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Guerre e svolte

Le guerre persiane (490–479 a.C.)

Tra il 490 e il 479 a.C. l’Impero persiano, lo Stato più grande del suo tempo, invase due volte la Grecia. Alcune città greche, spesso in lotta tra loro, unirono le forze e vinsero a Maratona, a Salamina e a Platea. Questa pagina racconta prima la storia in modo semplice, poi più nel dettaglio con le fonti usate dagli storici, e mostra come una parola di quelle guerre, βάρβαρος, viva ancora nel greco di oggi.

La storia in breve

Circa 2500 anni fa i re di Persia governavano un impero enorme, dall’attuale Iran fino all’Egitto e alle coste della Turchia. Su quelle coste vivevano molti Greci, in una regione chiamata Ionia. Nel 499 a.C. questi Greci della Ionia si ribellarono ai Persiani, e due città della Grecia continentale, Atene ed Eretria, mandarono navi in loro aiuto. Il re persiano Dario non lo dimenticò.

La Persia attaccò due volte la Grecia continentale. Nel 490 a.C. un esercito persiano sbarcò a Maratona, vicino ad Atene, e gli Ateniesi lo sconfissero. Dieci anni dopo, nel 480 a.C., Serse, figlio di Dario, arrivò con un esercito e una flotta molto più grandi. I Greci persero alle Termopili e i Persiani incendiarono Atene, ma le navi greche vinsero la grande battaglia navale, la ναυμαχία, di Salamina. Nel 479 a.C. i Greci vinsero anche per terra, a Platea. Le città greche rimasero indipendenti, e i Greci ricordarono queste guerre come una lotta per l’ἐλευθερία, la libertà.

La prima invasione: Maratona (490 a.C.)

Domata la rivolta ionica, Dario mandò una flotta attraverso l’Egeo; Erodoto parla di 600 navi. I Persiani, guidati da Dati e Artaferne, presero Eretria in Eubea e sbarcarono nella baia di Maratona all’inizio di settembre del 490 a.C.

Atene mandò un corridore di lunga distanza, Filippide (spesso chiamato Fidippide), a chiedere aiuto a Sparta. Erodoto (6.105–106) dice che arrivò a Sparta il giorno dopo essere partito da Atene. Gli Spartani accettarono di venire, ma la loro legge non permetteva di mettersi in marcia prima della luna piena. Così gli Ateniesi combatterono con i soli Plateesi al loro fianco: circa 9000 opliti ateniesi e 1000 plateesi, ὁπλῖται, fanti con armatura pesante, secondo autori antichi più tardi. Lo stratego, στρατηγός, Milziade rese debole il centro del suo schieramento e forti le ali. Le ali vinsero e poi si rivolsero insieme contro il centro persiano.

Erodoto (6.117) conta 6400 morti persiani e 192 ateniesi. La storia di un corridore che corse da Maratona ad Atene per annunciare la vittoria compare solo in autori molto più tardi, ma ha dato il nome alla moderna corsa della maratona.

La seconda invasione: Termopili e Salamina (480 a.C.)

Dario morì prima di poter riprovare, e suo figlio Serse preparò una spedizione molto più grande. Erodoto (7.186) dà un totale incredibile di oltre cinque milioni di persone. Gli storici moderni concordano che sia impossibile, ma non sulla cifra reale: le loro stime per l’esercito vanno da circa 70.000 a 300.000 uomini.

Atene era pronta sul mare grazie a Temistocle. Nel 483/482 a.C. fu scoperto un ricco filone d’argento al Laurio e, invece di dividere il denaro tra i cittadini, gli Ateniesi costruirono navi da guerra. Nel 480 a.C. avevano 200 triremi, τριήρεις: navi veloci con un rostro di bronzo e circa 170 rematori ciascuna.

Nell’estate del 480 a.C. circa 7000 Greci guidati dal re spartano Leonida tennero per due giorni lo stretto passo delle Termopili, mentre la flotta combatteva una battaglia incerta all’Artemisio. Quando un abitante del luogo, Efialte, mostrò ai Persiani un sentiero di montagna, Leonida mandò via gran parte dell’esercito e restò con 300 Spartani, 700 Tespiesi e 400 Tebani. I Persiani poi incendiarono Atene, che i suoi abitanti avevano abbandonato. A fine settembre, nello stretto di Salamina, circa 300 navi greche (378 nell’elenco di Erodoto) sconfissero una flotta persiana di oltre 1000 navi, che in uno spazio così piccolo non poteva sfruttare il suo numero.

Vittoria, fonti e memoria

Serse tornò in Asia ma lasciò in Grecia il suo generale Mardonio. Nel 479 a.C. un esercito greco guidato dallo spartano Pausania lo sconfisse e lo uccise a Platea, ed Erodoto (9.100) dice che lo stesso giorno i Greci batterono i Persiani anche a Micale, sulla costa dell’Asia Minore. Le invasioni erano finite.

Gran parte di ciò che sappiamo viene da Erodoto, che scrisse le sue Storie una generazione dopo, e da Eschilo, che visse quelle guerre e mise in scena ad Atene la tragedia I Persiani. Erodoto (7.228) cita anche il celebre epitaffio degli Spartani alle Termopili, attribuito dalla tradizione al poeta Simonide. I numeri antichi sono spesso troppo alti, perciò gli storici confrontano i testi con l’archeologia: il tumulo degli Ateniesi a Maratona o le statue danneggiate dai Persiani e sepolte sull’Acropoli.

La vittoria cambiò la Grecia. Atene divenne una potenza navale e guidò una lega di alleati il cui tesoro fu custodito dapprima a Delo. I cittadini più poveri che remavano sulle triremi acquistarono peso politico, e la democrazia ateniese si rafforzò. Le guerre cambiarono anche il modo in cui i Greci vedevano gli altri popoli: i Persiani diventarono il modello del βάρβαρος.

Date chiave

  1. 499 BCI Greci della Ionia si ribellano alla Persia; Atene ed Eretria mandano aiuti
  2. 490 BCAteniesi e Plateesi sconfiggono i Persiani a Maratona
  3. 483/482 BCL’argento del Laurio finanzia la flotta ateniese
  4. 480 BCInvasione di Serse; battaglie delle Termopili e dell’Artemisio
  5. 480 BCAtene incendiata; vittoria navale greca a Salamina
  6. 479 BCLe vittorie greche a Platea e Micale mettono fine alle invasioni

Otto parole, ieri e oggi

Greco anticoGreco di oggiSignificato
i Persiani
non greco; oggi barbaro
libertà
trireme (nave da guerra)
battaglia navale
oplita; oggi soldato semplice
stratego, generale
vittoria
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