di discutere la partenza prima che fossero trascorsi i «tre volte nove giorni» (7.50.4). Il catalogo delle eclissi storiche della NASA registra un'eclissi totale di luna il 28 agosto 413 a.C., sotto la voce assedio di Siracusa. Molti altri resoconti indicano il 27 agosto.

Dal Porto Grande alle latomie (413 a.C.)

I Siracusani chiusero l'imboccatura del Porto Grande con navi ancorate (7.59.3). Gli Ateniesi tentarono di forzare il blocco e persero la ναυμαχία, la battaglia navale, mentre il loro esercito guardava dalla riva (7.70–71). Partirono via terra, non meno di 40.000 persone secondo la cifra di Tucidide (7.75.5), abbandonando malati e feriti. Al fiume Assinaro gli uomini morivano nell'acqua mentre cercavano ancora di bere (7.84). Nicia si arrese a Gilippo (7.85.1); lui e Demostene furono uccisi contro la volontà di Gilippo (7.86.2).

Gli altri prigionieri furono fatti scendere «ἐς τὰς λιθοτομίας», nelle cave (7.86.2); Diodoro le chiama λατομίαι (13.19.4). Tucidide descrive una fossa affollata e senza tetto, giorni roventi e fredde notti d'autunno, e morti ammassati tra i vivi. Ogni uomo riceveva al giorno una κοτύλη (piccola misura) d'acqua e due di grano, per otto mesi (7.87.1–2). Dopo circa settanta giorni furono venduti tutti tranne gli Ateniesi e i Greci di Sicilia e d'Italia (7.87.3). Egli indica almeno 7.000 prigionieri e ammette che un conto esatto è difficile (7.87.4); Diodoro riporta 7.000 catturati e 18.000 uccisi (13.19.2). Plutarco dice che la maggior parte degli Ateniesi morì nelle cave e riferisce, come voce, che alcuni si salvarono recitando Euripide (Nicia 29). Tucidide non nomina la cava: Livius indica la Latomia dei Cappuccini, un sito didattico siciliano semplicemente le latomie del parco della Neapolis.

Perché fallì, e che cosa seguì

Tucidide la definisce l'impresa più grande della guerra, gloriosa per i vincitori e rovinosa per i vinti: «ὀλίγοι ἀπὸ πολλῶν», pochi tra molti, tornarono a casa (7.87.5–6). Ad Atene dapprima non si volle credere alla notizia, poi ci si scagliò contro gli oratori e gli indovini che avevano incoraggiato l'impresa, benché la si fosse votata (8.1.1). Mancavano navi, denaro ed equipaggi, e gli alleati sudditi erano pronti a ribellarsi (8.1.2, 8.2.2). Sparta strinse un trattato con il re di Persia (8.18). Eppure Atene continuò a combattere fino alla resa del 404 a.C.

Perché fallì? Tucidide dà un giudizio in 2.65.11: la spedizione non fu tanto un errore di valutazione sul nemico quanto una colpa di chi restò in patria, le cui contese private per la guida del popolo tolsero alle truppe il sostegno necessario. Ma il suo racconto sottolinea anche il ritardo di Nicia (7.42.3) e l'eclissi (7.50.4), e Atene mandò davvero un secondo esercito (7.42.1). H. D. Westlake (1958) osserva che la formulazione poco chiara di 2.65.11 ha diviso gli studiosi moderni. Una risposta d'esame dovrebbe citare il passo e verificarlo sui libri 6 e 7, senza darlo per acquisito.

Date chiave

  1. 415 BCLa flotta salpa per la Sicilia; Alcibiade, richiamato, fugge.
  2. 414 BCInizia l'assedio di Siracusa; muore Lamaco; arriva Gilippo.
  3. 413 BCSparta fortifica Decelea; Demostene porta una seconda forza; l'eclissi ritarda la partenza.
  4. 413 BCSconfitta nel Porto Grande, resa all'Assinaro, prigionieri nelle latomie.
  5. 412/411 BCSparta stringe un trattato con il re di Persia.
  6. 404 BCAtene si arrende e finisce la guerra del Peloponneso.

Otto parole, ieri e oggi

Greco anticoGreco di oggiSignificato
flotta (un tempo anche spedizione)
sconfitta
cava di pietra
trireme, nave a tre ordini
assedio
prigioniero di guerra
eclissi
battaglia navale
B2

Leggi in greco (B2)

Vuoi imparare il greco?Tucidide scrive λιθοτομίαι, Diodoro λατομίαι e un titolo greco del 2021 dalla zona del Pentelico Λατομεία. Il greco moderno permette a chi studia i libri 6 e 7 di seguire στόλος, ήττα e αιχμάλωτος fino alle notizie di oggi.Inizia con il greco